lunedì 2 dicembre 2013

Erode dove sei?


L'invasione dei bambini j**e, schiaffo ai violenti
Riempiamo la curva di bambini
L’innocenza al posto degli ultrà

E via di questo passo.

Questi i titoli per annunciare l’iniziativa lanciata dall’house organ di casa agnelli, al secolo Tuttosporc, per permettere ai gobbi di fottersene per l’ennesima volta delle regole e giocare con la curva comunque aperta, comunque con il tifo, comunque come se quello stadio non fosse il più razzista ed impunito d’Italia ma il “paradiso per famiglie” del mulino bianco(nero).

E non solo.
Per non far ammalare le inncoenti creature, si sono pure fatti anticipare la partita, giocando così in pomeridiano anziché in notturna.
E col freddo porco che fa a torino in questo periodo, vi assicuro che cambia. E non poco.

Che poi voglio dire.. Tu hai voluto 'sti cazzo di infanti in curva? Cazzi tuoi se pigliano la polmonite. Giocavi con la curva vuota e il problema non c’era.

A Milano, le curvette dell’arancio sono SEMPRE riservate ai bimbi delle scuole calcio.
Anche durante i posticipi delle 20:30.

SEMPRE

Solo che, appunto, i bimbi nerazzurri ci sono SEMPRE e cantano solo INTER, INTER..
Quindi, non fanno notizia.

Ma torniamo ai teneri frugoli gobbi.

Ti basta guardare la partita 5 minuti, per capire che Erode, quando serve, non c’è mai.

Io amo i bambini. In generale dico.

Poi ce ne sono alcuni che trasformano l’amorevole Baderla in un’orchessa che la strega di Hansel e Gretel mollami.

Ad un Milano-cantù ho deliberatamente fatto inciampare un bimbo filippo canturino, reo di avermi cantato nelle orecchie “mazzarino segna per noi” oltre ad altre amenità per tutto il 1HT.
Tu mi hai disturbato?
E io ti faccio cadere, piccolo mostro.
Così impari a rispettare il divieto di trasferta per i porci.

Ecco.
oltre ai bimbi canturini, ci sono i gobbi.
Perché questi non sono bambini, tenetelo bene a mente.

QUESTI SONO I GOBBI DI DOMANI.

E per i gobbi, nessuna pietà.

Sono i gobbi di domani, si diceva.
E infatti, ma tu guarda, guidati dagli innocentissimi adulti loro accompagnatori si sono dati da fare per non far mancare il sostegno cui è abituata la loro squadra di merda.
E uso la parola MERDA non a caso, visto che dalle loro argentine voci, ad ogni rinvio di Brkic, si levava chiaro e forte il consueto oooh-merda che tanto fa per stemperare la violenza, e portare simpatia e rispetto..

Perché chi viene dal mondo del teatro lo sa: merdamerdamerda è un augurio di buona riuscita.
I gobbi sono così sportivi che augurano al portiere avversario di effettuare una rimessa che vada a buon fine.

Ah, che persone meravigliose!
Ah, che momento commovente!

Poi.. All’imporovviso, i piccoli intonano dei cori contro i napoletani..


Mi rispiegate quella storia della curva chiusa per “cori di discriminazione territoriale”, aperta ai bambini che sono la parte sana dello sport?

Ovviamente, dopo le ore di sbrodolate sull’iniziativa meravigliosa, pedagogica, e quant’altro è dura per le PI venirci a raccontare che l’iniziativa è stata un fiasco totale.
Che è servita solo per consentire alla gobba di giocare comunque a porte aperte.
E così, più che dei timidi “Merdentus Stadium, bambini tra emozione e un coro fuori luogo” “Rube, i cori stonati dei bambini in curva”. “Rubentus, festa bambini rovinata da cori a Brkic”.

Interessante lettura. Festa bambini “rovinata da cori”.
Già. Ma CHI ha rovinato la festa dei bambini, intonando i cori “fuori posto”?

Non il gatto Silvestro.
Non il primo stronzo che passava da via Druento per caso, come quasi lascia intendere il titolo.

Nossignori.

Sono stati i bambini a rovinare la loro stessa festa.

Perché?
Semplice.
Perché così hanno imparato dagli adulti che li hanno accompagnati.
Dagli adulti che hanno insegnato loro il concetto di tifo.


Gli stessi che passarono 90 minuti a cantare “ne*ro di merda a balotelli” e “non ci sono ne*ri italiani” in un lontano j**e-Inter. I famosi “4 scemi”. I 4 tenori visto che, in 4, coprivano perfino la voce di caressa tanto da obbligare tosel a comminare la sanzione delle porte chiuse.

Gli stessi che i loro giocatori di colore sono “Campioni d’ebano” mentre quelli degli altri “ne*ri di merda”
Gli stessi graziati troppe volte da ispettori FIGC improvvisamente colpiti da sordità selettiva.
Gli stessi degli striscioni – sempre impuniti - contro Facchetti.

Ecco.
Questi bambini sono i figli di questa gente.
Perchè da una carota, non può nascere un broccolo.

E si vede.



ERODE ANTIPA/IL GRANDE**.. 
DOVE MINCHIA SEI QUANDO SERVE????

**Secondo le date della storia/Secondo Matteo ndr

domenica 10 novembre 2013

Occasionali: istruzioni basiche per avere (forse) salva la vita

Eccoci qui. Dopo una partita demmerda di cui salvo tre cose: il miracolo del Divino, il risultato e Kovacic (fuori concorso il rientro di Zanetti).

Faticavo a trovare argomenti con i quali deliziarvi.
Una serata molto noiosa.
Brutta partita fortunatamente vinta e tanto basta.

Poi.. L'illuminazione.
Il luogo del male.
La Sleepy Hollow della mia vita da tifosa, il covo degli occasionali: la fila davanti (e dietro) alla mia.

Fila che andrebbe riservata a dei nani.
Perchè già se sei alto mi dai fastidio. Pure se sei basso o sei un bambino ma vabeh, io sono intollerante e si sa.
Se poi ti alzi in piedi mi sale una carogna che manco bruciare la cena.
Se per caso mi perdo il gol come a Inter-CSKA in Champions League 2019/2010 ti lancio un anatemaH che mollami.

Siamo in uno stadio.
Ci sono delle regole basilari, per essere adeguati al contesto.
Siamo al Meazza. Non al Tocqueville, non a idiotland.
Non al merdentus.

Quindi, vedete di comportarvi bene e di non irritarmi perchè se poi mi incazzo vi butto di sotto.
Vi propongo quindi un piccolo vademecum per avere (forse) salva la vita.

Capitolo bambini












Sorella vostra, amatissima in maniera incomprensibile dai bambini, è notoriamente un'orchessa.
Quindi, piccoli tesori, vedete di non irritarmi.
Non alzatevi in piedi ostruendomi la visuale, non lanciatevi caramelle, state zitti se dovete ripetere le minchiate che vi insegnano i vostri padri a casa.
Non voltatevi a guardarmi quando impreco contro l'arbitro.
Altrimenti, il minimo che vi può capitare è un "era fallo, quindi non stracciare le ovaie e girati o ti butto di sotto, piccola scolopendra".

Inter club Erode is the way.


Capitolo sproloqui




















Non hai un cazzo da fare? Sei capitato per sbaglio al Meazza perchè all'Yguana non ti hanno fatto entrare? Hai avuto la sventura di sederti dietro di me?
Siediti, guarda la partita e STAI ZITTO!

Soprattutto, non mi tritare tre quarti di minchia con discorsi idioti sulla SIAE e le norme che regolano la pubblica esecuzione della muscica protetta da diritto d'autore.
Sei un turista, magari straniero?
Guarda la partita e stai buono.
Non fare gridolini di sorpresa, in un crescendo che manco il pulcino Pio. Non mostrare stupore, non fare domande idiote.
O ti butto di sotto.
Dopo averti infilato un seggiolino in bocca.

Capitolo tanto ammmmore





















Siete una coppietta da far vomitare Peynet? Vi amate come mai nella vita?
Siete fidanzati, vivete in simbiosi, lo sguardo dell'uno perso nello sguardo dell'altro? Volete fissare per sempre questo momento magico?
Cercatevi una panchina e non rompete il cazzo a me.
Perchè il prossimo che si alza, mentre fa le foto all'altro in puro stile bimbominkia con il campo sullo sfondo, non solo verrà buttato di sotto ma incasserà una compilation di mani in faccia che si ricorderà per tutta la vita.
Se poi voleste evitare le maglie della minchia di cui sopra, fareste un gran favore a me e al mio stomaco, chè i cessi di San Siro fan schifo pure per vomitare.
Grazie.
La Direzione.

Capitolo per inciso, cazzi e mazzi










Siete dei tamarri di prima categoria? Lanciate roba di sotto e sputate come dei lama? Ammazzatevi!Non posso perdere tempo con siffatti imbecilli.
Vuoi fare commenti? Risparmiati le minchiate su Bardi perchè poi è un attimo che mi giro e ti ricordo di Zenga alla Samb e tu annaspi, dicendo di ricordartelo e che scherzavi, quando invece a quei tempi eri ancora uno spermatozoo.
Vuoi parlare male di Kovacic?
Siediti molto lontano.

E poi.. la summa.

Capitolo levati dai coglioni
















Le greggi umane in transumanza.
Perchè andarsene DUE MINUTI PRIMA della fine della partita? (Ma anche dieci, se non un quarto d'ora.. E lì la domanda è: cazzo ci sei venuto a fare?).

Ieri: tre minuti di recupero.
Dopo il primo minuto, parte la mandria, peraltro passandomi davanti e ostruendomi la visuale. Giuro! A due minuti dalla fine.


Cioè.. che minchia ti cambia uscire due minuti prima? Come impatta sulla tua esistenza?
DIMMELO, DOMINEIDDIO!!!!!!

Ah, e se te ne stai andando, VATTENE.
Ma vattene proprio.



Non sostare davanti all'uscita ma soprattutto, se c'è un'azione potenzialmente pericolosa, non fermarti come un coglione a guardare il campo giusto davanti a me che sono seduta inchiodata al mio posto.

Perchè se poi ti minaccio o ti scaravento cinque file sotto non devi lamentarti.
Anzi, dovresti essere contento. Ti faccio arrivare prima all'uscita.
Certo, non quella che avevi scelto ma non mi pare il caso di fare i pretenziosi.

Quindi, caro occasionale, segui queste piccole, facili, regole e ti vorrò bene DA MORIRE.



martedì 29 ottobre 2013

(Zero) spicchi di rispetto


Ordunque, torno anche questa settimana.
Ma non per parlare di calcio, anche se il folber, come diceva mio nonno, c’entra in senso lato.

Domenica, ore 18:15.
Va in onda j**ecaserta-Olimpia EA7 Milano, valevole per la 3 giornata della Regular season del Campionato di basket.

Milanow, canale 191 del digitale terrestre.
Accendo la TV, piena di speranza.
Considerato che la partita da Brindisi non è andata in onda per via del segnale debole (da Brindisi, non da Tel Aviv!!) questa volta va meglio.
Si vede demmerda as usual (tipo che manco sul 50 pollici dei miei genitori si riescono a vedere il punteggio e il tempo) ma si vede.
Manca l’audio ma pazienza.

Invece no!
Siccome il Direttore Ravezzani ci ama, decide che anche noi baskettari abbiamo diritto ad una telecronaca: e l’intrepido Porro si improvvisa telecronista.

Si improvvisa, e non l’ho detto a caso.

SI IMPROVVISA.

Nel senso che, probabilmente, il signor Porro ha scoperto l’esistenza della palla a spicchi giusto 10 minuti prima, aprendo Wikipedia.
Prima che si offenda, gli consiglio di sostenere caldamente questa tesi, l’unica utile a giustificare quanto segue (peraltro, un piccolissimo estratto) e a scaricare la responsabilità su altri.

Ecco la serie di perle che il nostro riesce a collezionare (per le quali ringrazio, in ordine sparso il Conte mio fratello, Andrea, Gabriele, Matteo, Alessio, Davide, MadreH e mi scuso se ho dimenticato qualcuno). Faccio notare che eravamo tutti sconvolti, sms, tweet e messaggi su FB che commentavano l’indicibile che arrivava alle nostre orecchie.
Manco Dembinski ci aveva fatto scrivere – ed imprecare - così tanto..

Esordio col botto.
“L’ARMANI JEANS MILANO”: la squadra non è più AJ da due anni.
Abbiamo avuto l’upgrade e siamo passati ad Emporio Armani.
Da due anni. ripetuto sia all’inizio del match che nell’ultimo quarto “Siamo 71-78....ehm....si....71-79....+ 8 Armani Jeans”.

Ci racconta poi che in campo, con Caserta, c’è Vitali. Un ex che a Milano “non è riuscito ad esplodere”.
Peccato che il vitali in campo sia Michele. “Quel” Vitali di nome fa Luca e gioca a Venezia, nella Reyer.

Il nostro dimostra poi  di non essere in grado di riconoscere nella maniera più assoluta i giocatori di Milano. Non pretendo Caserta, Milano!
Su Milanow è il minimo.
Quindi abbiamo CJ Wallace scambiato per Melli per tutto il 4 periodo (ok che sono biondi entrambi ma..), Langford che diventa chiunque sia di colore come lui. Tipo che ci siamo sentiti dire per tutta la partita che Jerrels era in ombra perché ogni volta che segnava, per il nostro telecronista era Langford. (stesso discorso anche per Samuels, visto sempre come Langford).
Ma quante personalità ha questo Langford?

Abbiamo anche un Samuels noto esperto di palleggio e penetrazioni. Forse in un altro tipo di penetrazione perché Samardo Samuels, bello de zia, è un centro prettamente atletico che – come tutti i centri – non brilla in fase di palleggio.
Ma il nostro non si arrendeva e tentava sempre di ripetere il quintetto in campo in quel momento, salvo fermarsi al terzo o sbagliarne qualcuno.

E passiamo all’assoluto spregio delle regole.
A parte il definire “finita” una partita con un vantaggio di +6 con tre possessi a disposizione, ovviamente.. In quel momento c'è stata un'impennata di abrasioni allo scroto da parte del pubblico maschile.

Falli tecnici scambiati per antisportivi, tiri liberi da fallo tecnico giustificati con un "fallo in attacco" (li siamo volati tutti dal divano).

Ah.. E non dimentichiamo l’importante vittoria ottenuta in Eurolega giovedì. Già.
La vittoriosa trasferta lituana, segno di una “continuità in trasferta”.
Piccolo dettaglio. Io c’ero. E a meno che Kaunas non sia raggiungibile con la M2 beh.. Mi sa che c’è qualcosa che non va..

Dite che sono troppo severa?
E se vi dicessi che il nostro ha definito “pallonetto” un alley-oop? E che mancavano 7 minuti alla fine del “primo tempo” mentre eravamo all'ottavo minuto?

O che ha definito AREA DI RIGORE quello strano disegno pittato per terra?
AREA DI RIGORE DOMINEIDDIO!
Area di rigore.

Un simile scempio meriterebbe solo scuse.
Sentite scuse.
Invece no.

Per il direttore Ravezzani siamo noi gli ingrati, e pure un po’ sporchi e cattivi.
Non ci credete?


Insomma, che ca**o vogliamo?
Ci hanno fatto la telecronaca, accontentiamoci.

Vorremo mica pretendere un po’ di qualità da dei professionisti dell’informazione?
Vorremo mica chiedere un commentatore che – almeno – conosca le basi della pallacanestro e i giocatori della squadra “di casa”?
Vorremo mica del rispetto, in quanto spettatori che – di fatto - pagano la pubblicità che va in onda sulle loro reti?

Che stronzi, che siamo.

Già tanto che ci hanno fatto la telecronaca, accontentiamoci. Hanno fatto del loro meglio. E pazienza se il meglio è lo zero.
In fondo, stiamo parlando di basket, mica di calcio.
E se lo dice un’insospettabile come me..

Perché parliamoci chiaro!
Ve lo vedete il Direttore che affida la cronaca di una partita a uno che definisce “tiro libero” un calcio di rigore?
O che confonde Guarin con Juan Jesus e Rolando tutta la partita per via della medesima pigmentazione della pelle?
O ci magnifica le doti da funambolo di Handanovic, esaltando la sua capacità di dribblare chiunque?
O che invoca il rigore per un fallo a centrocampo?

Ecco, signori miei.
Il livello è questo.

Ve lo vedete?
Ovviamente no.
Perché il calcio è sacro.
Il basket, invece, può essere stuprato da chiunque perché oh, ha fatto del suo meglio.
Beh, mi dispiace.
Ma fare del proprio meglio, a volte, non basta.
Se il risultato è penoso, anziché rispondere con arroganza, bisognerebbe avere l’intelligenza e l’umiltà di chiedere SCUSA.
Senza se e senza ma.
Perché anche noi che seguiamo uno sport “minore” meritiamo rispetto, Direttore.
Ci pensi.

Nota in calce.
Peraltro, visto il ritardo enorme del segnale, sarebbe bastato tenersi di fianco il sito della Lega Basket e il Twitter dell’Olimpia.
Ho annunciato il 2/2 di Langford sugli ultimi liberi alla famiglia prima ancora che il buon Keith andasse in lunetta.
Sarebbe bastato un pc da 300 euro o uno smartphone per evitare al buon Porro una figuraccia biblica.
Oppure chiamatemi. Almeno, non confondo i tecnici con gli antisportivi e riconosco tutti i giocatori di Milano. Anche se sono dello stesso colore.

Se invece vi sto antipatica, nessun problema. Non chiamatemi.
Mandatela senza commento. Ne uscirete comunque meglio.

lunedì 21 ottobre 2013

Puntualizzami sta m**chia

Ebbene.
So di esservi mancata ma state tranquilli.
Ritorno col botto.

Anzi, con l'invettiva.

Premessa: ieri non ho visto la partita (solo gli ailaits post-mezzanotte) poichè impegnata al Forum in un derby (per la cronaca, vinto - quasi - in scioltezza).
La socia Paola, presente per l'occasione, era incaricata degli aggiornamenti da Torino grazie al diretto contatto con la regia (casa sua).

Ordunque. Si soffre sul finale.
Si impreca.
Poi, mentre da McDonalds' mi sto gustando una triste insalata greca mi arriva un sms che mi informa che il Direttore dell'area tecnica sig. Marco Branca si è presentato in conferenza stampa al posto dell'allenatore contrariato dalle decisioni arbitrali (in amicizia, Walter: non è che l'inizio, nel caso. Questo è nulla) per "fare delle puntualizzazioni e manifestare le nostre perplessità".

Che cosa?

CHE COSA???



Ora, mi è salita una carogna che metà basta.

Io sono interista. E proprio per questo, un vaffanculo - un enorme vaffanculo - mi è sorto spontaneo.

Sono due anni almeno (Due anni. D U E anni. Non due giornate o due mesi. DUE anni) che arbitraggi quantomeno inadeguati ci massacrano.
Due anni.

E in questi due anni, chiunque sia stato l'allenatore, è sempre stato il solo a metterci la faccia.
Mai una volta che il "Direttore dell'area tecnica" si sia fatto vivo.
Mai.

Beh, a parte l'annunciare una conferenza stampa prevista per "fine anno" in cui avrebbe spiegato tutto.
Peccato si sia dimenticato di dirci la fine di quale anno.

Quindi perchè ora?
Perchè adesso?
Perchè - per esempio - non dopo il sistematico massacro partito dopo lo sverginamento del merdentus.
Perchè?

Cosa è cambiato?
Anzi.. In confronto, quest'anno non ci è andata poi così male (per ora..).

Che poi.. Almeno fosse andato a cantargliele chiare.
No. E' andato a puntualizzare.
A puntualizzare.
Nel senso che ha fatto una puntuale figura di m***a.
La fiera dell'ovvio. Il nulla cosmico.

Dopo due anni che pigliamo calci in faccia da chiunque lui "puntualizza".
Come minimo, nel momento in cui vivaddio ti palesi e ci metti la faccia, ci sarebbe da rovesciare tavoli e pettinare il pettinabile.
Altro che puntualizzare.

Ma siccome io sono complottista e quindi lo sono a tutto tondo, mi viene il sospetto che l'improvviso risveglio della Bella addormentata sia dovuto al cambio al vertice e che il nostro amico si sia reso conto che  - forse - l'art. 18 per lui non vale più e che quindi è il caso di svolgere le proprie funzioni a tutto tondo.
Compreso il metterci la faccia.
Sempre.

Proprio perchè sono filosocietaria la squadra viene prima di tutto.
Non solo quando senti la tua posizione in bilico.
Non solo quando si riscuote lo stipendio o si va in conferenza stampa a presentare l'ultimo acquisto.
Perchè l'Inter è l'Inter, sempre e comunque, e NESSUNO può usarla per fare i propri interessi.
Perchè viene prima di tutto.
Perchè c'è solo l'Inter.

E questo vale per tutti.
Nessuno escluso.

lunedì 7 ottobre 2013

Del bel vender non fu mai (abbastanza) scritto

Ovviamente vi siete letti tutto e il contrario di tutto sulla partita di sabato.
Ogni aspetto è stato sviscerato.
Quindi non perderò tempo a ribadire che leggere i tabellini senza avere visto la partita non è mai segno di intelligenza e che ieri si sono concretizzate tutte le mie perplessità. Ma solo per pura fortuna perché io non capisco un cazzo di calcio.

Ma non ero l’unica.
Sabato sera, una carinissima coppia di fidanzatini bimbiminkia rischia la morte per lancio-dalla-tribuna.
Passi che arrivi tardi ma, domineiddio, sbrigati a sederti perché stare in piedi davanti a me e alle mie socie mentre selezioni accuratamente il posto ove posare le tue terga NON è una grande idea.
Poi, parte il bimbomikismo allo stato puro. Incuranti della partita, i due deficienti iniziano una serie di autoscatti imbarazzanti (10 a 1 che questi hanno il profilo FB condiviso) che culminano con lei che si alza per fargli una foto con match sullo sfondo. Il tutto, ovviamente, a partita in corso.
E già li ti sale la carogna.

Poi, ci sono quelli che decidono di andarsene al 35’ del secondo tempo.
Ora, a parte che – mediamente – la partita la si guarda fino alla fine – se te ne vai, TE NE VAI.
MA TE NE VAI PROPRIO.
Non mi passi davanti magari fermandoti perché c’è una azione potenzialmente interessante, levandomi la visuale.
TE NE VAI.
Se vuoi usicre prima dal parcheggio, ti levi dal cazzo. Ma ti ci levi proprio.
Non ti piazzi lì ad intasare l’uscita. Perché non uscirai prima. Uscirai comunque quando usciranno tutti gli altri, se aspetti il fischio finale. Coglione.
Tanto vale che tu stia al tuo posto senza svergare.
Una famiglia rischia di essere scaraventata giù dalla gradinata da Donna G, giustamente indispettita dal loro fermarsi in piedi, davanti a noi, per seguire non so cosa (e si sono pure offesi, i minchioni). Non te ne stavi andando?
 

Bene, assolto l’inciso folkloristico, volevo focalizzarmi su uno dei miei argomenti “seri” preferiti. La scandalosa gestione della vendita dei biglietti per la partita.

Quest’anno, per scelta politica, cito dal sito inter.it “I biglietti di Terzo anello Rosso e Verde verranno messi in vendita solo per le gare con Milan e Juventus oppure una volta esauriti quelli di Secondo anello”.


Ora, signori miei. volevo innanzitutto stringere la mano al genio che ha elaborato la nuova procedura di acquisto sul sito, per la quale è necessario CLICCARE SU OGNI SINGOLO SETTORE per verificare le eventuali disponibilità.

Cliccare
su
ogni
singolo
settore.



Già prima era uno sbattimento far comparire il mouse over su ogni singolo settore ma doverci addirittura cliccare è roba da medioevo.

Non sarebbe più semplice – per esempio – rendere grigi (o di un colore meno brillante) i settori esauriti, lasciando colorati quelli che presentano delle disponibilità?
Così, tanto per suggerire qualcosa…

Ma soprattutto, con tutti questi vuoti al primo blu, come cazzo è possibile che fossero in vendita solo le curvette laterali del primo arancio e del rosso?, dando ad intendere che 1 blu e 1 verde fossero esauriti? (E vi garantisco che anche il 1 verde NON era esaurito). 


Sempre la solita storia comunque.

Vi racconto un simpatico aneddoto.
Anno di grazia 2006/2007, 97 punti, ultima di campionato. Mi trovo a dover acquistare i biglietti.
Per motivi contingenti (leggi mutuo) in quegli anni non ero abbonata – avrei rinnovato la promessa di fedeltà ai miei 11 uomini l’anno seguente – così decido con pazienza di presenziare all’ultima di campionato (dopo l’annullamento della IMMONDA “Notte stellare”, sulla quale ci sarebbe da aprire un capitolo a parte.

Siccome sono buona, vi riporto solo lo stralcio più succoso.

L’Inter è campione d’Italia.
RCS Sport presenta "Notte Stellare", la grande serata organizzata ed ideata da RCS Sport per il 15° scudetto nerazzurro. Stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, martedì 22 maggio 2007, insieme con artisti, cantanti e attori nerazzurri come te.

Prezzi biglietti (!!!!!)
Tribuna Onore Rossa Posto Numerato 170
Tribuna Rossa 1° Anello Posto Numerato 130
Tribuna Rossa 2° Anello Posto Numerato 50
Primo Anello Posto Unico 30
Secondo Anello Posto Unico 27
Terzo Anello Posto Unico 20


Ecco. Rendiamoci conto.
Orbene, Sorella vostra, tastiera alla mano, alle 8:00 del mattino è già davanti al PC per assicurarsi l’opportunità di scegliersi un posto all’apertura delle vendite. -5, -4, -3, -2, -1, 0!
Vendite aperte e.. ZAC! Solo primo rosso e primo arancio, per la modica cifra di 80/110 euro.

MA COL CAZZO PROPRIO!
Ora, passi che BPM non avesse le capacità informatiche per fare un deploy di tutti i settori contemporaneamente (d’altra parte, i fornitori ce li scegliamo col lanternino, basti pensare al disastro della Supercoppa Europea – tacendo di Jakala) ma non è scientificamente possibile che all’apertura delle vendite siano disponibili solo i due settori più costosi.

Se mi fossi svegliata all’ultimo sarebbe stata colpa mia e avrei dovuto accontentarmi ma così no.

Decido che è una sfida personale tra me e BPM. Una finestra sul lavoro ed un’altra sempre aperta sul sito dell’Inter, in uno spasmodico crescendo di refresh..

F5
F5
F5
F5

Alle 19:02 del giovedi antecedente la partita, esattamente 4 giorni dopo l’apertura delle vendite, saltano magicamente fuori alcune disponibilità in secondo rosso.

E’ il mio momento.
Acquisto completato: ci sarò.

Ma mi dico: mai più.

Sono passati 6 anni e non è cambiato nulla.
Se possibile le cose sono peggiorate.

Hanno lucrato sulla nostra passione vendendoci a caro prezzo il sogno di una vita, privilegiando chi non aveva mai visto rotolare un pallone ma era “amico di” o aveva semplicemente la possibilità di buttare lo stipendio di un mese per un volo + biglietto.

Vogliamo fare gli anglosassoni ma di anglosassone al Meazza, ci sono solo i prezzi.

Almeno lo fossero i cessi..

venerdì 27 settembre 2013

Fischi, lazzi e vergogne varie


E il divino si fece carne, e scese in mezzo a noi..


Ieri, al caparbio gol di Jonathan, io e Paola siamo saltate in piedi e ci siamo abbracciate al grido di “DIVIIIIIIIIIIINOOOOOOOH”.

E come dice il mio amico Teto, fondatore del Ciceresimo, la nuova religione del millennio:


Ora, casualmente – giuro! davvero casualmente – compare un mio commento alla prestazione del Guaro.
Chi capisce di basket, sa cosa intendo.

Ovviamente da ieri è aperto il caso Guaro, quindi è crisi Inter.

Scherzi a parte, vediamo di sviscerare meglio la cosa. 
Specialmente per chi non era al Meazza e, magari, ha avuto una percezione distorta delle cose.

Dopo una partita indegna – fatti salvi un tiro e due interventi – Mazzarri si decide a sostituire Guarin per Kovacic.
Si badi bene, a parte il normale rumoreggiare dopo ogni cagata, non era accaduto niente di che nel corso della gara, a differenza di altre volte (e sapete bene come la penso: il vaffanculo ex post ci sta, il fischio no. Come sono solita dire, si fischia, eventualmente, a fine gara).
Partono in primis gli applausi, destinati a Mateo – e probabilmente anche a Mazzarri che, finalmente, aveva deciso che potevamo giocare 11 vs 11. c’è anche qualche fischio, certo. Ma sinceramente, ci sta.
E il signor Fredy che fa? Pensa bene di fare un gesto tutt’altro che distensivo al pubblico, condendolo con un labiale di maradoniana memoria, per esprimere il suo dissenso al vergognoso trattamento subito.
Gesto per il quale, per inciso, chiederà scusa nel post-partita. E questo è bene.
Inevitabile però la selva di fischi che ha sommerso la sua uscita.

Ora Guaro. Va bene tutto.
Ma dopo una prestazione del genere, l’unico gesto da fare era andare sotto la doccia a testa bassa e meditare sul tuo impegno che latita oramai a lungo.
Il problema non sono gli errori. E’ l’atteggiamento. Molle, indolente, senza grinta.
Con i tuoi mezzi, non te lo puoi permettere.
Semplicemente, non puoi.

Prendiamo ad esempio Alvarez e l’eroe della serata: Jonathan.
Due giocatori profondamente diversi ma accomunati dalle vagonate di merda che si sono presi da San Siro negli ultimi anni.
Fischiati fin dall’annuncio delle formazioni, perfino dai residenti di viale Caprilli e dintorni.
Insultati sempre e comunque, a prescindere.

Mai un gesto, mai una reazione negativa.
Anzi, hanno raddoppiato, triplicato l’impegno, dimostrando palle d’acciaio.
Questo deve essere l’atteggiamento.

Perché, caro Guaro, se ti permetti questi gesti dopo una prestazione indegna, Jonathan ieri sera aveva tutto il diritto di fare un gigantesco soooka a tutto il Meazza.

Tranne a me e LauryInter che siamo le sue groupie da tempo immemorabile. Guardate malissimo da tutti a Inter-tottenham.
Ma avevamo ragione noi e voi torto.

E veniamo al secondo punto dolente della serata.

Vi avevo già parlato qui e qui della indegna situazione in cui versa il settore riservato ai tifosi in carrozzina, nel parterre arancio.
Di solito, quando accadono queste cose si fa qualcosa.
Orbene, in effetti qualcosa è stato fatto.
Sono stati alzati ulteriormente i led pubblicitari, rendendo del tutto impossibile la visione della partita agli occupanti del settore.

(C) Franco e Alessio

Vi faccio presente che la foto del “dopo” è stata scattata da Alessio, giocatore di basket a riposo.
Questo per definire ulteriormente la VERGOGNOSA situazione.

Ora, signori miei.
Famo a capisse.
Io voglio un nome.
Voglio che si presenti in conferenza stampa e dica l’idea è mia. L’ho fatto per questo, questo e questo”.
Voglio capire che faccia ha lo scienziato che ha partorito questa idea geniale*.
 
Davvero, lo voglio conoscere per entrare nella sua testa e capire cosa vuol dire fluttuare nel vuoto assoluto.. Perché solo con questo si spiega una simile mancanza di rispetto e di ipocrisia.
A questo punto, sarebbe più corretto dire: cari spettatori del parterre, sapete che c’è?
Le vacche grasse sono finite.
Non c’è più posto per voi. siete in favore di telecamera, date fastidio.

Il prossimo step quale sarà?
Costruire le piattaforme come al Cowboys stadium di Dallas per piazzarci le cheerleaders a fare le sidelines come nella migliore tradizione della TV COMMERCIALE?
 
*(In realtà lo so. So chi è. So chi sei. E se saprete seguire gli indizi che disseminerò lo saprete anche voi. Ricchi premi in palio)