martedì 30 novembre 2010

Mister lo vuole il recupero? Meglio di no (cit.)



Il Barcellona completa la remuntada. con 90 minuti di ritardo (cit. by Collettivo Bauscia).

Ieri sera è andato in onda el clàsico. Per me, che seguo la Liga da tanti anni, "el partido", y nada màs.
Per tanti, vedove ed anti-Mourinhisti un evento.

Premetto che non tifavo per nessuno.

Né per quegli sportivoni del Barça, che dopo le sceneggiate della remuntada hanno confermato la mia opinione per la quale al loro slogan “Més que un club” (più che un club) manca un pezzo, vale a dire “cialtroni”.
Ricordate?
La remuntada…



La maglietta nera con scritto "ci lasceremo la pelle", il truce (?) Piqué che minacciava di spaccare qualche gamba interista: "Odieranno il mestiere di calciatori"… Per non parlare dei calci e degli sputi contro l'auto di Mourinho, dei tifosi con la loro "pentolada" sotto l'hotel per disturbare il sonno dei giocatori dell'Inter fino all'intervento dei Mossos d'esquadra che se la sono presa un tantino comoda, arrivando alle 2 passate.
Mossos d'esquadra celerissimi, invece, nel fermare Eto'o per una - presunta - faccenda di tasse non pagate. La sceneggiata di Busquets che ci ha lasciati in 10.. E a fine partita, Victor Valdes che voleva impedire a Mourinho di festeggiare, gli idranti accesi per impedire – inutilmente – ai nerazzurri di festeggiare l’accesso alla finale..



A proposito, da ieri sera Sergio Ramos è il mio idolo: le manate in faccia a Puyol e Piqué lo elevano nell’Olimpo degli dei. Peccato solo che, come mi hanno fatto notare, non abbia completato l’opera spaccando la faccia a Busquets.

Tampoco per le merengues, la squadra bianconera di Torino di Spagna.
Senza entrare nel dettaglio, sappiate che ho anni sufficienti per ricordare la biglia in testa a Bergomi al Bernabeu e la vergognosa complicità della Uefa, il 5-1 sempre in Spagna: Altobelli e Rummenigge costretti ad uscire perché massacrati di botte, Mandorlini espulso, Bernazzani in campo come attaccante.. Per arrivare all’arroganza di Floflo Pérez.
Io non dimentico.
E sono vendicativa.

Quindi mi sono goduta una gran bella partita senza ansie, godendomi l’effetto stadio senza telecronaca (a proposito, Sig. SKY, le seccherebbe ripristinarmi l’opzione anche per l’Inter? Scarpini sarà simpatico, ma preferisco che non ci sia nessuno a spiegarmi cosa sta succedendo in campo. Non ne ho bisogno. Grazie.)

Il Barcellona ha vinto.
Un 5-0 che non ammette repliche.
Né per il risultato in sé, né per come a questo risultato si è giunti.

Da questo risultato ho ricavato due certezze.

a) La gioia dei non interisti, su Facebook e via sms, dimostra quanto ancora - dopo quasi 6 mesi da quel meraviglioso mese di Maggio in cui l’Inter ha vinto TUTTO - questi necessitino di tonnellate di “Preparazione H”.
Per la serie: vi brucia ancora il culo.
Manco vi siete resi conto che la vostra gioia di ieri è stata la migliore testimonianza del vostro rosicamento interiore che dura a tutt’oggi.

E io godo.

b) Premessa la massima gratitudine, Mourinho non è il figlio di Dio. Al massimo, il nipote.
Care le mie vedove, che la colpa è tutta dell'abulico ed incapace Rafa, ditemi. Come è possibile che il fratello di Gesù Cristo abbia preso una simile imBARCAta? Colui che avrebbe portato quest’Inter in testa alla Serie A con 20 punti di vantaggio sulla seconda, quello che con lui la gente non si fa mai male, quello che sa dare le motivazioni giuste, sempre, a chiunque? Lui?
Una squadra asfaltata, abulica, poco motivata, tatticamente surclassata, nervosa. Questo ho visto.
O forse è colpa di Benitez anche qui?
Al Real mancava solo Higuaìn, sostituito da Benzema. Il povero Cicciodinonnapapera ha in panca – con tutto il rispetto – Alibec.
Mou, coi suoi Galàcticos, ne ha prese 5; noi, decimati come l’ArMIR, abbiamo perso il derby “solo” 1-0 e su calcio di rigore.
Cosa vuole dire questo?
Forse che il Rafa (quello della remuntada di Istanbul) non è poi così imbecille e il Mou non è l’infallibile?
Magari anche Mourinho avrebbe avuto delle difficoltà quest’anno? Non lo sapremo mai. Essere certi che no, però, è da vedove ormoniche. Non da tifosi dotati di cervello.

E poi, diciamocela tutta..
Io non dimentico che JM aveva ancora un anno di contratto e che, nonostante questo, ci ha preferito il Real e il suo budget. Ci ha anteposto – giustamente – il suo ego, la sua idea di voler vincere ovunque.
Bene. E’ giusto. E’ un professionista. E ha il massimo del mio rispetto e della mia gratitudine.

Io, però, gli antepongo l’Inter.
E l’Inter, oggi, è anche Rafa Benitez.

Grazie Josè ma Viva Benitez!

lunedì 29 novembre 2010

Spezzatino in salsa italiana


Indietro non si torna.

L’idea di tornare a giocare tutti al pomeriggio della domenica è assolutamente fuori da ogni logica, volenti nolenti.

Mi spiace per gli amici del 2 anello che erano ancora a tavola ma la tradizione mal si concilia con il calcio moderno e i diritti televisivi che ne sono parte - economicamente - integrante.

Ora, piacerebbe anche a me giocare sempre la domenica, alle 15.00. Così non è, inutile ragionare nel campo dell’impossibile. Meglio portarci sul piano più squisitamente pratico, dunque.

Avvertenza: tutto ciò che segue è scritto in ottica tifoso-che-va-allo-stadio.
Di quelli in poltrona, onestamente, mi importa una cippa un questo contesto. Tanto, a loro, la vita non cambia.

Lo “spezzatino” è il futuro del calcio italiano (cit.).
La Premier League insegna (quasi cit.).

Ora, a me lo spezzatino fa abbastanza schifo: di questa ricetta amo e mangio solo le patate. Bene, la ricetta tout court sarebbe il copiare pedissequamente quanto fatto dagli inglesi. Ma visto che citare la perfida Albione come musa ispiratrice va di moda (qualcuno mi ha detto che dovremmo prendere esempio dalla squadra bianconera di Torino: ecco i danni della legge Basaglia) vediamo di farlo in maniera seria, con spirito critico e valutando cosa può essere copiato e cosa, invece, va adattato.
insomma, cerchiamo di prendere solo le patate.

Patate che, nel nostro caso, corrispondono al comunicare ad inizio stagione tutti gli orari di tutte le partite anziché giocare sull’effetto sorpresa consentendo, al tifoso-da-stadio di programmarsi la vita, magari usufruendo degli sconti “prenota in anticipo” offerti dai Tour Operator.
O, magari, evitando di arricchire le società farmaceutiche per broncopolmoniti fulminanti a seguito raffreddamento.

Ora, capisco l’audience.
Ma giocare alle 20.45 di dicembre, a Milano mi pare proprio un’idea demmerda.

Sia per lo spettacolo, sia per il clima da inferno di ghiaccio (vedi Inter-Lazio a -10°, lo scorso anno) rischioso per i giocatori che per i tifosi, trasformati in ghiaccioli.
A questo proposito, vi mostro una foto scattata lo scorso anno a tale partita.
Io sono quella al centro, vestita di rosa.















E non preoccupatevi.. ho già l'ispirazione per un bel post sugli stadi...
Aggiungiamo poi che tutti i tifosi non milanesi che devono sobbarcarsi un viaggio di ritorno allucinante, in quelle condizioni.

Il che mi fa dire che si, tu interista che vieni da Civitavecchia una volta l’anno (ovviamente al derby, mica a Inter-Brescia) NON puoi avere gli stessi diritti di chi si spara 500km ogni settimana per seguire l’Inter.
Decisamente, no.

Tra l’altro, un clima più favorevole potrebbe portare più gente allo stadio con enorme beneficio delle inquadrature sugli spalti oggi, troppo spesso, vuoti.
Capito signor SKY? Capito sig. Premiu (cit.)?

A questo proposito, lo spezzatino all’inglese – con partite al venerdì e al sabato – dovrebbe prevedere il non coinvolgimento di squadre che hanno una tifoseria “non locale”.
Inter, cugin(astr)i e squadra bianconera di Torino, infatti, hanno tifosi che si sobbarcano, come detto, trasferte da tutta Italia. Impossibile chiedere loro di farlo il venerdì o il lunedì, giorni notoriamente lavorativi.
Il primo che mi dice “eh ma venerdì non c’è problema: si riposano il sabato” si becca uno sputo in un occhio. Io lavoro a un quarto d’ora dallo stadio e non ho problemi: esco dall’ufficio e sono li.
Io.
Chi deve spararsi 400km, magari, preferisce prendere ferie per altri motivi. Già il fatto che si puppi quella strada è notevole. Pretendere anche una fetta di culo all’osso mi pare eccessivo.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Per quanto sopra e vista la premessa dell’”indietro non si torna”, trovo che l’aggettivo “assurdo” utilizzato dalla Nord per la partita all’ora di pranzo sia molto poco azzeccato.

In tutta sincerità è il minore dei mali.
Per inciso: non preoccupatevi, in settimana ne avrò per il casms e le assurde – quelle si – proibizioni per Lazio-Inter.

Dicevamo..
Ieri faceva un freddo porco, pioveva a dirotto: meglio giocare alle 12.30 – e avere poi il pomeriggio libero per fare un eventuale pisolino che compensasse la sveglia mattutina alle 9.30 dopo essere andati a nanna alle 4.00 - che alle 20.45 e rischiando la polmonite.

O no?


 
 
 

giovedì 25 novembre 2010

San Siro desolation: alla faccia della partita decisiva!

Questo è un post veloce, scritto in pausa pranzo, frutto dell'istinto.
Non garantisco nemmeno sui typos perchè non ho il tempo di rileggere.
E no! Il correttore automatico non lo uso. E' una merda!

Dicevo...
Stadio semivuoto.
In una partita che vale una stagione (sicuramente una panca) San Siro offre uno spettacolo assai desolante.
Grossi "buchi" sugli spalti.

E' vero, faceva un freddo (quasi) porco. Ma se ce l'ho fatta io, la regina del +30°, poteva farcela chiunque. Bastavano un paio di stivali col pelo, una giacca a vento e guanti in tinta. Magari abbinati ad una sciarpa nerazzurra e ad un berretto che facesse pendant.

"Milano è lontana". Certo. Ma lo è anche al derby, anche con la squadra bianconera di Torino. Li, però, lo stadio è pieno.
Volete dirmi che si è giocato ad Ancona e non me ne sono accorta? "Sig.Scott: teletrasporto!"
E io dovrei avere gli stessi diritti di questa gente qua?

Tralascio per pietà quelli che, ieri sera e stamane, hanno avuto il coraggio di criticare Benitez: se pandev ha delle banane al posto dei piedi sarà mica colpa sua?
...Non temete comunque.. Domani - se il tempo vuole - ne avrò anche per voi. specie per quella cretina mai vista prima seduta davanti a me e che spero - per la reputazione delle donne che seguono il calcio - non metta più piede a San Siro.

Dicevamo.. Stadio mezzo vuoto. Magari coi signorini di cui sopra pronti a criticare perchè "c'è poco calore". Oh belli! Non è facile in quel deserto farsi sentire. Perchè non venite voi a spiegarci come si fa?
Io non sono una curvaiola. E nemmeno una fighetta del primo rosso.
Sono una tifosa "normale", estremamente appassionata, ma "normale".

Ho un abbonamento normale, sto al primo anello perchè beneficio del ridotto in quanto donna e mi costa meno del secondo.
Non è neppure la politica dei prezzi. In coppa Italia li tirano dietro (un primo arancio a 10 euro) ma c'è comunque il deserto.
"Milano è lontana". "Fa freddo"..
Amore santo.. Non è che possiamo trasferirci in blocco nel salotto di casa tua.
L'Inter è una squadra di Milano. A Milano, d'inverno, fa freddo. C'è la nebbia. A volte piove. A volte nevica.
Ghiaccia. E' Milano. Nord Italia. Val Padana.

Ma la passione vera se ne frega del meteo, delle comodità.

Vuoi comunque essere comodo?
Vuoi criticare senza dare il buon esempio?
Vuoi insegnarmi, dal divano di casa, come si sta allo stadio?
Fai pure!

Io, però, sono libera di mandarti affanc**o.

mercoledì 24 novembre 2010

Ready, steady, go!

Stasera ci sarò.
Solito posto.
Solita ora.
Per voi.
Come sempre.

Voi?

Voglio vedervi sputare sangue. Voglio una squadra di lottatori.
Comunque vada.

In battaglia si può anche perire.
Ma combattendo.

Fuori i coglioni ragazzi!

domenica 21 novembre 2010

AAA Dignità cercasi

Madrid - Estadio Santiago Bernabeu
Scusi signor posteggiatore, ha mica visto delle valigie cariche di dignità? Dovrebbero portare il logo di FC Internazionale.
Non è che, per caso, sono state caricate per errore sulla macchina del sr. Pérez che, il 22 maggio, si è portata via un Josè Mourinho in lacrime?

Sono incazzata nera.
Abbiamo perso meritatamente col Chievo.
Perdere, nello sport, ci sta.
Perdere così, no.

Errori di Benitez?
Con i giocatori a disposizione oggi questa era la formazione che poteva schierare. E questa formazione ha schierato.
Il tanto invocato Santon. Zanetti di nuovo in fascia.
Che altro poteva fare? Gesù Cristo si è strappato nel corso dell'ultima rifinitura..

Lo chiedo soprattutto alle migliaia di laureati in scienze motorie che popolano la nostra tifoseria.
Gente che, fino a ieri, era convinta che il vasto mediale obliquo fosse un passo di danza e oggi si improvvisa esperta di preparazione fisica.
Ora, una laurea in scienze motorie non ce l'ho. Ma mi alleno da anni, ho gli occhi per vedere, un cervello per pensare e mi sono stirata tutto lo stirabile, capelli compresi.
Pensare che gente come Cambiasso, Motta o Stankovic fosse in grado di fare una intera stagione è roba da seguace dei fratelli Grimm. Credere che Chivu fosse improvvisamente diventato un VERO terzino sinistro, inossidabile ed affidabile (a Roma era soprannominato Swarowski: un motivo ci sarà), pure.
Idem Milito. I suoi problemi li ha avuti anche lo scorso anno. Dicasi lo stesso di Sneijder. Mariga ha giocato poco anche la scorsa stagione proprio per un infortunio. Anche Mariga non è estraneo agli infortuni, dunque..
Julio Cesar fa una preparazione a parte, come tutti i portieri. Ai mondiali aveva avuto problemi alla schiena ma nessuno ha accusato Rui Faria e Silvino..

Naturalmente i carristi si sono già scatenati. Via Benitez.
Ovvio.
Il commento è sempre lo stesso e può riassumersi così: "non si agita abbastanza in panchina".

Ora, signori miei, vorrei sapere: ma che razza di campione è uno che ha bisogno del papà che gli metta il pepe ar culo?

La grinta? Le palle?
Dove sono?
Non si comprano all'Esselunga.
Le hai. O non le hai.

La grinta, le motivazioni per sputare sangue non possono dartele gli altri. Le devi trovare dentro di te.
Se non ci riesci, non sei un campione.
Magari è per questo che Mourinho non vi ha portati con sè a Madrid, nonostante il milionario budget messogli a disposizione da Floflo. Ci avete mai pensato?
Io dico.. Servirà mica l'allenatore per avere gli occhi iniettati di sangue al derby?

Chiedete a Michail Baryshnikov chi gli dava le motivazioni per dare sempre il 200%.



O più banalmente a Lucio..

Ma senza estremizzare, miei cari, basterebbe appellarsi alla dignità.
Dignità che oggi non ho visto.
Si può perdere.
Ma non si può mai dimenticare che noi siamo l'Inter. E che voi siete dei professionisti. Senza retorica nè populismo. E' solo un dato di fatto.
Un professionista dà sempre il massimo. A volte non raggiunge l'obiettivo, ci sta. Ma non perde mai la propria dignità.

No, non puoi cambiare la bandiera
E la maglia nerazzurra
Dei campioni del passato
Che poi è la stessa
Di quelli del presente
Io da loro voglio orgoglio
Per la squadra di Milano
Perché c'è solo l'Inter


Non si possono fare queste figure di merda. Siamo l'Inter che gioca contro il Chievo. Siete i campioni di tutto.
Un briciolo di voglia, di dignità, di orgoglio.. Non chiedo tanto.
Anche perchè mi sembra che, per andare a battere cassa in virtù del nuovo status, la grinta l'abbiate avuta.

Caro Massimo, ne avrei anche per te. Mi limito solo ad una considerazione.
Prendere un mister per delegittimarlo dopo un mese, non ti è sembrata una mossa da Minimo?

E ora? Che si fa?
Si caccia l'allenatore?
La soluzione più facile.

Ma poi? Chi si prende?
Come già dissi, i miracoli li fa solo Gesù Cristo. Ma è impegnato sulla panchina del Betlemme con una clausola rescissoria della madonna.
Altri papabili? Non ne vedo.

Una simile mossa non conviene nemmeno ai giocatori.
Eh si, cari i miei fanciulli che scendete in campo con la MIA maglia, profumatamente pagati, ogni sabato/domenica/martedi/mercoledi.
State giocando contro l'allenatore?
Guardate che - via Benitez - cadrebbero tutti i vostri alibi.
Vi conviene?
A giudicare dalla vostra incapacità di reagire e tirare fuori le palle di fronte alle responsabilità non credo..

lunedì 15 novembre 2010

Derby e markette

Volevate un post sul derby? Eccovelo.

Non me la prenderò - non oggi - con Benitez perché non ho mai creduto alla storia del motivatore.
Andate a chiedere ad una qualsiasi allieva, under 18, di una qualsiasi accademia di danza chi le dà le motivazioni per fare una vita demmerda e farsi un culo come una capanna mentre i suoi coetanei escono a fare bisboccia e si strafogano da McDonald’s e avrete una risposta che vi sorprenderà.
E poi dicono delle donne..

Piuttosto, ce l’ho con quel signore felice per un campionato “finalmente equilibrato” (finalmente de che? A me piaceva asfaltare la gente!) che “trattenere Maicon è il nostro migliore acquisto” (dove l’ho già sentita questa?) che me la mena col fpf e mi chiede di contribuire aumentandomi l’abbonamento non prendendo nessuno, trattando Benitez come l’ultimo dei tardelli. Ora, che un terzino sinistro servisse lo sapevano anche i muri; per la cronaca: Chivu, anche se era in campo a Madrid è un CENTRALE. Che servisse un centrocampista perché i nostri – Deki, Thiago Motta, il Cuchu - la in mezzo sono fragili era cosa nota. Ma non abbiamo preso nessuno. Perché era la squadra campione di tutto.

A quel punto, caro Max, potevi assumere me: riciclavo le slides di Mourinho chè come gestione delle risorse non sono seconda a nessuno. Facevo l’animatrice alle feste dei bambini impedendo loro di devastare la casa, fai tu se non riesco a gestire quattro miliardari.

Ma non è questo il punto. Non oggi.
Oggi si parla di customer satisfaction.
Già avrei dovuto insospettirmi con la favolosa formula dell’abbonamento triennale. "Siamo Noi": 3 campionati a prezzo bloccato.
Ora, già compro a scatola chiusa ogni anno, a mercato aperto. E va bene.
Sulla fiducia.
E sull'unghia.
240 Euro anziché i 200 degli anni passati.
Ok. Siam campioni di tutto. Bisognerà pure pagare i premi.

Tessera triennale. In effetti… L'opportunità offre, nel tempo, vantaggi pratici ed economici molto interessanti (il prezzo è bloccato in anticipo) ma l'opzione "Siamo Noi; tre campionati in una sola tessera" non è applicabile agli abbonamenti ridotti.

Come no? Ora, Massimo, io amo questa squadra. Profondamente. Da sempre. Ma pretendere – 1140 (millecentoquaranta) euro sull’unghia quando ne spenderò, in 3 anni e calcolando un aumento annuale del 20%, 874 (ottocentosettantaquattro) con un risparmio certo di 266 (duecentossessantasei) Euro mi pare proprio un’idea demmerda sai?
E il mio vantaggio sarebbe? Risparmiarmi lo sbattimento di due visite in Banca? Ciusca! Tanta roba!
E la favolosa opportunità di finanziamento naturalmente a Tasso Zero (e un TAEG dell'8,36%)? Spettacolare! Voglio conoscere chi ha partorito siffatto cross-selling.

Ma poi.. Perché i ridotti no?
Passi per gli juniores. Cioè, no. Non passa. Perché in ottica marketing la fidelizzazione richiede investimenti a lungo termine. Ok. Un diciassettenne, dal secondo anno, pagherebbe - in condizioni normali - come un adulto. Ma meglio un seggiolino pagato la metà di un seggiolino vuoto. Seggiolino che poi potrà comunque essere riempito a seguito fidelizzazione. E pagato a prezzo pieno.

Comunque.. non vogliamo fidelizzare i 17enni? Ce ne fottiamo dei bambini? Benissimo.

Ma le donne? Ora, nulla è eterno. Non so dove sarò domani, non so che farò. Nemmeno so se sarò ancora viva. Una cosa, però, la so. Da qui a tre anni sarò ancora una donna. Acida, ma donna.
E pagherò 874 euro di abbonamenti. Non 1140.
A meno che non decidiate di raddoppiare ogni anno la tariffa.
In quel caso, l’abbonamento potrete coniugarvelo nel deretano. Simpatttìcamente (cit.).
Ah. E se farò un finanziamento, sarà per comprarmi la Classe B della Mercedes.

Ma veniamo alla summa dell’incazzatura. Scopro oggi che anche per il mondiale per club i biglietti sono gestiti da Jakala.
Visto il grande successo dell’operazione-Madrid (per loro, sicuramente) era doveroso ripetere l’esperienza.

Eh si. Perché leggendo i costi dei pacchetti mi sono resa conto che la finale di Madrid è stato un modo osceno di speculare sulla passione di noi tifosi, per un evento atteso da troppo.
Ordunque. Il Bayern, ottenuto l’accesso alla finale, si è premurato di far effettuare la prelazione ai propri abbonati. Lasciando agli altri le eventuali briciole.
L’Inter si è preoccupata di dare il grosso dei biglietti alla Jakala, mettendone in vendita un piccolo lotto solo a seguito delle proteste e.. dei resi delle agenzie. Jakala che ha pensato bene di offrire uno splendido package volo+biglietto alla modica somma di (circa) 900 euro. Considerato che i biglietti costavano circa 300 euro, 600 euro per un charter Milano/Madrid sono una follia pura.
Per la stessa cifra, i miei colleghi tedeschi avevano anche un pernottamento a Madrid.
Poiché non credo che il Bayern sia un ente benefico ho il vago sospetto che qualcuno abbia voluto mangiare sulla passione di chi attendeva quel momento da una vita (nel mio caso, non è una metafora). Bene. A Madrid non ci sono andata.
Mi arriva oggi il leaflet per il mondiale per club che conferma quanto sopra.
In media, 1500/1600 euro per volo di linea più pernotti + colazione in 5stelle e trasferimenti da e per lo stadio. Facciamo un totale di 2000 con il bigliettame.

900 euro per un volo, con un operativo demmerda (repetita juvant) e un biglietto stadio a Madrid e 2000 per volo di linea (!!!) + pernottamenti + due partite negli Emirati Arabi?
Ma mi state pigliando per il c**o?
E’ come se mi chiedeste 500 euro per una settimana a Milano Marittima e 1000 per lo stesso periodo alle Maldive.

E vogliamo parlare dei provider cui viene affidata la vendita online dei biglietti?
Calo un velo pietoso su BPM perché non si può sparare sulla Croce Rossa. Non oggi almeno.
Ma per Montecarlo.. Ma ci si può affidare a qualcuno i cui server non sono in grado di reggere il più che presumibile picco di traffico delle ore 00.00 che si sarebbe verificato? Ma come scegliete i fornitori? Con i bussolotti usati di bergamo e pairetto? O guardando più alle revenues vostre che ai tifosi normali? Quelli che il biglietto lo pagano e non se lo fanno regalare, per intenderci.

Marketing si chiama. Marketing e comunicazione. Esistono professionisti anche in questo ambito, sai Max?
Magari non servili. Magari con un carattere demmerda. Ma esistono.
E sono bravi.

E sanno che il loro cliente sono i tifosi normali. Quelli veri.

Quelli che ci mettono, anche oggi, la faccia in ufficio.
Quelli che non sono gonzi e bastava dirglielo chiaramente.
Quelli che congelano per esserci agli ottavi di Coppa Italia per Inter-Livorno, ore 21.


Eravamo così pochi che hanno annunciato i nostri nomi alle squadre in campo.

Pensaci, ogni tanto, Massimo.




giovedì 11 novembre 2010

Rafa Benitez o Giona Benitez?

sfiga [In funz. di sost.] - Sinonimi: avversità, disdetta, fatalità, iella, iettatura, scalogna, cattiva stella, iattura, sfortuna, sventura Vedi anche: malasorte, dislippa, rogna, disgrazia, pegola, contrarietà, malocchio

Bene. Io ci credo (cit.).
Specialmente nel calcio ci credo.
Perché il calcio non è razionalità: è istinto, passione.
Non è processi codificati, è grinta.
Ed è anche superstizione. Oh yes.

E io sono superstiziosa.

Superstizione è mettere sempre le stesse mutande prima di partite importanti. E’ indossare sempre la stessa felpa anche d’estate.
Perché porta buono.
Superstizione è anchilosarsi le ginocchia per stare 85’ + intervallo nella stessa posizione (in ginocchio sul letto ndr) per salvaguardare un 1-0.
Superstizione è evitare di incontrare certa gente perché sai che porta sfiga e trasformarti in un ninja per sfuggirle.
Per la serie: non è vero ma ci credo.
Però cazzo. Ogni volta che ti rivolgono la parola qualcosa va male.
SGRAT!

Altrimenti certi risultati non si spiegherebbero. Se davvero il più forte DEVE vincere per forza, perché giocare?
Invece capita che il più forte – sulla carta - perda o pareggi.
Succede, alle volte, che un intero centrocampo si infortuni tutto insieme (ecco, magari questo si poteva prevedere, vero Massimo? Che i forecast si dovrebbero fare sempre sull’ipotesi peggiore, mai sulla migliore..).
A volte poi, pali, dormite e Pandev possono cambiare un risultato che dovrebbe essere già scritto.

Ma la sfiga non c'entra.
Perchè?

Ovviamente perchè è colpa di Benitez.

L’unico che abbia responsabilità. Perché ho scoperto che nel calcio funziona così.
Sul lavoro, se sbaglio, è colpa mia.
Oh! Io ho provato a dare la colpa a Benitez ma non ha funzionato.

Dicevamo..
Se Pandev si mangia un gol a porta vuota, se Santon dorme, se la difesa va a farfalle la colpa non è loro.
E’ di Rafa Benitez.
Non chiedetemi perché ma è così. Sono una donna, cosa volete che capisca di calcio?

Magari qualche colpa ce l’ha anche lui – così, en passant – ma credo che giudicarlo per le prestazioni di una squadra che sembra l’ArmiR reduce dalla battaglia del Don, nel Gennaio del ’43 (e facciamola, un po' di cultura!) sia piuttosto ingeneroso, oltre che fuorviante.

A proposito. Niente niente anche quella storica disfatta è colpa sua?

E ora? Che si fa?

Forse, al posto di Benitez, conveniva ingaggiare colui che voci di corridoio indicano come il fratello - per parte di padre - di Mourinho: un promettente allenatore israeliano.

Tale Gesù Cristo.

Fa miracoli, dicono.

lunedì 8 novembre 2010

Confesso i miei peccati

Ebbene, lo confesso. Sono una makeupholic.
Non riesco a passare davanti a una profumeria, a un monobrand senza entrare. E quando entro non riesco ad uscire a mani vuote.
Non ce la faccio. E’ più forte di me.
Un mese fa. Trasferta di lavoro a Torino. Cosa fa una quando va a Torino, nel tempo libero? Entra da Sephora e si compra un fondotinta. Ovvio.


Ma la colpa è tutta delle case cosmetiche. Non è mia. E’ loro.
Perché, dico.. Perché non la smettete di produrre palettes sempre più deliziose?
Signor Kiko, come le è uscita la collezione ispirata alla Siberia? Potevo io non avere una palette così maledettamente bella?





E così deliziosamente esclusiva, visto che non è più in vendita (N.1 - Moscow chic peach)? Muahahahhahahahahahaha


E vogliamo parlare degli ombretti singoli o in double? Ma dico.. Chi resisterebbe davanti a queste meraviglie? Chi riuscirebbe a non immaginarsi con queste sfumature addosso, credendosi improvvisamente figa come Angelina Jolie? L’importante è crederci, certo. Ma come disse qualcuno “io ci credo” (cit.) Ci credo e metto in pratica il mio credo. Perchè sono una idolatra praticante.





E poi.. Posso vivere senza le guance da Heidi e gli occhi da bambola? Non so voi, ma il blush e il mascara dovrebbero essere obbligatori per legge.
E anche sul blush si apre un mondo. Color chewing-gum, color pesca, color abbronzatura? Non è facile scegliere.





E il rossetto? Matte, glossy, shimmer.. Nude? Rosso? Viola? Arancione?


Ah.. E secondo voi mi sono presa la briga di scegliere?





Che poi, è anche indice di previdenza. Scegliere preventivamente diminuisce drasticamente le opzioni non praticabili al momento del trucco. Una makeupholic deve necessariamente tenersi aperte tutte le opportunità.
E' una filosofia di vita.


Non ci credete?
Tzè. La makeupholic ha anche i suoi guru e le sue guresse: Giuliana, Clio, ShivaQueen, Pixiwoo.. Aprire Youtube e seguire i loro tutorials equivale ad una messa cantata. E così la makeupholic si mette a setacciare E-bay alla ricerca dei prodotti sempre, maledettamente, deliziosi che in Italia non si trovano.


Cazzo signor Costal scents, signor Tokidoki, signora Stila: ma vi fa così schifo evitarmi le spese di dogana?
E perchè non posso comprare sul sito della Urban Decay? E perchè l'assortimento della Elf è un quarto di quello americano? Perchè? Eh? Perchè?


Perchè io non posso avere queste cose meravigliose?





Chi sono io, la figlia della schifosa? (cit.) Avanti! Ditelo! Ditelo e la facciamo finita.


Ok. Respira. 1..2..3.. Calma..
Ohmmmmmmmm..


Ci sono.
Devo stare calma. Devo essere lucida. La mia amica parte per la Polonia..
Devo preparare la lista dei prodotti della Inglot che mi servono.
E non devo dimenticare niente.

mercoledì 3 novembre 2010

La vedova ner(azzurr)a

Confesso: io sono interista.

Sono interista e mi sono rotta le scatole.
Mi sono rotta le scatole delle vedove.

Da sempre, mi raccontano che l’interista è un fine intenditore di calcio, mai soddisfatto, dal “palato fino”.
Bene, per me l’interista medio è uno spaccamaroni specializzato in vedovame e vedovanza. Quello per il quale colui-che-sedeva-in-panchina-prima è sempre meglio dello sventurato che ne ha preso il posto. Quello che l’allenatore è un pirla che non capisce un ca**o ma non sai mai cosa avrebbe dovuto fare di diverso. Quello che compra i libri di Severgnini sul 5 maggio e negli ultimi tre anni ha sperato nella rimonta della squadra gialloros(s)a di Roma e dei cugin(astr)i.

Ieri sera abbiamo perso a Londra con il Tottenham facendo, peraltro, piuttosto schifo. Perfetto. Intendiamoci: si può non giocare bene ed è giusto farlo presente. La critica costruttiva è parte integrante della dialettica calcistica.
Capita di perdere. Capita di non giocare bene. Capita anche che l’avversario giochi meglio di te. Capita.
Capita se hai tre quarti di squadra fuori. Capita se ad ottobre, per forza di cose, non puoi essere al top della preparazione. Capita se comunque la qualificazione agli ottavi e il primo posto nel girone sono tutt’altro che compromessi. Invece no.
Tutti a stracciarsi le vesti chiedendo a gran voce il ritorno di Josè Mourinho.
Josè Mourinho che, sia chiaro, adoro e al quale sarò eternamente grata per avermi fatto vincere tutto.

Ma.. C’è un ma.
Togliete Benitez e mettete Mourinho nei commenti che da ieri sera invadono la rete e non solo, ricollocate le stesse frasi ad ottobre/novembre dello scorso anno e..

Hop! Michael J.Fox vi farà una pippa. Avrete magicamente viaggiato nel tempo. Eh si..
Perché, di questi tempi, lo SpecialOne pareggiava a Kazan e in casa con la Dinamo Kiev, perdeva malamente a Barcellona (con la squadra a ranghi – quasi – completi, ricordiamolo) ed era un florilegio di “Roby dove sei?” (a Valencia, magari?) “Grande comunicatore ma allenatore incapace”, “Non mangerà il panettone”, “Moratti caccialo prima che sia tardi” ed altre amenità del genere.
Amenità ripetutesi nel corso dell’anno. Fino alla vittoria della Sampdoria a Roma, diciamo.
In quel periodo siamo passati da “speriamo di uscire dalla Coppa altrimenti perdiamo il campionato” a “non vinceremo un ca**o per colpa di quel c****one portoghese bravo solo a parlare”, tacendo dei post Catania e Firenze dove sembrava che in barriera o a farfalle ci fosse (andato) lui. L’origine di tutti i mali.
Il perfetto imbecille da cacciare prima del match di Londra contro il Chelsea.
Il genio da incensare al 90' + recupero.

E arriviamo ad Aprile.. Aprile uguale semifinali di Champions. Inter-Barcellona.
Inciso: ancora mi stanno sul gozzo i vuoti sugli spalti ad Inter-CSKA, quarti di finale (!!!) di Champions League.
Dicevo.. Inter-Barcellona: ancora oggi mi chiedo perché si sia giocata.
Eh si, perché secondo i soloni di cui sopra NON PUOI perdere col Tottenham, sulla carta inferiore all’Inter. Alla formazione titolare sicuramente. Ai quattro “pellegrini” scesi in campo ieri – forse – un po’ meno. Ma non è questo il punto.
Non puoi perdere col Tottenham? E allora perché abbiamo giocato con il Barcellona? Il Barcellona non poteva perdere contro di noi. Sulla carta sono più forti. Guardiola “gli piscia in testa a Mou” (cit. vedova-che-di-calcio-ne-sa).





Eppure, il vedovame era ancora in azione. Perché “al ritorno il Barcellona ce ne fa quattro.
Ma-te-ma-ti-co”.

E infatti..





A questo punto, la vedova che fa?
Sulle note di “ce ne andiamo a Madrid” salta sul carro del vincitore, dimentica tutto il letame spalato fino al giorno prima ed elegge Josè Mourinho a proprio Messia.
Un Messia liberissimo di andarsene come ha fatto ma che, magari, poteva tornare a Milano con la Coppa per salutare il suo pubblico a San Siro anziché sperare di giocare contro l’Inter nel girone di qualificazione per poterlo fare (Detto così, en passant. Nada personal, Jojò..).

Non so come andrà quest’anno ma immagino che la sfiga abbia un limite.
E tanto per non sembrare una donna in preda all’ormone – perché anche questo danno collaterale fa la vedova di sesso femminile: non motivando i propri strali, pare ridurre le opinioni della tifosa a pareri dettati dal sex-appeal (indubbio) di JM più che dalla competenza calcistica.
Bene. Mi differenzio dalla massa. Rafa Benitez sembra Ciccio di nonna Papera (cit. stracult) ma è il mio allenatore e come tale lo sosterrò fino alla fine. Come ho fatto con Mou e come feci con il Mancio.
Per inciso: l’Inter a ranghi completi, quest’anno, mi è piaciuta di più dell’Inter del biennio Mourinho, Aprile e Maggio 2010 esclusi.

Ma a parte tutto..
IO SONO INTERISTA.
In-te-ri-sta.

E allora mi chiedo: assisteremo ad un altro salto sul carro? Me lo auguro.
Rafa Benitez diventerà improvvisamente un genio ex-post? Forse.
Una cosa, però, è certa.
Quest’anno, se qualcuno tenta l’assalto alla diligenza, sparo.

martedì 2 novembre 2010

27 Scudetti? Chi dice di più, chi dice anche meno. Molti meno.

Ecco. Lo sapevo.
Avrei voluto aprire il mio blog raccontando di me, della mia vita da desperate single, da Bridget Jones meneghina, da cinica markettara.
Niente di tutto questo. 

Mi tocca parlare del famigerato articolo 39 del Codice di Giustizia sportiva. 
Articolo che, secondo taluna stampa (Nessun link. Questo blog non contempla il favoreggiamento della prostituzione), farebbe al caso della squadra bianconera di Torino per vedersi rassegnati i due scudetti revocati.

Dite la verità: o avete modificato in corsa la normativa o mi state prendendo per il c**o.

Eh si, perché l’art.39 che conosco io non prevede il teorema "1 ladro + 1 ladro = 0 ladri”.

Analizziamolo nel dettaglio..
Tutte le decisioni [...]possono essere impugnate per revocazione [...] entro trenta giorni dalla scoperta del fatto o dal rinvenimento dei documenti:
a) se sono l'effetto del dolo di una delle parti in danno all'altra;
b) se si è giudicato in base a prove riconosciute false dopo la decisione;
c) se, a causa di forza maggiore o per fatto altrui, la parte non ha potuto presentare nel precedente procedimento documenti influenti ai fini del decidere;
d) se è stato omesso l’esame di un fatto decisivo che non si è potuto conoscere nel precedente procedimento, oppure sono sopravvenuti, dopo che la decisione è divenuta inappellabile, fatti nuovi la cui conoscenza avrebbe comportato una diversa pronuncia;
e) se nel precedente procedimento è stato commesso dall’organo giudicante un errore di fatto risultante dagli atti e documenti della causa.
2. La Corte di giustizia federale può disporre la revisione nei confronti di decisioni irrevocabili se, dopo la decisione di condanna, sopravvengono o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il sanzionato doveva essere prosciolto oppure in caso di inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile, od in caso di acclarata falsità in atti o in giudizio.

a e b) Dolo? No. Prove false? Fate vobis. Le intercettazioni sono state disposte da una Procura della Repubblica ed effettuate dalla Polizia Giudiziaria.
Telecom, la famigerata Telecom, attacca solo "la spina". Telecom che avrebbe fatto sparire tutte le intercettazioni sull'Inter. E la "madre di tutte le intercettazioni" (ahahahahha)? Come mai non è sparita? Ops! Non divaghiamo! 
A meno di non voler accusare la magistratura, la Polizia Giudiziaria e chi più ne ha più ne metta di essere smaccatamente interista (sono già comunisti, mi dicono..) direi che le ipotesi a e b sono da scartare.

c) Documenti influenti ai fini del decidere? Potrebbero solo essere prove tese a dimostrare la falsità delle intercettazioni. Via! Scartata anche questa.

d) Fatti nuovi per una diversa pronuncia? Vedi sopra. Alè, salutiamo anche la d).

Idem dicasi per il punto 2.
Errori? Fu l’avvocato Cesare Zaccone a chiedere la B perché “i dati di fatto nei nostri confronti erano drammatici. Erano da serie C.”
Cesare Zaccone. Non Massimo Moratti. Né Guido Rossi. Né Marco Tronchetti Provera.
Cesare Zaccone.
L'avvocato della squadra bianconera di Torino.

E allora? Quale potrebbe essere il “fatto nuovo”? Il coinvolgimento di altre società?
Il teorema “tutti colpevoli nessun colpevole”, vedi l’equazione sopra, non vale.
Se faccio una rapina non sono meno ladra perché anche il mio vicino di casa fa altrettanto. Al massimo, siamo due ladri.

Altrimenti, seguendo questo ragionamento, Totò Riina potrebbe venirci a raccontare che merita l’assoluzione perché anche Bernardo Provenzano è mafioso.
Alzi la mano chi è disposto a sostenere una simile tesi.

Non dimentichiamo poi che giustizia ordinaria e sportiva sono cose differenti (e questo vorrei ricordarlo anche a molti, troppi, boccaloni interisti).
Vogliamo comunque sostenere questo parallelismo (inesistente - repetita juvant)?
Perfetto. In questo caso, facciamo presente al signor (?) agnelli che una condanna per Calciopoli c’è già stata. E non del magazziniere. Non dell’autista del pullman, non dell’usciere, non della donna delle pulizie. Ma dell’AD (AD – Amministratore Delegato) in persona, Antonio Giraudo.
Che è stato condannato per i fatti del 2006.

Con-dan-na-to.

Si dirà: “con il rito abbreviato”. Certo. E allora? Non è che la lunghezza del rito sia direttamente proporzionale al reato. Al contrario (ma guarda?) lo è la pena, che viene "ridotta nella misura di un terzo".

Ma se tale condanna verrà confermata anche nel processo che vede imputato luciano moggi cosa farà la società bianconera?

Restituirà anche gli altri 27?

lunedì 1 novembre 2010

Welcome aboard...

...relax your mind
and stimulate your third eye.
All shamen are at your disposal.
You are protected.
You a-re pro-tec-ted.
We are starting the journey
Towards the unknown destination...
...Infinity