giovedì 27 aprile 2017

L’insostenibile pesantezza dell’essere Icardi



Questa vignetta dovrebbe far ridere, invece fa piangere. Fa piangere perché dimostra quanto il tifoso interista, troppo spesso, si faccia guidare nei propri giudizi dalla simpatia anziché dalle valutazioni tecniche. Icardi può non piacere, può non essere simpatico, può essere un bimbominkia, la sua signora è spesso inopportuna quando pubblica sui social…
Tutto quello che volete. Ma, per favore, non si dica che non è decisivo o che fa gol INUTILI. A parte che ci arriverebbe anche un bradipo morto a capire che, se il tuo centravanti fa 3 gol alla fiorentina mentre il tuo secondo marcatore ne fa un altro e a Firenze perdi, forse (forse eh!) la colpa è degli altri 8 stronzi che scendono in campo.
Ma dicevamo… Icardi segna gol inutili. 24 gol e 9 assist inutili, che hanno portato pochi punti.



Volevo postarvi un paio di tweet/post di esempio ma evito. Però, siccome sono una spaccaminchia, smentirò questa cazzata sesquipedale analizzando i numeri. Ancora i numeri? Direte, con un ghigno che nulla lascia presagire di buono. Si, i numeri. Ma non i freddi numeri proprio perché i “freddi numeri” possono mentire. Altrochè. E creano negli analfabeti analisti la convinzione che non si possa estrapolare qualcosa dalle serie storiche. Che può essere vero. A meno che i medesimi numeri non vengano analizzati con metodo scientifico, contestualizzandoli. Quello che fanno gli analisti veri, non gli scribacchini. Insonna, una analisi qualitativa dei dati supportata da numeri.

Bene. Prendiamo i risultati dell’Inter di questa stagione.


Attribuiremo, per convenzione:
  • 3 punti in caso di gol che sono risultati decisivi in caso di vittoria, compreso sblocco del risultato o messa al sicuro dello stesso o gol + assist decisivo 
  • 1 punto in caso di pareggio con gol. 
  • 1,5 punti in caso di assist che ha portato i 3 punti. 

Tutto chiaro? Molto bene.

Seguendo questo ragionamento l’inutile Mauro Icardi ha portato all’Inter 32 punti dei 56 attualmente detenuti in classifica, punti che sarebbero stati 33 se non gli fosse stato annullato a Bergamo il gol del pareggio. Vogliamo scremare ulteriormente l’analisi, prendendo in considerazione solo le prestazioni davvero decisive (ad esempio: gol vittoria; gol+assist; pareggio)?

Celo!

Eh si, avete ragione.
Se non consideriamo la doppietta che ha sbloccato la partita contro l’Atalanta stante il risultato abnorme sono solo 26 punti, altrimenti i punti diventano 29.

Di che cazzo parliamo, esattamente?

2.776 minuti giocati. 1 gol ogni 115 minuti con una percentuale di realizzazione altissima rispetto alle occasioni avute. Con la Samp ha sbagliato un gol semplicissimo, vero. Decisivo, vero. Ma pretendere il 100% di realizzazione mi pare una minchiata che non sta né in cielo né in terra. Anche perché stiamo parlando della partita contro la Samp, IN CASA. Creare UNA sola palla gol per il tuo attaccante, in casa, è un abominio a dire poco.

Peggio va in trasferta, dove spesso è in balia DEI centrali avversari, per nulla servito. Perché, cari haters, saranno magari dei carneadi questi centrali ma sono pur sempre DUE. E mi stupisce che dei fini conoscitori del giuoco del calcio quali vi considerate non tengano conto di questo piccolissimo dettaglio. Isolato, raddoppiato e non servito.

Ma è lui lo stronzo.
Certo.
Prendiamo i primi 4 della classifica marcatori. oltre al buon Mauro.
Belotti 25
Dzeko 25
Icardi 24
Higuain 23
Mertens 22

Adesso prendiamo il numero di tiri in porta effettuati dai medesimi:
Belotti 53
Dzeko 76
Icardi 44
Higuain 64
Mertens 69

Calcoliamo quindi l’incidenza percentuale dei gol sulle occasioni.
Belotti; 47,7%
Dzeko: 32,89%
Icardi: 54,55%
Higuain: 35,94%
Mertens: 31,88%

54,55%.
La percentuale più alta. Con meno tiri in porta di tutti.


Non so voi, ma io i problemi da risolvere immediatamente li cercherei altrove…