mercoledì 22 maggio 2013

lunedì 20 maggio 2013

Who framed the PM?

Finita la staglione.
Nel modo migliore.

Ringrazio i Fab 11 per quanto dato in campo ieri. Si vedeva che ci tenevano a chiudere con dignità.
In particolare nagatomo: il suo pick 'n roll VS Handanovic resterà nella storia del basket.
Davvero Yuto. Complimenti.

Ovviamente pagherà solo uno.
Quello che ha meno colpe, al netto dei geni di Football Manager che sicuramente, in questa situazione, avrebbero fatto meglio del miracolato.

Io entro in fase Nelson.
A breve capirete di cosa si tratta.

Nel mentre, visto che si parla tanto di "progetto", fallimento e quant'altro, vi lascio qualche elemento, imparato nel corse della mia vita lavorativa.
Visto che il project manager l'ho fatto davvero vorrei fornire qualche spunto di riflessione.
Nulla più.

I maggiori manuali di PM ci insegnano che “Un progetto è un compito di una certa rilevanza, con carattere di unicità e che deve essere completato rispettando una scadenza temporale ed un certo budget di spesa.”

Possiamo suddividere la gestione di un progetto in tre distinte fasi


- Pianificazione
- Programmazione
- Controllo

Tutti i progetti iniziano con un'idea. L'idea riguarda la creazione di un nuovo prodotto o di un nuovo servizio e, solitamente, include una vision di come sarà il risultato finale.

Successivamente, si affina meglio il concetto iniziale e si arriva a pianificare il progetto. Per farlo, occorrerà rivederne i requisiti e verificare che le esigenze di chi ha avviato il lavoro possano essere integralmente soddisfatte.

Durante l'esecuzione del progetto si effettuano, poi, continui monitoraggi ed eventuali aggiustamenti per controllare che gli obiettivi vengano correttamente perseguiti e che i tre criteri di gestione del progetto (Tempistiche, Qualità e Costi) vengano tenuti ben presenti.

A volte, il progetto fallisce.
Sintetizzare le motivazioni alla base del fallimento non è semplicissimo.
Gli esperti ci dicono che tra i  principali fattori critici di insuccesso ci sono questi fattori.
- Progetto privo di chiari obiettivi;
- Scelta sbagliata del Management e delle risorse da coinvolgere;
- Direzione non coinvolta;
- Compiti non ben definiti;
- Inadeguata programmazione delle attività del progetto;
- Processo di controllo inefficace;

Al contrario, tra i fattori critici di successo, rileviamo:
- Impegno del gruppo;
- Capacità del gruppo;
- Utilizzo di tecniche appropriate;
- Accurate stime iniziali;
- Disponibilità di fondi;
- Controllo puntuale, ma non burocratico;







mercoledì 15 maggio 2013

Dall'untore mi guardi Iddio (che nel caso ungo io)

Come sapete, il "due pesi e due misure" in Italia è modissima (cit.).
Oggi vi proporrei un pezzo del mio amante segreto, aldosirenio.
Siccome pensa (e scrive) esattamente quello che è la mia opinione, perchè sforzarmi?

Ve lo propongo, in tutto il suo splendore.

In questi ultimi due giorni, solo in due giorni e non più, due diversi fatti hanno dato conferma a una teoria che ho fatto mia e che cerco di portare avanti da tempo: si può criticare e fare tutto il moralismo che si vuole nel calcio, ma non toccate la Juve. Ché poi i tifosi riempiono l'aria (e la rete) di petizioni, di “Io non compro XX” (metteteci un nome a caso di chi abbia osato criticarli), e anche il club e i suoi giocatori rispondono risentiti.


Fatto numero uno: come ben sapete, domenica la partita tra Milan e Roma è stata sospesa qualche minuto per i “buu” razzisti a Mario Balotelli. Tralasciando il fatto che glieli facevano anche nel 2009 e 2010 quando era all'Inter, ma allora era colpa sua che era un ragazzino sbruffone e maleducato, ieri abbiamo assistito ad alcune dichiarazioni. Prima Abete, poi Blatter, in sostanza hanno fatto capire di non essere per niente soddisfatti del fatto che dal Giudice Sportivo Tosel sia arrivata solo una multa per l'AS Roma. Ma benedetti ragazzi, dove eravate quando la Juventus riceveva l'ennesima sanzione e l'ennesima diffida contro il Milan per i cori a Boateng (Balotelli era squalificato)? Eppure nessuna crociata, nessuna richiesta di squalifica, solo 30.000 euro e né Abete, né Blatter si sono sentiti in dovere di rimbrottare il mitico Tosel. Il primo ha forse 444,5 milioni di motivi per soprassedere (basti vedere le acrobazie dialettiche per non criticare la scelta del numero 31 nei festeggiamenti juventini), e per tutti meglio non svegliare il can che dorme e i milioni di tifosi che potrebbero lamentarsi.

Il secondo è avvenuto oggi: per farla breve, se Hellas Verona ed Empoli pareggiano sabato ottengono entrambi il proprio obiettivo (promozione diretta in A i primi, play-off i secondi), e i bookmakers hanno sospeso le puntate sul match. Apriti cielo! È partita la strabordante campagna di indignazione sul fatto che queste cose succedono solo in Italia (ed è in parte vero: sabato scorso le tre che lottano per restare in Bundesliga hanno perso con avversari privi di obiettivi) e soprattutto che non si fa nulla per combattere il fenomeno. Tutto giusto e tutto bene, solo che siamo quel paese e quella federazione che ha come capitano della Nazionale un signore che non più tardi di un anno fa disse: «Chi conosce il calcio e lo vive giorno dopo giorno sa cosa succede. In alcuni casi si dice meglio due feriti che un morto.» Lo disse in un momento particolare, alla vigilia degli Europei (in cui passamo il turno perché la Spagna NON si comportò nel modo teorizzato da Buffon), con lo scandalo scommesse e la polemica per le sue scommesse personali a Parma.

La frase di Buffon, una delle tante discutibili, riassume perfettamente i dubbi (le certezze?) dei bookmakers su Verona ed Empoli. Oggi tutti si stracciano le vesti, ma allora qualcuno gli ha tolto la fascia di capitano? Lo ha forse criticato? No, con una formula ormai a tutti nota ci si è nascosti dietro la magistratura (“Non è nemmeno indagato”) per non prendere provvedimenti. Come se l'etica fosse una parola desueta, da tirar fuori a piacimento solo quando non sono tirati in ballo i soliti noti, quelli dei 31 scudetti. Ché altrimenti, poveri piccoli, si arrabbiano.

Il tutto mentre ieri una buona notizia, l'Italia Under 17 che ha conquistato la finale europea di categoria per la prima volta, è passato sotto silenzio. Cinque undicesimi di formazione erano interisti: come disse il politico che ci ha lasciato da poco, “A pensar male si fa peccato, ma molto spesso si azzecca.”

lunedì 13 maggio 2013

Trova le differenze..

Oggi

Ieri

Ha giusto l’età per guidare la macchina e per assistere a un film vietato l’anti eroe di Inter-Roma, il calciatore cui milioni di romanisti in queste ore vorrebbero soffiare qualche parola nelle orecchie: Mario Balotelli, diciannove anni il dodici agosto, un grande futuro davanti, se mette la testa a posto.


Dicono che sotto sotto non sia un cattivo figliolo e che se guardi da un’altra parte ed eviti di rivolgergli la parola, se proprio non te lo fili, lui addirittura se ne sta zitto a pensare ai fatti suoi. Che in campo, e questo è il problema, si scontrano con i fatti degli altri e allora sono dolori. Soprattutto per lui: gli avversari (il mondo meno uno?) su due piedi possono perdere le staffe e non si sa mai; tutti gli altri, tramite la tivvù, vedono, esaminano, bocciano e sentenziano: un guappo prepotente, immaturo e vestito da giocatore.

In realtà sappiamo ben poco di questo ragazzo di origine ghanese e adottato da una famiglia italiana quando aveva tre anni. Potrebbe essere figlio di quest’epoca senza ideali. Forse gli va di fare il bulletto in campo, come a tanti altri ragazzi della sua età piace alzare la voce o le mani in classe. Ha il fisico e magari pensa che altezza e muscoli gli permettano tutto, fatevi sotto che ci pensa lui. Del ragazzo Balotelli si occuperà la sua famiglia. Al giocatore, che è bellissimo se non unico, dobbiamo pensare tutti: la Nazionale, l’Inter, la Federcalcio, noi, voi, chiunque possa dargli una lezione e una mano. Salvarlo come calciatore significa offrirgli un traguardo, un sogno, un ideale.

Non ricordiamo un giocatore così. Pelè probabilmente, che da bambino vinse un mondiale. Maradona lo mostrarono al mondo più o meno alla sua età. Messi e Cristiano Ronaldo non avevano le stesse misure e la stessa qualità. Avrete visto il primo gol segnato alla Roma: banale per lui, una prodezza per chiunque altro. Già meriterebbe, se contassero solo i numeri calcistici, la nazionale campione del mondo e, personalmente, saremmo felici di vederlo con il nove in Sudafrica. Ma non questo Balotelli, bensì un altro: normale, educato, rispettoso, intelligente. Con personalità e carattere, doti che non vanno confuse con maleducazione e presunzione.

Domenica sera il ragazzo ha scippato un rigore, invitato migliaia di romanisti a stare zitti appoggiando l’indice alle labbra, fatto per due volte la linguaccia a Panucci, ringhiato a Riise. Non si può usare la prova televisiva per la simulazione: l’arbitro ha visto e valutato male. Ma il resto del suo show deve finire nelle mani del giudice: violenza e istigazione alla violenza. Si parla tanto di prevenzione, le tifoserie restano a casa, gli stadi sono pieni di steward e poi si lascia che la provocazione si verifichi impunemente in campo? La linguaccia va messa sullo stesso piano dello sputo. Venne condannato Totti agli Europei portoghesi e senza valutare le attenuanti. Va condannato Balotelli, con l’aggravante della provocazione nei confronti della tifoseria romanista.

Un Daspo anche per lui. La porta della Nazionale chiusa sino a quando non avrà capito e chiesto scusa. Una lunga squalifica adesso. Mourinho e Moratti non gli diano spago: la prossima volta la linguaccia sarà per loro.

Roberto Renga. Addì Martedì 03 Marzo 2009 - 09:34

lunedì 6 maggio 2013

Il cuore grande di Antonello..

Sembra che lo facciano apposta..
Butti giù spunti per il prossimo post, esulti perchè hai sbancato il Fantamorto con la dipartita di oggi e zac!
Ti capita sottomano una notiziola che ti fa sputare la bresaola che stai mangiando in fretta e furia.
Alle tre del pomeriggio passate, rigorosamente davanti al PC.

Incredibile ma vero, l'unico organo ufficiale del calcio che abbia dichiarato il numero riconosciuto di scudetti della j**e è la Fifa: 29.

A margine, divertentissimi i gobbi che oppongono il 31, su Twitter: a voi, Lewis Carrol vi fa una pippa (no, non è il centrale dell'Inghilterra).

Dicevo..
Organi federali che tacciono.

Poi, all'imporvviso, una voce nel deserto, come riporta la mia amica Eva su Fcinter1908: il direttore generale della Figc Antonello Valentini dichiara: "Gli scudetti sono 29 e siamo d'accordo sul piano sportivo. La Juventus è un grande club che onora la nostra Nazione da sempre. Cosa succede quando vediamo il numero 31 esposto? 31 nel cuore, come dicono loro".

Un po' come se io andassi in giro a dire: Riina si è beccato 12 ergastoli ma è innocente nel cuore.
Non fa una grinza, in effetti.

Praticamente, ok ci sono le sentenze. Ma potete pure pulirvici il culo perchè così vi dice il cuore.

Valentini..
Valentini..

Io questo nome l'ho già sentito!


Antonello Valentini, capoufficio stampa della Figc, telefona a Luciano Moggi per chiedergli dei biglietti omaggio per una partita.

La chiacchierata poi scivola sul procuratore della Federcalcio Emidio Frascione, che ha preso troppo sul serio il suo lavoro. Moggi dice che «è matto, va rinchiuso in manicomio», Valentini lo definisce un «D'Artagnan dei miei coglioni», «un nemico in casa», un «pazzo giustizialista». E aggiunge che «bisogna mettere della gente funzionale al sistema», il procuratore «deve capire che è uno di noi funzionale al sistema», «non bisogna mettere gente che va per i cazzi suoi». Infine spiega che «la nostra è una giustizia sui generis» e che bisogna farlo capire al procuratore perché altrimenti «ci buttiamo la merda in faccia da soli».

Da capoufficiostampa a Direttore Generale.

Ma di che cazzo stiamo parlando?

mercoledì 1 maggio 2013

Tosel e la prammatica sanzione

No, tranquilli.. Maria Teresa d'Asburgo non c'entra nulla.

Come sapete, Sorella vostra ama molto anche il basket. Leggiucchiando qui e là si è imbattuta in questa notiziola.



Tramite il proprio sito ufficiale, l’Eurolega ha comunicato la decisione del giudice sportivo: i simpatici verdi giocheranno le prossime tre partite casalinghe della massima competizione europea a porte chiuse. A ciò vanno aggiunti i 40.000 euro di multa a causa dell’utilizzo da parte dei tifosi di sirene illegali, razzi e petardi.
Il giudice, inoltre, ha sottolineato gli enormi rischi che negli ultimi anni si corrono andando a giocare ad Atene: se per i padroni di casa ad Oaka diventa tutto più facile, lo stesso non si può dire delle squadre ospiti, che devono costantemente fare attenzione a quello che succede sugli spalti. Ma questo non è tutto, perché l’Eurolega ha deciso di appesantire ulteriormente la decisione del giudice: a carico del Panathinaikos ci sono altri 60.000 euro di multa ed un’ulteriore partita da disputare a porte chiuse. Questo provvedimento scaturisce dal fatto che in occasione di gara 3 e 4 ci fossero molti più tifosi di quelli previsti dalla capienza del palazzetto.

Sanzione ineccepibile.
Qualcuno avrebbe detto "Era ora!" chè andare a giocare in Grecia non è una passeggiata per nessuno.
Da anni.

Poi pensi al buon Tosel, al mite Tosel, l'uomo che perdona in nome della fattiva collaborazione, in nome del famigerato art. 13 comma 1 lettere b) ed e) e comma 2 CGS.

6 giornata: Ammenda di € 15.000,00 : alla Soc. j******* per avere suoi sostenitori, nel corso della gara,

rivolto continuativamente all'allenatore della squadra avversaria grida e cori insultanti e
costituenti espressione di discriminazione etnica.

8 giornata:  Ammenda di € 7.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, al 25° del secondo
tempo, rivolto alla tifoseria avversaria un coro insultante; entità della sanzione attenuata ex art.
13 n. 1 lettere a) e b) e n. 2 CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze
dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza.

14 giornata: Ammenda di € 10.000,00 : alla Soc. j******* per avere suoi sostenitori, all'8° del primo
tempo, rivolto ad un calciatore della squadra avversaria un coro costituente espressione di
discriminazione razziale; entità della sanzione attenuata ex art. 13 comma 1 lettere a) e b) e
comma 2 CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini
preventivi e di vigilanza.

15 giornata: Ammenda di € 10.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori esposto per una
decina di minuti, dal 20° del primo tempo e fino alla rimozione da parte degli stewards su
disposizione della Società ospitante, uno striscione di una ventina di metri, insultante per i tifosi
avversari e per la memoria di ogni sportivo; entità della sanzione attenuata ex art. 13 comma 1
lettere a) e b) e comma 2 CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze
dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza.

17 giornata: Ammenda di € 10.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, al 45° del secondo
tempo, rivolto all'allenatore di altra Società un coro ingiurioso costituente espressione di
discriminazione etnica; entità della sanzione attenuata ex art. 13 comma 1 lettere a) e b) e comma
2 CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di
vigilanza.

21 giornata: Ammenda di € 10.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, al 44° del primo
tempo e al 31° del secondo tempo, indirizzato alla tifoseria di altra squadra un coro costituente
espressione di discriminazione territoriale; sanzione attenuata ex art. 13, comma 1 lettera a) e b)
CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di
vigilanza.

24 giornata: Ammenda di € 15.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, al 44° del primo
tempo, indirizzato alla tifoseria di altra squadra cori insultanti e costituenti espressione di
discriminazione razziale; sanzione attenuata ex art. 13, comma 1 lettera a) e b) CGS, per avere la
Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza.

33 giornata: Ammenda di € 30.000,00 : alla Soc.  j******* per avere alcuni suoi sostenitori, al 26° del
primo tempo, indirizzato ad un calciatore della squadra avversaria delle grida costituenti
espressione di discriminazione razziale; per avere inoltre suoi sostenitori, al 2° del secondo
tempo, rivolto reiteratamente ad un calciatore della squadra avversaria, non schierato in campo,
un coro insultante; per avere infine, tra il 38° e il 41° del primo tempo, esposto uno striscione di
grande dimensione dal contenuto oltraggioso per le Forze dell'Ordine; recidiva; entità della
sanzione attenuata ex art. 13 comma 1 lettere b) ed e) e comma 2 CGS, per avere la Società
concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza.

Cui si aggiungono, tanto per gradire..

5 giornata: Ammenda di € 20.000,00 : alla Soc.  j******* per avere un gruppo di suoi sostenitori, al 
termine della gara, fatto irruzione in un bar sito all'interno dello stadio, forzando la porta di 
ingresso, danneggiando gli arredi e asportando alcune confezioni di prodotti esposte per la 
vendita; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13 comma 1 lettera 
b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di 
vigilanza.

11 giornata: Ammenda di € 50.000,00 con diffida : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, tra il 7° ed il 17° del secondo tempo, lanciato una quindicina di palle di cartone verso un Arbitro addizionale, una delle quali lo colpiva al collo, cagionandogli una sensazione dolorifica ed inducendo il Direttore di gara ad interrompere il giuoco per circa un minuto per un consequenziale controllo sanitario; per avere inoltre, fino al termine della gara, rivolto reiteratamente cori insultanti allo stesso Arbitro addizionale; per avere infine, nel corso della gara, esposto vari striscioni dal tenore ingiuriose nei confronti della squadra avversaria, del suo
presidente, del suo allenatore e di un suo calciatore; sanzione attenuata ex art. 14. n. 5 in relazione all'art 13 lettere a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza.

22 giornata: Ammenda di € 50.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, al termine della gara, indirizzato numerosi sputi agli Ufficiali di gara mentre uscivano dal recinto di giuoco, colpendoli
al volto e sulla divisa; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13
comma 1 lettere a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine
a fini preventivi e di vigilanza.

25 giornata: Ammenda di € 15.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, nel corso e per
qualche minuto oltre il termine della gara, lanciato nel settore occupato dalla tifoseria avversaria
innumerevoli petardi e bottiglie di plastica, senza conseguenze lesive; entità della sanzione
attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13 comma 1 lettere a) e b) CGS, per avere la
Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza.

28 giornata: Ammenda di € 4.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, al 4° del primo
tempo, indirizzato un coro ingiurioso nei confronti di un calciatore di altra società.

31 giornata: Ammenda di € 3.000,00 : alla Soc.  j******* per avere suoi sostenitori, al 32° del primo
tempo, indirizzato ad un Arbitro addizionale un coro insultante

Direi che ci sono recidive sufficienti per un paio di partite a porte chiuse..
Esagerata?
Assolutamente no.

6 ottobre 2007. Al Meazza si disputa Inter-napoli
Così si esprimeva il severissimo giudice sportivo Giampaolo Tosel (un omonimo, certamente) in relazione a quanto accaduto nel corso del match.


Rilevato che, nel corso del primo tempo, sostenitori della Società ospitante, raggruppati nel “secondo anello della curva nord”, hanno esposto, in tre successive circostanze, per qualche minuto, striscioni di notevoli dimensioni (metri 5 per 1,5 circa), recanti scritte insultanti per i tifosi avversari e, soprattutto, per la città di loro provenienza; rilevato altresì che, nel corso del secondo tempo, nel medesimo settore dello stadio, venivano intonati reiteratamente cori di analogo tenore spregiativo; ritenuto che tali comportamenti costituiscono espressione di quella “denigrazione per motivi attinenti all’origine territoriale”, prevista e sanzionata dall’art. 11, comma 1 e 3, CGS; valutata la particolare gravità del fatto, per la provocatoria aggressività che connota le espressioni adottate, e considerata, per converso, la riferibilità in via esclusiva di tali comportamenti discriminatori ad un circoscritto e delimitato settore dello stadio, nonché l’assenza di specifici precedenti a carico della Società oggettivamente responsabile; visto l’art. 18, comma 1, lett. e) CGS, P.Q.M.  delibera di infliggere alla Soc. Internazionale la sanzione dell’ammenda di € 30.000,00, con
l’obbligo di disputare una gara con il settore denominato “secondo anello della curva nord” inibito agli spettatori.

Praticamente, dovremmo anche ringraziarlo, perchè ha deliberato la sola chiusura della curva (la riferibilità in via esclusiva di tali comportamenti discriminatori ad un circoscritto e delimitato settore dello stadio).

Farei poi notare la siimpatica locuzione "nonché l’assenza di specifici precedenti a carico della Società oggettivamente responsabile" quando oggi siamo in presenza di una recidiva degna di Al Capone.


Eppure il buon Tosel li ha perdonati.

In nome del famigerato art. 13 comma 1 lettere b) ed e) e comma 2 CGS io ti perdono, gobbo *** (spazio da riempire a piacere del lettore).


Art. 13 
Esimente e attenuanti per comportamenti dei propri sostenitori
1. La società non risponde per i comportamenti tenuti dai propri sostenitori in violazione degli articoli 11 e 
12 se ricorrono congiuntamente tre delle seguenti circostanze: 
a) la società ha adottato ed efficacemente attuato, prima del fatto, modelli di organizzazione e di gestione 
della società idonei a prevenire comportamenti della specie di quelli verificatisi, avendo impiegato risorse 
finanziarie ed umane adeguate allo scopo; 
b) la società ha concretamente cooperato con le forze dell’ordine e le altre autorità competenti per l’adozione di misure atte a prevenire i fatti violenti o discriminatori e per identificare i propri sostenitori responsabili delle violazioni; 
c) al momento del fatto, la società ha immediatamente agito per rimuovere disegni, scritte, simboli, emblemi 
o simili, o per far cessare i cori e le altre manifestazioni di violenza o di discriminazione; 
d) altri sostenitori hanno chiaramente manifestato nel corso della gara stessa, con condotte espressive di 
correttezza sportiva, la propria dissociazione da tali comportamenti; 
e) non vi è stata omessa o insufficiente prevenzione e vigilanza da parte della società. 
2. La responsabilità della società per i comportamenti tenuti dai propri sostenitori in violazione degli articoli 
11 e 12 è attenuata se la società prova la sussistenza di alcune delle circostanze elencate nel precedente 
comma 1.



C'è qualcosa che mi sfugge..



Comma e) non vi è stata omessa o insufficiente prevenzione e vigilanza da parte della società. 

Scusate..Mi ricordate com'era quella storia dello stadio di proprietà?