lunedì 27 gennaio 2014

Di scuse, min***ate ed altre ca**ate..


“Il meglio deve ancora venire”.
Di walter mazzarri con alessandro alciato.
Prefazione di Massimo Moratti.

Il meglio deve ancora venire.. PREFAZIONE DI MASSIMO MORATTI.
E ti chiedi, con un brivido che ti corre lungo la schiena, “in che senso deve ancora venire?”


Perché quello che è andato in onda ieri le supera tutte, in termini di fantasia.
Perversa, ma fantasia.

Una partita orrenda.
Il Catania che strappa il suo primo punto in trasferta di questo campionato (mettendosi a 5 dietro. cosa che non succede MAI a San Siro eh! MAI!).

Ieri c’era chi giocava a Candy crush, chi leggeva commenti sul web.
Io seguivo la partita, tentavo incoraggiamenti. Almeno fino a metà secondo tempo.
Poi, per la disperazione e la desolazione, ho sortito il BB e mi sono portata in pari con le email lavorative ricevute venerdì dopo le 17:30. Mai successo!
Perfino quando sono svenuta dopo un gol, anni fa, il primo pensiero è stato dire allo steward che mi sollevava le gambe “spostati che non vedo la partita!”. Per dire.

A fine partita sono arrivati, ovviamente, i fischi.
Che, come ben sapete, sono sacrosanti.
Se, appunto, a fine partita.

Durante il match si tifa.
Ordunque è vero.
Ieri il tifo è stato scarsino, complice anche la contestazione andata in onda.
Contestazione assai blanda, tutto sommato.
E civilissima.
Forse perché lo scellerato scambio coi gobbi non è andato in porto.

Poi, arrivi a casa e trovi la tv sul 201 con Ofelia con in questo stato.


Poi, apri il sito dell’Inter e capisci.
E partono i canti di lode all’Altissimo.

Commenti sparsi così, nati dal cuore. Ed edulcorati delle parti che potrebbero essere oggetto di censura.
Perché a me va bene tutto, ma farmi prendere per il culo da uno che ha in testa un castoro no.
Non lo accetto.

"Sono tante le variabili che concorrono per giudicare una prestazione. I ragazzi che stanno giocando non sono giocatori abituati a certe pressioni, in casa andrebbero aiutati, sembrava una partita a porte chiuse... son cose che chi ha giocato a calcio conosce bene. Quando abbiamo messo pressione al Catania, il pubblico si è acceso: è questo ciò di cui abbiamo bisogno, sempre".

"Preoccupato per le prossime partite? Guardate Genova, lì giocavamo sciolti, oggi eravamo più contratti. Per certi versi con un ambiente così, può darsi che fuori casa i ragazzi si esprimano anche meglio... Sono molto esposti alle pressioni. Non è l'età anagrafica che conta, io parlo di ragazzi che giocano in un club dove si pretendono risultati, molti non erano abituati a giocare per il vertice o con la pressione che c'è, vedi Jonathan, Alvarez o Kuzmanovic ad esempio. Milito è un discorso diverso, non è facile recuperare un giocatore dopo un infortunio del genere. Oggi ci sarebbe voluta una delle sue zampate, quella sarebbe potuta essere una delle variabili a nostro favore. Certe partite, così tirate e contro squadre chiuse, puoi sbloccarle solo con la giocata del campione".

"Icardi non l'ho mai avuto dall'inizio, Botta non ha i novanta minuti ed è tornato da un infortunio grave. Oggi negli ultimi minuti abbiamo giocato a 4 davanti, con tutti i giocatori offensivi, pensando magari meno alla fase difensiva. Si parla di un annata di passaggio, io torno a chiedere una mano alla nostra Curva e ai tifosi: abbiamo bisogno di loro".

Questione Guarin e centralità delle decisioni della tifoseria? "Non abbiamo rinunciato allo scambio solo per la manifestazione della Curva Nord. I nostri dirigenti hanno fatto tante altre valutazioni in merito e si è deciso di non procedere. Bisogna provare a ricreare in casa nostra (a San Siro, ndr) un ambiente con più armonia, in questo momento abbiamo bisogno di tanto sostegno".

Partiamo da qui: “io parlo di ragazzi che giocano in un club dove si pretendono risultati, molti non erano abituati a giocare per il vertice o con la pressione che c'è, vedi Jonathan, Alvarez o Kuzmanovic”.


PREGO???

Ma stiamo scherzando?
Alvarez gioca nell’Inter da tre anni, Jonathan da 2.
Kuzmanovic ha giocato 3 anni nella Fiorentina (e Firenze non è propriamente una piazza facilissima), 4 anni in Bundesliga  allo Stoccarda.
Ma di che cazzo vai cianciando, Walter?
Ah, poi splendida la stiria dei 4 attaccanti. Che se prima avevi l'alibi di non averli, il poterli schierare senza tirare in porta una cazzo di volta è indice di pochezza tattica tua. Una pochezza imbarazzante, lasciatelo dire (non che mi aspettassi qualcosa di diverso da te, intendiamoci!).

Che poi non mi dovrei stupire.
Dopo l’orrida prestazione col Parma ci deliziasti con quest’altra perla:

"Per una squadra con molti ragazzi giovani è importante non perdere. Forse abbiamo sentito la responsabilità di dover sempre vincere, soprattutto i ragazzi giovani".

Per la cronaca, questa la formazione giovane ed inesperta scesa in campo:
INTER: 1 Handanovic; 14 Campagnaro, 23 Ranocchia, 5 Juan Jesus; 2 Jonathan (32' st Belfodil), 19 Cambiasso, 10 Kovacic, 11 Alvarez, 4 Zanetti (25' st Nagatomo); 13 Guarin (43' st Taider); 8 Palacio

Ma il top lo hai raggiunto ieri, dando la colpa al pubblico.

“Per certi versi con un ambiente così, può darsi che fuori casa i ragazzi si esprimano anche meglio”. Come a Roma con la Lazio?

“Bisogna provare a ricreare in casa nostra (a San Siro, ndr) un ambiente con più armonia, in questo momento abbiamo bisogno di tanto sostegno”.

Ma vai a fare in culo.
Ma di cuore eh!

Già stai godendo di un credito assolutamente immeritato. Quest’anno ti danno per buono perfino l’”alibi” (lo metto tra virgolette a bella posta, chi mi segue sa bene perchè) degli arbitraggi. Mai successo.

Ti faccio altresì notare che c’era gente che ad aprile 2010 invocava la cacciata di Josè Mourinho. No, dico, Josè Mourinho. Si, quello in proporzione al quale tu hai vinto di più.
Uno che prima di arrivare all’Inter vantava un palmarès composto da 2 Campionati portoghesi, 1 Supercoppa portoghese, 2 Premier League, 2 Coppe di Lega inglese, 1 Community Shield, 1 Coppa d'Inghilterra, 1 Coppa Uefa, 1 Champions League (+ 1 Supercoppa Italiana e 1 Scudetto all’attivo) si è visto invocare l’esonero.
Perfino il buon CR70 fu massacrato, pur potendo annoverare 1 Coppa Uefa, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana e 1 Coppa di Spagna. Manco parlo di Ciccio Benitez che, simpatico o no, aveva in bacheca 2 Liga, 1 Coppa d'Inghilterra, 1 Community Shield, 1 Europa League, 1 Champions League e 1 Supercoppa Uefa.
2 che, simpatici o antipatici, in termini di credibilità professionale data dal curriculum ti mangiano in testa.
Tu arrivi solo con una Coppa Italia all’attivo e l’incenso delle PI (ecco, questo magari dovrebbe far riflettere), ti becchi solo fischi meritatissimi a fine partita dopo una serie di figure meschine che manco in certi anni disgraziati abbiamo fatto e TU dai la colpa al pubblico?

Quindi, la colpa è che non hai Milito, poi del vento, poi dei giocatori giovani e inesperti, poi di Stramaccioni che per colpa sua hai giocato a Udine la Coppa Italia e non a Milano, poi dei tifosi.

Verrà mai il tuo cazzo di turno? Ma un filo di autocritica mai? 

Sembriamo dei cadaveri e non hai nemmeno le Coppe a cui aggrapparti. Alla faccia del famoso Pondrelli.
Ormai mancano solo le scie chimiche poi davvero abbiamo tirato in ballo tutto lo scibile umano.
Ma dire “scusate, non ci sto capendo più un cazzo” pare brutto?

Ma no, mi vieni a dire che “sembrava una partita a porte chiuse [...] il pubblico […] acceso: è questo ciò di cui abbiamo bisogno, sempre”.

Ma tu devi ringraziare la Madonna se ancora non sono volati i seggiolini!
La Madonna e tutti i Santi del Paradiso per la pazienza che stiamo dimostrando.

Chiedi a tardelli cosa accadde con l’alaves, chiediglielo!


Altro che “sembrava di giocare a porte chiuse”. 
Se continua così ti toccherà giocare DAVVERO a porte chiuse.

martedì 21 gennaio 2014

Prendendo a testate il muro del cesso..



E’ tanto che non scrivo.
Il lavoro, in primis, mi toglie ogni energia e voglia di stare davanti a un PC.
E perché no, anche le ultime vicende di casa nerazzurra (diciamo gli ultimi sei mesi) mi hanno tolto un po’ la voglia di commentare.
Immagino non ve ne possa fregare di meno, ma tant’è.

In realtà non avrei nemmeno ora il tempo di scrivere ma mi chiudo nel cesso e butto giù queste righe.

Ieri si palesa la notizia: scambio Guarin-vucinic.
Scambio alla pari.
E già volano le madonne.

Poi veniamo raahahhahahassicurati: scambio + conguaglio.
Che si traduce in una elemosina talmente ridicola (fatta per andare a colmare il presunto taglio degli emolumenti accettato dal giovane e volenteroso montenegrino che si vede garantire un ulteriore anno di contratto) da far aprire il calendario e partire dal 1 gennaio, per concludere nominando invano il nome di San Silvestro.

Non entro nel merito della questione tecnica, benchè vucinic A ME non piaccia.
Il punto è: alla j**e non darei nemmeno un preservativo usato.

Non così.
Un conto sarebbe sedersi alla pari e trattare (no, scherzo. Mi siederei al tavolo solo per piazzarci sotto una valigetta piena di T4 per poi dire “scusate, devo andare un secondo in bagno”).


 .. ma è per dire.

Quella gente che ha già una volta rubato i nostri sogni.
Quella gente che ha infangato la memoria di Giacinto Facchetti (obiezione respinta: Ibra e Viaira li abbiamo preso con un’altra dirigenza. Gobba intendo. E no, non erano moggi and co.).
Quella gente che  sta rubando impunemente perché la restaurazione ormai è compiuta.

Con quella gente, dicevo, non si tratta.

Siamo ridotti male?
Ok.
Siamo una squadra di seconda fascia e non più di élite?
Ok.
Non possiamo più permetterci top player?
Ok.
Siamo dei poveracci? 
Ok.
Tutto quello che volete.
Qualora mi venisse presentato un progetto (fa ridere, scrivere oggi questa parola. Troppe volte ci si è provato, troppe volte non ci si è creduto, preferendo privilegiare interessi particolari anzichè il bene comune) avrei pazienza. 

Tanto io a San Siro ci vengo lo stesso.
Non è questo il punto.

Ma la dignità no.
Quella non ce la potete portare via.
Anche i poveri hanno una dignità, vorrei ricordare. E la dignità sta soprattutto nelle piccole cose.
Tra cui non appecoronarsi ai voleri di questi qua, che cazzo!

Un sussulto di orgoglio lo vogliamo avere?
Vogliamo alzarci e reagire?
Tirare fuori palle, tette e tutta quella minchia che volete?

Come disse Gianfelice Facchetti “100 ANNI DI SFIDE, DI VITTORIE E DI ORGOGLIO, DI TANTISSIMO ORGOGLIO”.

Perché, mi preme ricordare, noi siamo comunque l’Inter 
e loro non sono comunque un cazzo.