domenica 21 dicembre 2014

L'importanza di essere Franco

.. Che sarebbe la traduzione piú corretta de "The importance of being Earnest".
Che cazzo vuol dire "L'importanza di essere ERNESTO?? Che minchia di doppio senso ha il vocabolo Ernesto che possa giustificare il vederlo preferire a FRANCO?
Franco come Franco Bomprezzi.
Hanno scritto in tanti, ho deciso di scrivere anche io.
Sapevo come stava. Mi aveva chiamato un paio di settimane fa, raccontandomi tutto. Era convinto di farcela anche stavolta. Lo confesso, per la prima volta non gli avevo creduto del tutto. Di certo, non pensavo sarebbe andato via cosí presto, lasciando un vuoto incredibile.
Oggi, a salutarlo, c'erano i suoi mondi: la disabilitá, la politica (ma era troppo perbene, lui, per fare politica) e il calcio.
Tutti, rigorosamente, con la sciarpa nerazzurra come il dress code autoimposto richiedeva. 
Perché era giusto cosí.
Durante la funzione ho fatto una cosa che raramente mi capita: ho cantato. 11 anni dalle suore lasciano il segno: le sapevo tutte! La cosa incredibile era che sapevo giá che avrebbero cantato quelle, anche se non me lo aveva detto nessuno.
Franco mi aveva convinta ad adottare Ofelia (sotto sotto credo sperasse in un matrimonio combinato tra Ibra e la mia pelosetta) e mi aveva presentato una delle mie amiche piú care: non lo ringrazieró mai abbastanza per questo.
La cosa strana, nella nostra amicizia, é che mi aveva cercata lui, perché gli piaceva il mio modo di scrivere, apprezzava le minchiate che buttavo - e butto giú - di istinto, senza troppi fronzoli né ghirigori.
Sosteneva che il mio linguaggio scurrile fosse una forma perfetta di dono della sintesi, una bottiglia di coca cola.
A maggior ragione, da ora innanzi, non osate piú lamentarvi della volgaritá dei miei scritti.
Ero, sono onorata di essere sua amica, che lui mi considerasse tale.
Perché lo vedevo come uno importante, un pezzo grosso. Uno ascoltato, stimato.. Fammmmmoso. Una persona cosí che chiede l'amicizia a una cazzara come me?

E lo avevo anche trascinato nel loop del basket: dopo una partita dell'Olimpia in cui era stato ospite e si era divertito moltissimo ne era diventato tifoso. Ci eravamo ripromessi di ritornare insieme al Palazzo. Non c'é stato tempo ma la foto con Langford rimarrá un bellissimo ricordo. 

Cosa non dimenticheró mai?
La visita alla Pinetina, anno di grazia 2012, una settimana dopo l'adozione di Ofelia.
Invitati dall'Inter in quanto blogger di riferimento, ci rechiamo ad Appiano, non senza aver sbagliato strada (il Franco mi si é distratto) e avere imprecato nel traffico.
Il terreno é scivoloso, ha nevicato ma Franco avanza sicuro sulle sue due ( piú due) ruote.
Un inserviente della Pinetina si preoccupa abbestia, cazziandomi perché lo avevo lasciato solo, probabilmente convinto che fossi la badante.
Ma Franco badava benissimo a se stesso da solo. 

Solo che, da allora, abbiamo iniziato a scherzarci sopra e sono diventata Svetlana, la badante ucraina del signor Franco.

Signor Franco che ha avuto il privilegio di veder l'Inter demazzarrizzata. E la sua ultima Inter, vincente.
Il signor Franco. 

Franco che domani, nel suo stadio, verrá onorato come merita.
Franco, che ha permesso a tanti disabili di poter assistere alla realizzazione di un sogno: assistere alla Finale di Champions League del 2010, obbligando la Uefa e il Real Madrid a ripensare gli spazi a loro destinati.
Gli rispose direttamente Marchetti, deus ex machina delle competizioni UEFA (mica cazzi) per assicurargli che il Bernabeu e Madrid sarebbero stati pronti per accogliere anche i disabili. E cosí fecero, seccando almeno un centinaio di posti a pagamento e rivoluzionando la viabilitá nei pressi del Bernabeu.
Dove lo troviamo un altro cosí?

Però cazzo, Franco! Io ti avevo esplicitamente detto che non potevi morire prima di vedere i gobbi radiati e noi nuovamente sul trono di tutto. Come hai osato contraddirmi?

Svetlana

sabato 6 dicembre 2014

Una partita che non è come le altre

Domani si gioca Inter-Udinese.
Per me non é una partita come le altre oramai da un po'.
No, non staró a tediarvi con la storia della squadra schiava della baldracca di Venaria, e nemmeno del fatto che sulla sua panca - oggi - siedono due personaggi che stimo moltissimo e che mi hanno fatta sentire fiera di essere interista.

 

Il Drago, qui con il mio pc portatile quando ho avuto la fortuna di intervistarlo, si é confermato quello che é. 
Semplicemente un mito. 


The Sverginator é davvero tanto interista e non meritava un sinile trattamento. É successo, non ho mai sentito parole che non fossero comunque di affetto per noi. Anche in questi giorni.
Detto questo, Strama, non sognarti nemmeno di uscire dal Meazza con mezzo punto. Chiaro?

domenica 16 novembre 2014

Passion is back, love is in the air!

È tornata la mia Inter, è tornata la mia passione!
Finalmente il castoro si è levato dai coglioni. 


domenica 28 settembre 2014

Devastantemente disgustata, oltremodo oltraggiata

Sono passate quattro ore dal fischio finale dell’orrendo Inter-cagliari 1-4.

Roba che speravo mi dicessero “Sorridi Baderla, sei su scherzi a parte” perché nemmeno nei tuoi peggiori incubi puoi arrivare a vedere la squadra ultima in classifica a 0-punti-0 venire a San Siro a – come si diceva una volta – maramaldeggiare.

La prima cosa che ti viene in mente è che la nonna di Cordoba si diletti di stregoneria e ci abbia fatto un bel voodoo.

lunedì 15 settembre 2014

PI: costruiamo gli anticorpi

Inter-sassuolo: 7-0, con tanti - tantissimi - saluti al simpaticissimo giorgio squinzi per gli amici "quello-che-ci-prende-sempre".



Premessa, il primo che fa dell'ironia sui gol che al Sassuolo non contano si piglia un anatemaH personalizzato.

Vediamo di capirci, signori.
In un mondo pregno di PI come il calcio italiano è evidente che contano, perchè se li avessero segnati altresquadre conterebbero eccome.
Siccome noi siamo persone serie, ai fini statistici e delle corrette analisi - spiace dirlo - NON contano.
7 gol in una partita sono un valore anomalo, quello che in statistica viene definito outlier.
Cos'è un outlier? Wikipedia (e il mio manuale di statistica dell'Università) ci vengono in soccorso.

Gli outlier sono valori numericamente distanti dal resto dei dati raccolti; le statistiche che derivano da campioni contenenti outlier possono essere fuorvianti.
Per esempio, se misurassimo la temperatura di dieci oggetti presenti in una stanza, la maggior parte dei quali risultasse avere una temperatura compresa fra 20 e 25 gradi Celsius, il forno acceso ad una temperatura di 350 gradi, sarebbe outlier.
La mediana dei valori sarebbe circa 23, mentre la temperatura media salirebbe a circa 55 gradi: un indice chiaramente non rappresentativo della maggioranza dei valori di temperatura riscontrati nella stanza.
In questo caso, la mediana rifletterebbe meglio della media aritmetica le misure della temperatura degli oggetti.

Ecco. Applicate lo stesso ragionamento al calcio.
1 partita vinta 7-0.
4 partite 1-0.

La media aritmetica ci parla di ben 2 gol a partita.

Chi di voi avrebbe il coraggio di sostenere questa tesi, tabellini alla mano, senza farsi ridere in faccia?

Tra l'altro, una simpatica analisi in questo senso ve l'avevo già proposta lo scorso campionato.
Fatevi due conti, prima di dissertare alla cazzo di numeri manco foste gobbi.

Questo è tutto, per quanto concerne la serietà dell'interpretazione dei numeri.

Così ho detto!
Passiamo invece al vero punto focale del discorso: una squadra a caso fa 7 gol ad un avversario?
XX a valanga!
SuperXXX!
Devastante XXX!

e via discorrendo (cit.).

Li fa l'Inter?

I soliti stVonzi pVivi di classe, che dovevano fermarsi dopo il 3 gol perchè oh.. così l'avversario lo si umilia, non c'è Vispetto.

Che a leggerlo così, uno potrebbe pure dargli ragione.

Poi ti fermi a riflettere.
Rispetto.. Rispetto..

E' la prima cosa che ti insegnano, quando inizi a fare sport da bambino.
"Rispettare l'avversario".

E l'avversario come lo si rispetta?
Realmente, dico.

Danza a parte, dove vige il principio del mors tua vita mea, ho giocato tanti anni a pallavolo (e un po' a basket). Ero piuttosto bravina ma insomma, la bassezza era quella che era e ho ritenuto opportuno lasciare perdere, concentrandomi sul mio enorme cervello.

E cosa mi è stato insegnato, quando ancora non ero nana?
Che l'avversario è qualcuno con il quale confrontarsi con il massimo impegno, sempre e comunque, a prescindere dal risultato.
Perchè è dall'impgno profuso che "riconosco" al mio avversario il suo ruolo: un mio pari con il quale sto competendo lealmente per la vittoria, rispettando le regole del gioco.

Cambiarle, queste regole, magari smettendo di tirare e iniziando un sterile torello, è probabilmente meno doloroso tabellino alla mano, ma non fa bene all’avversario a cui si nega l’”identità” stessa del suo ruolo.


Per la serie: "Ok, essere inferiore. Ho pietà di te e mi fermo, perchè non ti ritengo all'altezza".

Autoritratto
Davvero il RISPETTO (quello vero, non il peloso politically correct che va tanto di moda oggi) lo si dimostra smettendo deliberatamente di giocare dopo mezz'ora marchiando l'avversario come "manifestamente inferiore" o trattandolo da pari, ergo continuando a giocare come se nulla fosse?

Capisco possiate avere dei dubbi, instillati dall'italica mentalità del "meglio due feriti che un morto" ma provvederò subito a fugarli?

Avete presente i campionati esteri?
Avete presente i risultati tennistici, specie in Premier?
Avete presente quei campionati in cui le squadre che se la giocano alla morte anche se non hanno più nulla da perdere/da guadagnare?

Ecco.

La risposta è in voi.



E per una volta (forse) non è sbagliata.

giovedì 22 maggio 2014

Contestando si, ma contestualizzando (ovvero il contesto, questo sconosciuto!)

Mazzarri ha parlato.

Vabeh, parlato.
Blaterato.
Sciorinando (ad minchiam) una serie di numeri a sostegno della sua tesi: lui ha fatto benissimo.
Ed oggi le analisi quasi a sostegno di questa tesi si sprecano.

Oh, nota a margine: com'e' che adesso i confronti con lo scorso anno vanno bene? Comunque, non divaghiamo. Vedro' di farveli andare di traverso.

Ma torniamo a noi!


Visto che qui, oramai, i numeri li danno tutti, vuoi che non lo faccia anche io che sono una cagacazzo biblica?
Insomma, vorrei dare anche io il mio piccolo contributo, dall’alto di 5 anni trascorsi a fare proprio questo: analisi dei risultati.

Non me ne vogliano i tanti che in questi giorni hanno scritto e dissertato di numeri ma mi sembra che dalle loro analisi manchi il presupposto fondamentale: il CONTESTO.

Senza un contesto di riferimento, senza correlazione tra i vari dati, ogni statistica, ogni numero significa tutto e il contrario di tutto.

Non ci credete?
Ve lo dimostro, utilizzando un esempio che faccio (molto) spesso.
Se io ho il 100% di quote di mercato su 3 mercati e il mio principale concorrente ha il 70% su un solo mercato, chi e’ il leader?

Quanti di voi, istintivamente, hanno detto “tu!”, “tu!”?
Vi vedo, sapete?



Se ora vi dicessi che quei tre mercati, insieme, cubano 1/10 dell’altro mercato?



No, non vale l’obiezione “dovevi dirlo prima”. Questa era l’obiezione che dovevate fare VOI, PRIMA. Obiezione che distingue chi sa fare le analisi in un certo modo e chi si affida a una simpatica serie di numeri.

Partiamo da qui.
Differenza reti dello scorso anno: -2
Differenza reti di quest’anno: +23
5 attacco e terza difesa.

Per un totale di..


RRRRRULLO DI TAMBURI...

6 (miseri) punti in piu’.

S E I 

Dato oltremodo interessante e’ che, al netto delle partite con juve e napoli fuori e roma in casa, la differenza reti diventa addirittura +30.
OHIBO'!

+0.85 gol a partita di differenza reti e fai 1,87 punti a partita?

Una differenza reti di +0.85 avrebbe consentito di vincere ben 29 partite 1-0, per un totale di 87 punti. Altro che 60!

Come leggevo da qualche parte, pero’, se passi 85 minuti con 10 uomini dietro la linea della palla il risultato non pprendi disuramente gol ma non segni neppure. Ma se provi a segnare, siccome la coperta e’ corta, se ti scopri gli avversari con 4 passaggi sono in area.
Vi ricorda niente?

Altro fatto interessante.
Si sono perse la meta’ delle partite (8 vs 16): il che dovrebbe portare ad una differenza, in positivo, di +8 punti. Invece, i punti in piu’ sono sempre e solo 6. Questo perche’ si e’ vinta una partita in meno.

Con gli stessi punti saremmo arrivati 8vi lo scorso anno.
Vero che i campionati precedenti non contano ma non e’ certo merito di mazzarri se milan, udinese, lazio e catania hanno fatto peggio.

Dato interessante, invece, e’ notare come sia rimasto invariato il distacco dal 3 posto: 18 punti lo scorso anno, 18 punti quest’anno.
Pur con un +23 di differenza reti.

Non solo.
Vi sottopongo questo interessantissimo grafico che mette in parallelo le ultime tre stagioni (si ferma alla giornata 36 ma mi interessava mostrare il parallelo fino al sorpasso).


 
 
Guarda guarda, il sorpasso avviene alla 34 giornata, quando l’Inter poteva schierare il solo Rocchi in attacco e si trovava comunque a soli 9 punti dal 3 posto.

E tanto per respingere subito un’obiezione, no. Stramaccioni NON poteva non far giocare Palacio a Genova per il semplice motivo che in quel frangente eravamo ancora in lotta per il quarto posto.

Ebbene si, signori miei.
Eccovi la classifica alla 11 di ritorno, con Samp-Inter da giocare (fu recuperata il 3 aprile, quando si infortuno’ Palacio).


Dopo quel recupero eravamo a punto dal 4 posto e a 7 dal terzo.
Allo stesso punto del campionato, quest’anno, eravamo a 2 punti dal 4 e a 15 dal terzo.

Siamo proprio sicuri di avere fatto DAVVERO meglio?

Last but not least, lo scorso anno abbiamo iniziato la stagione il 2 agosto, con il preliminare di Europa League.

Quest’anno, inizio con Inter-cittadella il 18 agosto. A seguire, Inter-genoa il 25 agosto.

Lo scorso anno avevi gia’ giocato andata e ritorno con Hajduk e Vaslui (non proprio due passeggiate di salute), piu’ il Pescara.

15 partite in meno, senza trasferte in Salkhazzistan o in Minchiastan (senza posticipi di lunedi, tra l’altro) e con la possibilita’ di lavorare in tranquillita’ tutta la settimana: l’ideale per costruire un gioco e un’identita’ di squadra.

Che siccome pero’ non sono numeri, si sa, nelle analisi non contano.
O no?


sabato 10 maggio 2014

Tre volte grazie

Una premessa.
Siccome é un'occasione speciale e "noi non siamo quella roba lá" (frase ripetuta un po' a sporposito da gente cui ho sentito fare discorsi da gobbi nell'ultimo periodo) se stasera Zanetti non gioca almeno 5 minuti voleranno vaffanculo ed anatemiH come manco quando hanno tentato di fregarmi - invano - il paraurti della macchina.

É l'ultima al Meazza del capitano.
L'ultima dopo millemila partite.


Mi ricordo quando arrivó: avevo appena iniziato l'università. Arrivó come corredo del piú noto (?) avioncito Sebastian Rambert.
Mi ricordo che pensai "mah, secondo me ha la faccia piú intelligente quell'altro".
Non sbagliai.
856 volte dopo posso dirci che ci avevo preso.
Fantastiche le discese palla al piede anche se poi il cross non era sto granché :)
Lo posso confessare: quando sentivo gridare "Capitano, vai da solo" pensavo, tra me e me, "ma no, cazzo, perché? Non crossare tu, dai..".
Peró eri (sei) il Capitano dell'Inter e questo basta.
Sei il Capitano della mia squadra e questo fa di te un pezzo di storia, fatta di momenti belli e meno belli.
Non hai mai sputato in faccia a nessuno, non hai mai preso a pugni nessuno, mai calci calcetti e calcioni: un esempio di correttezza a differenza di altri osannati capitani.
E di questo vado fiera.
E poi oh, al Gaucho si mangia davvero bene.

Ma oggi non ci lasci solo tu.
É l'ultima anche per il Principe Milito, l'uomo del Triplete.



Uno degli attaccanti piú intelligenti che io ricordi. Arrivó tra lo scetticismo generale, mentre io cantavo Brazilia Carnaval, felice per la notizia.
5 maggio 2010.
16 maggio 2010.
22 maggio 2010.
Tre date che ci hanno permesso di entrare nella storia del calcio.
Quella vera.


Non quella degli incartacozze, che riuscirebbero a definire triplete anche il trittico colazione-pranzo-cena.
Alla faccia dell'ossessione.

E poi lui, the Wall. Walter Adrian Samuel.
Tanto silenzioso quanto indispensabile.
Uno dei difensori piú forti mai visti.
Il miglior attaccante del mondo, se penso a quell'Inter-siena 4-3, in cui sputai una corda vocale (l'altra la lasciai sul campo la sera di Inter-barcellona).


Un professionista serissimo.
Mai una parola fuori posto. Mai un gesto sconsiderato. Solo quel meraviglioso fallo nei primi 120 secondi per far capire all'attaccante avversario come giravano le cose. Ibra se lo ricorda ancora: tu prendesti il giallo ma lui sparí da quella partita.
Solo, un enorme amore per questa maglia.
Quell'amore che lo ha portato, quando mancini lo relegó in panchina, ad impegnarsi ancora di piú per tornare titolare. Non certo ad andare a piangere da zio Fester trovando con lui un accordo (vero, cuore nerazzurro di stocazzo?).

Non vorrei mai che il saluto doveroso e dovuto al Capitano oscurasse l'addio di due altri grandi protagonisti di un'epoca che potremo raccontare a chiunque dicendo "tu non puoi capire".

Grazie Javier.
Grazie Diego.
Grazie Walter.




#mazzarrivattene

mercoledì 12 marzo 2014

Spicchi arancioni di solidarietà

Dunque miei cari.
Riemergo dal silenzio per una giustissima causa.

Ora, sappiamo tutti che quest'anno il calcio a Milano non va.
Da ciò, ne trae vantaggio la nostra amata squadra di basket, l'Olimpia, che spesso e volentieri registra il pubblico dei bei tempi.
Una serie di occasionali del cazzo che non avete idea.

Però ok.
Visto che ci siete, miei cari occasionali, fate in modo che la vostra presenza non sia vana, inutile e dannosa ed agite come segue (anzichè chiedere biglietti omaggio, barboni!).

Domenica 16 marzo la formazione biancorossa giocherà contro l’Acea di Roma, al Forum di Assago alle ore 18,15.

Il mio amico Franco Bomprezzi, il cui blog calcistico è linkato qui a destra, è anche presidente di Ledha e mi informa che parte dell’incasso della partita di basket verrà devoluta per sostenere le attività del loro Servizio legale antidiscriminatorio nato per assistere le persone con disabilità cui sono stati negati diritti fondamentali, garantendo loro l'accesso alla giustizia.
Le consulenze vengono fornite gratuitamente a famiglie, singoli e associazioni da avvocati specializzati.
I campi di intervento del servizio sono i più vari: dall'assistenza sociale all'integrazione scolastica, dall'abbattimento delle barriere architettoniche al contrasto della discriminazione fondata sulla disabilità.

Quindi, stronzi, vedete di contribuire fattivamente ad un progetto che è segno di civiltà.
Certo, in un Paese dove, per due anni e più, una stazione della metropolitana (M3 Sondrio) è rimasta priva di acensori perchè a lungo tempo trascurati dopo l'allagamento - fottendosene di chi fatica a fare le scale - è una goccia nel mare.
E tralascio per carità cristiana le Asl regno delle barriere architettoniche.
Ma insomma, da qualche parte dovremo pure cominciare.
No?

Ah, vi avviso. Quando becco auto parcheggiate nei posti riservati o davanti agli scivoli, lancio l'anatemaH.

Quindi, come fare per contribuire all'iniziativa?

Comprate sti cazzo di biglietti utilizzando QUESTO - E SOLO QUESTO -link.


Il prezzo dei biglietti oscilla tra gli 8 e i 76 euro
Il mio settore, lodge laterale, dal quale si vede BENISSIMO, NE COSTA 10.

QUINDI NON FATE I MARCI: COMPRATE E VENITE. Sarò ben lieta di farvi un autografo.

Se invece non venite perchè "costa troppo" vi si brucerà lo smartphone che vi è costato ben di più.
Io vi ho avvisato.




lunedì 3 febbraio 2014

E prima o poi lo uccido.. Ma perché questo campionato dura un'eternità?



Settimana scorsa era colpa del pubblico.
Questa settimana, el hombre proporcional se ne guarda bene dal prendersela coi ragazzi della curva che eroicamente hanno seguito la squadra a Torino probabilmente anche per motivi dovuti alla salvaguardia della propria incolumità fisica e decide che il colpevole è Mateo Kovacic, classe 1994.
Eccovelo servito, il colpevole.

Eccoti servito un vaffanculo, uomo di merda.

“Guardate dov'è Kovacic, era una partita facile tatticamente, se gli altri prevalgono sui duelli c'è poco da ragionare. Pirlo era da solo significa che Kovacic lo ha lasciato solo”.

Hey, testa di minchia!
Ma l’azione l’hai vista?
O te l’ha raccontata Ray, il tuo assistente?

No perché a guardarla Kovacic, nel caso, si perde Lichtsteiner.

Domanda.
Chi doveva marcare Lichtsteiner?
Sempre Kovacic?
O Kova?
Oppure Cic?

Io invece dico a te, asino patentato, guarda un po’ dove cazzo erano Nagatomo e Juan Jesus (che si presuppongono essere i difensori).

Uno a perdersi Lichtsteiner per andare a prendere l’uomo di JJ, fermo come un palo della luce nella lunetta. Me ne accorgo io che l’abbonamento lo pago e non te ne accorgi tu che pigli 3,5 milioni netti l’anno?
Ma scherziamo?

E il punto non è Kovacic in quanto Kovacic fuoriclasse intoccabile. Capiamoci.
Sgombriamo il campo dai dubbi.

Mateo ad oggi è un giocatore sicuramente di talento che ha pregi e difetti.
Un giocatore che, in prospettiva, può diventare un ottimo giocatore se ben guidato.
E chi deve guidarlo, educarlo calcisticamente, metterlo nelle condizioni di rendere al meglio?
Topo Gigio?

Ora, intendiamoci.
Il problema non è avere perso a Torino.

Ci sta. Questa j**e ci è superiore.
Il problema è il COME hai perso.

Senza palle, senza grinta.

L’Al Bano di San Vincenzo è sceso in campo con la sconfitta (e una serie di brufoli da stress che manco io la settimana prima del ciclo) dipinta sul volto.

Una gestualità irritante. Occhi al cielo, come a dire “ma guarda che pippe mi sono toccate in sorte”.
Ma cazzo! Facciamo cagare. O.
Almeno una bella caccia all'uomo come il Toro in salsa Pasquale Bruno dei bei tempi no?

No.
E responsabilità mai.
Quelle MAI.

Quelle sono di chiunque: del porchettaro fuori dallo stadio, della signora delle pulziie, del ’94 che hai in squadra, delle scie chimiche, degli effluvi dell’inceneritore.. Di chiunque.
Non di uno strapagato per mettere la squadra che ha a disposizione nelle condizioni di rendere al meglio, adattando le proprie idee al modulo.
O mi volete far credere che valiamo il Torino (con tutta la simpatia e il rispetto che ho per i granata)?

Volete dirmi che con una organizzazione di GIOCO degna di questo nome (ma anche, semplicemente, con una organizzazione di gioco) davvero non si potrebbe fare un filino meglio?

Eddai..

No, ma la colpa di è Kovacic. Non di uno che ha pensato di impostare la partita sull’1 contro 1.

Lo scorso anno, visto che i confronti fino a due mesi fa andavano altamente di moda, alla fine del girone di andata, eravamo quarti, a 9 punti dalla juve.
Ancora in lotta per l’Europa League con quel che ne consegue in termini di preparazione e dispendio di energie e in semifinale di Coppa Italia.

Giusto! Poi è arrivato Kovacic a portare sfiga.
Il giovane Kovacic.
Uno di quelli da far crescere senza pressioni.

A lui piacerebbe tanto eh, fare una squadra di tanti giovani da fare crescere ma insomma.
Lui deve portare i risultati.
Coi giovani non puoi. Con giocatori d'esperienza, invece..




Hey, Walter.
Me la rispieghi adesso sta cosa dei 50 punti coi giovani e che tu devi stare in alto?
No perché oggi, 50 punti, sarebbe grasso che cola..

Dai che puoi realizzare il tuo sogno..

lunedì 27 gennaio 2014

Di scuse, min***ate ed altre ca**ate..


“Il meglio deve ancora venire”.
Di walter mazzarri con alessandro alciato.
Prefazione di Massimo Moratti.

Il meglio deve ancora venire.. PREFAZIONE DI MASSIMO MORATTI.
E ti chiedi, con un brivido che ti corre lungo la schiena, “in che senso deve ancora venire?”


Perché quello che è andato in onda ieri le supera tutte, in termini di fantasia.
Perversa, ma fantasia.

Una partita orrenda.
Il Catania che strappa il suo primo punto in trasferta di questo campionato (mettendosi a 5 dietro. cosa che non succede MAI a San Siro eh! MAI!).

Ieri c’era chi giocava a Candy crush, chi leggeva commenti sul web.
Io seguivo la partita, tentavo incoraggiamenti. Almeno fino a metà secondo tempo.
Poi, per la disperazione e la desolazione, ho sortito il BB e mi sono portata in pari con le email lavorative ricevute venerdì dopo le 17:30. Mai successo!
Perfino quando sono svenuta dopo un gol, anni fa, il primo pensiero è stato dire allo steward che mi sollevava le gambe “spostati che non vedo la partita!”. Per dire.

A fine partita sono arrivati, ovviamente, i fischi.
Che, come ben sapete, sono sacrosanti.
Se, appunto, a fine partita.

Durante il match si tifa.
Ordunque è vero.
Ieri il tifo è stato scarsino, complice anche la contestazione andata in onda.
Contestazione assai blanda, tutto sommato.
E civilissima.
Forse perché lo scellerato scambio coi gobbi non è andato in porto.

Poi, arrivi a casa e trovi la tv sul 201 con Ofelia con in questo stato.


Poi, apri il sito dell’Inter e capisci.
E partono i canti di lode all’Altissimo.

Commenti sparsi così, nati dal cuore. Ed edulcorati delle parti che potrebbero essere oggetto di censura.
Perché a me va bene tutto, ma farmi prendere per il culo da uno che ha in testa un castoro no.
Non lo accetto.

"Sono tante le variabili che concorrono per giudicare una prestazione. I ragazzi che stanno giocando non sono giocatori abituati a certe pressioni, in casa andrebbero aiutati, sembrava una partita a porte chiuse... son cose che chi ha giocato a calcio conosce bene. Quando abbiamo messo pressione al Catania, il pubblico si è acceso: è questo ciò di cui abbiamo bisogno, sempre".

"Preoccupato per le prossime partite? Guardate Genova, lì giocavamo sciolti, oggi eravamo più contratti. Per certi versi con un ambiente così, può darsi che fuori casa i ragazzi si esprimano anche meglio... Sono molto esposti alle pressioni. Non è l'età anagrafica che conta, io parlo di ragazzi che giocano in un club dove si pretendono risultati, molti non erano abituati a giocare per il vertice o con la pressione che c'è, vedi Jonathan, Alvarez o Kuzmanovic ad esempio. Milito è un discorso diverso, non è facile recuperare un giocatore dopo un infortunio del genere. Oggi ci sarebbe voluta una delle sue zampate, quella sarebbe potuta essere una delle variabili a nostro favore. Certe partite, così tirate e contro squadre chiuse, puoi sbloccarle solo con la giocata del campione".

"Icardi non l'ho mai avuto dall'inizio, Botta non ha i novanta minuti ed è tornato da un infortunio grave. Oggi negli ultimi minuti abbiamo giocato a 4 davanti, con tutti i giocatori offensivi, pensando magari meno alla fase difensiva. Si parla di un annata di passaggio, io torno a chiedere una mano alla nostra Curva e ai tifosi: abbiamo bisogno di loro".

Questione Guarin e centralità delle decisioni della tifoseria? "Non abbiamo rinunciato allo scambio solo per la manifestazione della Curva Nord. I nostri dirigenti hanno fatto tante altre valutazioni in merito e si è deciso di non procedere. Bisogna provare a ricreare in casa nostra (a San Siro, ndr) un ambiente con più armonia, in questo momento abbiamo bisogno di tanto sostegno".

Partiamo da qui: “io parlo di ragazzi che giocano in un club dove si pretendono risultati, molti non erano abituati a giocare per il vertice o con la pressione che c'è, vedi Jonathan, Alvarez o Kuzmanovic”.


PREGO???

Ma stiamo scherzando?
Alvarez gioca nell’Inter da tre anni, Jonathan da 2.
Kuzmanovic ha giocato 3 anni nella Fiorentina (e Firenze non è propriamente una piazza facilissima), 4 anni in Bundesliga  allo Stoccarda.
Ma di che cazzo vai cianciando, Walter?
Ah, poi splendida la stiria dei 4 attaccanti. Che se prima avevi l'alibi di non averli, il poterli schierare senza tirare in porta una cazzo di volta è indice di pochezza tattica tua. Una pochezza imbarazzante, lasciatelo dire (non che mi aspettassi qualcosa di diverso da te, intendiamoci!).

Che poi non mi dovrei stupire.
Dopo l’orrida prestazione col Parma ci deliziasti con quest’altra perla:

"Per una squadra con molti ragazzi giovani è importante non perdere. Forse abbiamo sentito la responsabilità di dover sempre vincere, soprattutto i ragazzi giovani".

Per la cronaca, questa la formazione giovane ed inesperta scesa in campo:
INTER: 1 Handanovic; 14 Campagnaro, 23 Ranocchia, 5 Juan Jesus; 2 Jonathan (32' st Belfodil), 19 Cambiasso, 10 Kovacic, 11 Alvarez, 4 Zanetti (25' st Nagatomo); 13 Guarin (43' st Taider); 8 Palacio

Ma il top lo hai raggiunto ieri, dando la colpa al pubblico.

“Per certi versi con un ambiente così, può darsi che fuori casa i ragazzi si esprimano anche meglio”. Come a Roma con la Lazio?

“Bisogna provare a ricreare in casa nostra (a San Siro, ndr) un ambiente con più armonia, in questo momento abbiamo bisogno di tanto sostegno”.

Ma vai a fare in culo.
Ma di cuore eh!

Già stai godendo di un credito assolutamente immeritato. Quest’anno ti danno per buono perfino l’”alibi” (lo metto tra virgolette a bella posta, chi mi segue sa bene perchè) degli arbitraggi. Mai successo.

Ti faccio altresì notare che c’era gente che ad aprile 2010 invocava la cacciata di Josè Mourinho. No, dico, Josè Mourinho. Si, quello in proporzione al quale tu hai vinto di più.
Uno che prima di arrivare all’Inter vantava un palmarès composto da 2 Campionati portoghesi, 1 Supercoppa portoghese, 2 Premier League, 2 Coppe di Lega inglese, 1 Community Shield, 1 Coppa d'Inghilterra, 1 Coppa Uefa, 1 Champions League (+ 1 Supercoppa Italiana e 1 Scudetto all’attivo) si è visto invocare l’esonero.
Perfino il buon CR70 fu massacrato, pur potendo annoverare 1 Coppa Uefa, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana e 1 Coppa di Spagna. Manco parlo di Ciccio Benitez che, simpatico o no, aveva in bacheca 2 Liga, 1 Coppa d'Inghilterra, 1 Community Shield, 1 Europa League, 1 Champions League e 1 Supercoppa Uefa.
2 che, simpatici o antipatici, in termini di credibilità professionale data dal curriculum ti mangiano in testa.
Tu arrivi solo con una Coppa Italia all’attivo e l’incenso delle PI (ecco, questo magari dovrebbe far riflettere), ti becchi solo fischi meritatissimi a fine partita dopo una serie di figure meschine che manco in certi anni disgraziati abbiamo fatto e TU dai la colpa al pubblico?

Quindi, la colpa è che non hai Milito, poi del vento, poi dei giocatori giovani e inesperti, poi di Stramaccioni che per colpa sua hai giocato a Udine la Coppa Italia e non a Milano, poi dei tifosi.

Verrà mai il tuo cazzo di turno? Ma un filo di autocritica mai? 

Sembriamo dei cadaveri e non hai nemmeno le Coppe a cui aggrapparti. Alla faccia del famoso Pondrelli.
Ormai mancano solo le scie chimiche poi davvero abbiamo tirato in ballo tutto lo scibile umano.
Ma dire “scusate, non ci sto capendo più un cazzo” pare brutto?

Ma no, mi vieni a dire che “sembrava una partita a porte chiuse [...] il pubblico […] acceso: è questo ciò di cui abbiamo bisogno, sempre”.

Ma tu devi ringraziare la Madonna se ancora non sono volati i seggiolini!
La Madonna e tutti i Santi del Paradiso per la pazienza che stiamo dimostrando.

Chiedi a tardelli cosa accadde con l’alaves, chiediglielo!


Altro che “sembrava di giocare a porte chiuse”. 
Se continua così ti toccherà giocare DAVVERO a porte chiuse.

martedì 21 gennaio 2014

Prendendo a testate il muro del cesso..



E’ tanto che non scrivo.
Il lavoro, in primis, mi toglie ogni energia e voglia di stare davanti a un PC.
E perché no, anche le ultime vicende di casa nerazzurra (diciamo gli ultimi sei mesi) mi hanno tolto un po’ la voglia di commentare.
Immagino non ve ne possa fregare di meno, ma tant’è.

In realtà non avrei nemmeno ora il tempo di scrivere ma mi chiudo nel cesso e butto giù queste righe.

Ieri si palesa la notizia: scambio Guarin-vucinic.
Scambio alla pari.
E già volano le madonne.

Poi veniamo raahahhahahassicurati: scambio + conguaglio.
Che si traduce in una elemosina talmente ridicola (fatta per andare a colmare il presunto taglio degli emolumenti accettato dal giovane e volenteroso montenegrino che si vede garantire un ulteriore anno di contratto) da far aprire il calendario e partire dal 1 gennaio, per concludere nominando invano il nome di San Silvestro.

Non entro nel merito della questione tecnica, benchè vucinic A ME non piaccia.
Il punto è: alla j**e non darei nemmeno un preservativo usato.

Non così.
Un conto sarebbe sedersi alla pari e trattare (no, scherzo. Mi siederei al tavolo solo per piazzarci sotto una valigetta piena di T4 per poi dire “scusate, devo andare un secondo in bagno”).


 .. ma è per dire.

Quella gente che ha già una volta rubato i nostri sogni.
Quella gente che ha infangato la memoria di Giacinto Facchetti (obiezione respinta: Ibra e Viaira li abbiamo preso con un’altra dirigenza. Gobba intendo. E no, non erano moggi and co.).
Quella gente che  sta rubando impunemente perché la restaurazione ormai è compiuta.

Con quella gente, dicevo, non si tratta.

Siamo ridotti male?
Ok.
Siamo una squadra di seconda fascia e non più di élite?
Ok.
Non possiamo più permetterci top player?
Ok.
Siamo dei poveracci? 
Ok.
Tutto quello che volete.
Qualora mi venisse presentato un progetto (fa ridere, scrivere oggi questa parola. Troppe volte ci si è provato, troppe volte non ci si è creduto, preferendo privilegiare interessi particolari anzichè il bene comune) avrei pazienza. 

Tanto io a San Siro ci vengo lo stesso.
Non è questo il punto.

Ma la dignità no.
Quella non ce la potete portare via.
Anche i poveri hanno una dignità, vorrei ricordare. E la dignità sta soprattutto nelle piccole cose.
Tra cui non appecoronarsi ai voleri di questi qua, che cazzo!

Un sussulto di orgoglio lo vogliamo avere?
Vogliamo alzarci e reagire?
Tirare fuori palle, tette e tutta quella minchia che volete?

Come disse Gianfelice Facchetti “100 ANNI DI SFIDE, DI VITTORIE E DI ORGOGLIO, DI TANTISSIMO ORGOGLIO”.

Perché, mi preme ricordare, noi siamo comunque l’Inter 
e loro non sono comunque un cazzo.