domenica 16 novembre 2014

Passion is back, love is in the air!

È tornata la mia Inter, è tornata la mia passione!
Finalmente il castoro si è levato dai coglioni. 



Che giornata venerdi: ovviamente stavo lavorando ma avevo intravisto strane cose sulla chat che condivido con le mie adorate 5 compagne di stadio.
Tipo il nome della stessa, repentinamente modificato da "rainman vattene" a "Mancio uno di noi".

Poi, in sequenza, due mail di colleghi: uno di compliance, l'altro del legale.

Uno che mi linka l'articolo di Repubblica, l'altro che mi scrive "#mazzarrivattene, dai che ci siamo. Il parere che aspetti te lo mando dopo".
E inizia la novena affinché sia tutto vero.


E poi, finalmente, l'annuncio.


Mi pregio di non averlo mai voluto, e non per la forte ed autentica antipatia personale ché su quello, come sapete, in nome dell'amore ci passo sopra ma soprattutto perché lo consideravo un incapace, un mediocre.


In quell'occasione mi fu detto che volevo il male dell'Inter.
Forse, ma forse!, ne volevo il bene. Tutti citavano "il napoli di mazzarri", peccato che il suo napoli (il suo di lui) fosse quello che si fece sbattere fuori a Stamford Bridge dopo avere vinto 3-1 all'andata e avere segnato a Londra.
Il resto, era il napoli dei 103 gol in due anni di Cavani. Bastava averlo seguito davvero per saperlo.
E per la cronaca, un buon professionistahahahahahhaha se si rende conto di avere fallito si DIMETTE, non aspetta che siano altri a cacciarlo. E di certo, non dá la colpa alle cavallette, al caldo di Palermo, alla pioggia, a Kovacic o al pubblico se la sua prestazione lavorativa é indegna.

La migliore, comunque, é quella del suo zerbi.. Ehm! biografo ufficiale: "non é mai stato difeso". 


Ma se il povero Ausilio é andato a telelombardia a fare una figura di merda cosmica, cercando di farci credere che la terra é piatta (cit.), sfiorando davvero il ridicolo quando ha dichiarato "se scendessero in campo 11 mazzarri, vinceremmo sempre per 3-0". Qualcuno mi ha fatto notare che intendeva "se scendessero in campo con la squadra avversaria".
Anche perché, se giocassero con noi, otterremmo solo la mancata lettura della formazione nel pre-partita.

Ecco, appunto: una cosa mai vista nella storia. Talmente aberrante che fingeró non sia mai accaduta.
E non avró nessuna pietá per colui che mi ha portata al punto di leggere e rispondere alle e-mail lavorative allo stadio, tanto era scemata la passione.
Uno che voleva fare dell'INTER una reggina.
Un inno alla mediocrità, alla paura, all'accontentarsi.
Al pararsi il culo.
Un luogo dove la parola ambizione esisteva solo in una ridicola autobiografia e nel piccolo cabotaggio.
Una squadra che non era tale, dove esistevano "io e il mio staff" da una parte e "i ragazzi" dall'altra. Ragazzi che, é bene ricordarlo, erano talmente scarsi da non essere in grado di mettere in pratica le sue indicazioni. O di chiedergliene, qualora si fosse rimasti in 10.

Alla luce di questo, non vedo perché non dovrei infierire visto quanto l'individuo ha infierito sulle mie ovaie e, soprattutto, visto quanto non ha rispettato chi lo pagava profumatamente e chi andava a sostenere la squadra allo stadio.

Ma siccome io tifo Inter e non l'allenatore, l'abbonamento l'ho sempre rinnovato. Anche se é stata dura. E ho scritto tutto sommato poco, perché scrivere quel che pensavo significava scrivere contro la mia squadra; non é che la cosa mi aggradasse particolarmente.
Quando l'ho fatto, ho sempre cercato di motivare con dati il piú possibile oggettivi.

MA ADESSO BASTA!

DIO SIA LODATO

Alla fine la mia costanza é stata premiata.
Finalmente torniamo ad avere un allenatore.
Ora, intendiamoci. Non è che nella conferenza di ieri (che ha seguito anche Ofelia) il Mancio abbia enunciato la nuova teoria della relativitá (e te lo ribadisco qui, Roby: l'amnesia di Napoli ce l'ho sul gozzo) ma ha pronunciato piú volte la parola "vincere" lui in un'ora che l'altro in 15 mesi.

Ha detto che il modulo va adattato ai giocatori (ma dai?), che lavorare coi giovani é una grande opportunitá ("50 punti coi ragazzini", "me li sono ritrovati".. Trova le differenze), che faremo il possibile per giocare bene.
E, per inciso, già avere una idea di gioco dopo un anno e passa di NULLA nonostante una stagione senza coppe sarebbe grasso che cola.
Ma soprattutto ha riportato entusiasmo, curiositá per le conferenze stampa.
Oramai, seguivo quelle del predecessore solo per pulire meglio il pavimento: piú sparava minchiate, più mi veniva il nervoso, piú forte strofinavo col mocio per sfogarmi.

Ora, é evidente che non é arrivato Mago Merlino. Che Dodô non diventerá mai Maicon, per dire.
E piantatela di stracciare la minchia con la storia che non era tutta colpa del castoro. A parte che, é cosa nota, "paga sempre l'allenatore", vi ribalto il concetto: siamo dietro a Genoa, Udinese e Sampdoria: queste squadre hanno avuto un calendario peggiore del nostro e ci stanno davanti.
Abbiamo perso, umiliati, con Parma e Cagliari.
C'é qualcuno, appena appena sobrio, che si sente di dire che tutte queste squadre ci sono superiori sotto il profilo della rosa e che quindi - cito - non si poteva fare meglio?


Intendiamoci. Io non mi aspetto di vincere lo scudetto, non mi aspetto di andare in Champions.
Mi aspetto solo una squadra che prova a giocare, che lotta fino all'ultimo per il migliore piazzamento possibile in classifica, senza accontentarsi.
Mi aspetto un allenatore che si metta al servizio della squadra per trarne il meglio, che lavori sul campo coi giovani, per aiutarli a migliorare.
Non pretendo nulla di più, se non il provarci.

Voglio solo essere felice quando vado allo stadio, anche con 10 gradi sotto zero.
Voglio tornare a sentire la tensione che mi attanaglia per 90 minuti piú recupero.
Voglio tornare a vivere l'Inter e di Inter.
Perché noi siamo l'Inter e mazzarri non é un cazzo.