mercoledì 12 dicembre 2018

Luciano, per te la Champions League finisce qui.



E’ da parecchio che non scrivo. E' vero. Ma il periodo non è stato buono. chi mi conosce sa di che parlo.

Avrei voluto farlo ieri sera ma la querela era dietro l’angolo.
Proverò a fare ordine tra i miei pensieri per spiegare cosa penso della nostra eliminazione dalla Champions.

Partiamo dal paradosso.
Se ad agosto, dopo il sorteggio, ci avessero detto che saremmo arrivati a giocarci la qualificazione all’ultima giornata, facendo otto punti in un girone oggettivamente difficilissimo, ci saremmo baciati i gomiti. Saremmo arrivati a farci espiantare una costola alla D’Annunzio per autopraticarci fellatio/cunnilingus se ci avessero detto che l’eliminazione sarebbe dipesa – de facto – dalla nuova regola sui gol segnati.
Perché sì, signori miei. fino allo scorso anno saremmo passati noi per la migliore differenza reti. E invece…

E invece siamo qui a bestemmiare per avere buttato nel cesso una qualificazione che era diventata ampiamente alla nostra portata e che dipendeva, è dipesa, solo da noi.

Anziché farsi le pippe mentali sul Barcellona biscottoso, anche dopo la partita di Londra, bisognava pensare al fatto che siamo una squadra di stronzi. Gestita, purtroppo, da un allenatore che, come crea distrugge. Distrugge perché gli manca il coraggio di puntare al massimo, accontentandosi del minimo. Mentalità Italica, intendiamoci. La stessa che fa mettere Barzagli all’85 a uno che ha preso a pallonate lo United per tutta la partita e così la perde, la stessa mentalità che ha messo Ventura sulla panchina della nazionale e gli ha permesso di trovare ancora un ingaggio dopo il disastro pre-mondiali di Russia.

Siamo andati a Londra con due risultati a disposizione su tre. Dipendeva solo da noi. Ovviamente, lucianone nostro ha pensato bene di puntare allo 0-0. La maniera migliore per prendere l’inculata. E infatti… Io ve lo dico: se fossimo andati a Londra per vincere, di sicuro non avremmo perso. Stesso discorso, e faccio una digressione, a Torino. Finchè hai lasciato Politano in campo hai rischiato di vincerla meritatamente. Con Politano in campo, il furiclahahahahahsse Cancelo non ci ha capito una fava. Poi, la paura ha avuto il sopravvento. Cambio conservativo, abbassamento e frittata.

Capitolo Asamoah: ci è costato le ultime 4 partite Errori imperdonabili per uno come lui (avete presente “lui è l’unico con la mentalità vincente.. etc. etc.? Ecco). Roba che se gli stessi errori in serie li avesse fatti Ranocchia lo starebbero cercando per impiccarlo in Piazzale Angelo Moratti. Ma torniamo a Lucianone nostro e a chi, a sprezzo del ridicolo, lo difende.

Parti già giocando in 9. Un Perisic impresentabile da inizio campionato, Candreva trequartista: un ruolo che non ricopre più dai tempi della Lazio. Non so se sia un giocatore finito ma ci va molto, molto Vicino. Colpa dei giocatori che continuavano a passarsela. Certo. Non sarà che, semplicemente, non sapevano che cazzo fare? Non uno scambio in velocità, non una verticalizzazione. Cos’è, si sono coalizzati contro il mister sabotando i suoi schemi? Provare prima un cambio? Tentare Lautaro fin dall’inizio? Tanto, devi vincerla (poi sono gli stessi che criticano pure i respiri al muniuto di Icardi, i paladini di spalletti. Ah ah!).

Mi viene in mente Inter-Tottenham di qualche anno fa, in Europa League. Dovevamo vincere 4-0 per passare. Finì purtroppo 3-1 ai supplementari. Eppure la squadra uscì tra gli applausi. Solo la sfortuna fece uscire di pochissimo il 4-0 di Cambiasso allo scadere. Sputarono sangue, diedero tutto. E il pubblico lo capì. Ieri no. Ho visto un allenatore giocare sulla base delle notizie provenienti da Barcellona.

Ho visto gente in campo senza grinta. Senza testa. Ne salvo solo 4. Skriniar, De Vrij, Politano e Icardi.
Gli altri, li prenderei a badilate. Soprattutto gente come Perisic e Brozovic. Il talento, senza testa, serve a poco. E’ da gente come loro che mi aspetto, in certe partite, quel qualcosa in più. Non dal troni.. EHM! D’Ambrosio.
E da un allenatore mi aspetto che abbia le palle di cambiare, anche se si tratta dei suoi pupilli. Non devono esistere figli e figliastri. Se sei in forma, giochi. altrimenti ti accomodi in panchina. Ci accorgiamo noi stronzi sugli spalti che Perisic è, IN QUESTO MOMENTO, un danno: non ci arriva lui? Perché l’ostracismo a Lautaro? Farebbe peggio? Per quel poco che abbiamo visto, non credo proprio.
Devi vincerla: metti gente che ha voglia di vincere. Gente che è in condizione, potenzialmente, di farti vincere. E come si fa? In primis, creando occasioni.
Ieri sera abbiamo avuto il 60% di possesso palla. Abbiamo tirato in porta pochissimo.


Se non tiri è difficile che la palla entri in rete, a meno che quelli impazziscano e si facciano scientemente autogol. Icardi si è fatto un culo come una capanna, idem Politano. Nessuno a supporto, a dialogare. Nessuno con le palle di tirare.
Ho contato almeno 5/6 occasioni in cui i giocatori hanno preferito darla indietro piuttosto che tirare, primo fra tutti Borja Valero. che non mi dispiace. Ha cervello. Purtroppo non ha corsa e dimostra sempre più spesso di non avere le palle necessarie. Tira, cazzo. Tira! Mal che vada, sbagli. Ma magari, visto che sei in posizione favorevole, segni.
Abbiamo giocato 12 minuti. Poi abbiamo preso il gol in quella maniera vergognosa (si, Asamoah, ti devi vergognare) e siamo morti. Complice il risultato favorevole di Barcellona. Dobbiamo crescere ancora tanto.

Mi sia consentita una chiosa sull'atteggiamento del PSV Eindhoven, che si è presentato al Meazza come la peggiore delle provinciali. Perdite di tempo e sceneggiate che manco il peggio Benevento. Raccontatemi ancora della mentalità del calcio olandese. I campioni della Eredivisie che vengono a San Siro a buttare la palla in tribuna e astramazzare a terra a ogni minimo contatto. roba che, da ieri, Johann Cuijff è soprannominato Gigi la trottola.

Abbiamo una stagione per dimostrare che questa eliminazione è servita di lezione.
Abbiamo Coppa Italia, Europa League. Ah, non cagatemi il cazzo sul punto, isterici loser di sta minchia che volevate arrivare agli ottavi per diletto. Poi già mi immagino i piagnistei se ci avessero preso a pallonate.

Ricordate che volere è potere. Ed è proprio questo che è mancato, ieri sera. Non più tardi di 5 giorni fa, ad armi pari, ce la siamo giocata con i gobbi che tanto decantate. Per dire. Finchè non ci ha messo lo zampino Luciano da Certaldo. Abbiamo un posto in campionato da consolidare.
Si può fare ma bisogna levarsi la paura di dosso.

Ah, fossi in Luciano, ieri sera avrei rimesso il mandato. Altro che “siamo stati frenetici”. MA COSA? Ma cosa che pareva d avere la moviola in campo.
Frenetici.
“Abbiamo fatto gli stessi punti del Tottenham”. Non è un vanto, cazzo. E’ un rimpianto. Perché il Tottenham ha puntato al massimo risultato, noi a non prenderle.

Avessimo avuto il loro stesso atteggiamento saremmo passati.

E adesso? Io cercherò di riprendere a scrivere, nonostante i cresciuti impegni. Insomma, pare brutto avere solo post negativi.

E l’Inter? Non lo so. Sabato sarò a San Siro, come sempre. Perché sono una stronza. Ma se non fai autocritica dopo una eliminazione come questa, forse c’è un problema.

domenica 18 febbraio 2018

Quando il gioco si fa duro, l'interista l'aveva detto

Quanti di voi si ricordano di "Wheelie And The Chopper Bunch"? Provo a rinfrescarvi la memoria...+


In questo cartone, il primo della serie interpretato solo da mezzi meccanici, spiccavano i cattivi della serie: una banda di 4 moto composta, tra gli altri, dal leader Chopper, che indossa un elmetto da soldato prussiano della prima guerra mondiale e, quando parla, usa un intercalare tipo "Cica-cica-bum" oppure, quando è proprio in forma, "cica-cica-bum-BAM-BAM". Moscerino, invece, è un piccolo motorino sempre agitato e visibilmente fuori posto. Passa il tempo a far notare a Chopper quanto siano stupidi i suoi piani quando falliscono e viene sempre ricambiato con insulti.




Perché questa premessa? Perché il mondo dei tifosi interisti é popolato di Moscerino.
Gente che ha sofferto da cani nel veder le cose andare bene perché doveva reprimere tutto il guano che ha dentro.

Ora, capiamoci: i miei tweet parlano per me. Anche io non sono contenta (eufemismo) di come stiano andando le cose e l'ho scritto a più riprese. Anche in tempi non sospetti, quando il tutto filava liscio ma avevo notato già alcuni atteggiamenti che non mi erano piaciuti. Quando i Moscerini stavano zitti, ammutoliti dai risultati.

Io li vedo, in piena erezione, questi eroi da tastiera godere nel vedre la squadra in difficoltà. Li vedo quais eaiculare mentre scrivono "l'avevo detto, fa tutto schifo, via tutti"... Ma tutti eh, che non sia mai che salvando quei pochi buoni che ci sono si riesca poi a migliorare le cose. Meglio rifare tutto ogni anno e costruire l'anno del mai in modo da alimentare il loro spirito da tregenda.
Per pietà non vado a riprendermi i post di certa gente nel 2010 che, ad aprile, era convinta che avremmo perso tutto per colpa del "chiacchierone portoghese" e auspicava un'uscita dalla Champions League per "concentrarsi sul campionato", nel miglior spirito del perdente.
Sono probabilmente gli stessi che passano le giornate sui social a vomitare insulti e minacce di morte sotto ai post, a volte inopportuni, certo dei giocatori. Peró ragazzi... Stiamo parlando di calciatori, non di Eugenio Montale. Commettono epic fail aziende con alle spalle fior di agenzie e non puó scrivere cagate un calciatore? E su...

Ma torniamo ai nostri leoni da tastiera.


Ora, signori miei... Pure io mi incazzo abbestia durante le partite



Peró la cosa dura nelle successive 24 ore e finisce lí. Il calcio é una cosa stramaledettamente importante nel novero delle cose NON IMPORTANTI.
É passione, tifo, é 39 euro per il settore ospiti di Reggio Emilia (squinzi, ti ho già detto come spenderteli, vero?), sono i 42 euro cacciati per il derby per andare a vedere questa manica di stro*zi ma é un gioco. É anche voglia di scendere in campo e prenderli a colpi di seggiolino nei denti. Cosa che poi non fai perché c'é il DASPO (e soprattutto perché é difficile staccare i seggiolini attuali, diciamocelo).

Ah, ecco. Parliamo anche dell'uso che si fa della parola mercenari.
Capiamoci, signori miei. Ma capiamoci per bene.
A me fotte sega di avere un giocatore che bacia la maglia se poi va a spaccarsi ammerda al The club ogni santa sera. A me interessa che la mia maglia venga onorata con il lavoro da gente che si comporta in maniera impeccabile. Quelli che si chaimano "professionisti". Voi siete i tifosi, non loro. Per loro é un LAVORO. Punto.
Perché, se stiamo a guardarla bene pure voi siete mercenari, sul lavoro. O volete farmi credere che avete scelto il posto di lavoro dove state perché lì davanti vi siete scambiati il primo bacio a 13 anni e non perché vi pagano di piú del vostro precedente datore di lavoro? Ecco. 
A me interessano professionisti, non baciamaglia, e questo si puó contestare ad alcuni di loro. Il non scendere in campo e dare il massimo (citofonare Brozovic, per dirne uno) non altro. Lì mi incazzo come una bestia.

Ma l'astio che leggo non fa parte del gioco.

Ora io mi chiedo: che vita di merda potete mai avere per vomitare tutto questo odio? Sul serio, non me lo spiego. Soprattutto perché, nella maggioranza dei casi, si tratta di gente che allo stadio non mette mai piede e non ha nemmeno la scusa dell'essere morta di freddo per assistere a prestazioni indegne.
Non posso credere che un simile astio sia generato SOLO da una squadra di calcio. Cioé... evidentemente avete dei problemi molto seri nella vita e il calcio é visto come valvola di sfogo o elemento di riscatto. Non trovo altra spiegazione. L'Inter potrebbe entrare nel Guinness dei primati per la piú alta percentuale di tifosi disagiati altrimenti non si spiega.
Sono poi quelli che, laureati all'Università della vita, pretendono di dare lezioni di finanza e marketing. Sulla base del nulla cosmico. 
Mi domando: ma tutta l'energia che mettete per buttare merda sulla squadra non potreste impiegarla per cercare di migliorare la vostra vita? Sono convinta che ci riuscireste in men che non si dica, con siffatto sforzo.
E no, non ci credo che siate così felici perché tutta questa frustrazione non si spiega. Qui non siamo alle incazzature, qui siamo ben oltre. E no. Non riporto esempi perché non intendo regalarvi la notorietà che evidentemente cercate per riempire il vuoto di cui sopra.

Ora, so che questo post potrebbe far prendere fuoco a un sacco di code e la cosa non mi fa né caldo né freddo. Anzi, mi diverto un sacco quando parlate di me in certi termini.
Tanto, chiuso l'internet, una vita e altre passioni, là fuori, io ce le ho.