venerdì 27 settembre 2013

Fischi, lazzi e vergogne varie


E il divino si fece carne, e scese in mezzo a noi..


Ieri, al caparbio gol di Jonathan, io e Paola siamo saltate in piedi e ci siamo abbracciate al grido di “DIVIIIIIIIIIIINOOOOOOOH”.

E come dice il mio amico Teto, fondatore del Ciceresimo, la nuova religione del millennio:


Ora, casualmente – giuro! davvero casualmente – compare un mio commento alla prestazione del Guaro.
Chi capisce di basket, sa cosa intendo.

Ovviamente da ieri è aperto il caso Guaro, quindi è crisi Inter.

Scherzi a parte, vediamo di sviscerare meglio la cosa. 
Specialmente per chi non era al Meazza e, magari, ha avuto una percezione distorta delle cose.

Dopo una partita indegna – fatti salvi un tiro e due interventi – Mazzarri si decide a sostituire Guarin per Kovacic.
Si badi bene, a parte il normale rumoreggiare dopo ogni cagata, non era accaduto niente di che nel corso della gara, a differenza di altre volte (e sapete bene come la penso: il vaffanculo ex post ci sta, il fischio no. Come sono solita dire, si fischia, eventualmente, a fine gara).
Partono in primis gli applausi, destinati a Mateo – e probabilmente anche a Mazzarri che, finalmente, aveva deciso che potevamo giocare 11 vs 11. c’è anche qualche fischio, certo. Ma sinceramente, ci sta.
E il signor Fredy che fa? Pensa bene di fare un gesto tutt’altro che distensivo al pubblico, condendolo con un labiale di maradoniana memoria, per esprimere il suo dissenso al vergognoso trattamento subito.
Gesto per il quale, per inciso, chiederà scusa nel post-partita. E questo è bene.
Inevitabile però la selva di fischi che ha sommerso la sua uscita.

Ora Guaro. Va bene tutto.
Ma dopo una prestazione del genere, l’unico gesto da fare era andare sotto la doccia a testa bassa e meditare sul tuo impegno che latita oramai a lungo.
Il problema non sono gli errori. E’ l’atteggiamento. Molle, indolente, senza grinta.
Con i tuoi mezzi, non te lo puoi permettere.
Semplicemente, non puoi.

Prendiamo ad esempio Alvarez e l’eroe della serata: Jonathan.
Due giocatori profondamente diversi ma accomunati dalle vagonate di merda che si sono presi da San Siro negli ultimi anni.
Fischiati fin dall’annuncio delle formazioni, perfino dai residenti di viale Caprilli e dintorni.
Insultati sempre e comunque, a prescindere.

Mai un gesto, mai una reazione negativa.
Anzi, hanno raddoppiato, triplicato l’impegno, dimostrando palle d’acciaio.
Questo deve essere l’atteggiamento.

Perché, caro Guaro, se ti permetti questi gesti dopo una prestazione indegna, Jonathan ieri sera aveva tutto il diritto di fare un gigantesco soooka a tutto il Meazza.

Tranne a me e LauryInter che siamo le sue groupie da tempo immemorabile. Guardate malissimo da tutti a Inter-tottenham.
Ma avevamo ragione noi e voi torto.

E veniamo al secondo punto dolente della serata.

Vi avevo già parlato qui e qui della indegna situazione in cui versa il settore riservato ai tifosi in carrozzina, nel parterre arancio.
Di solito, quando accadono queste cose si fa qualcosa.
Orbene, in effetti qualcosa è stato fatto.
Sono stati alzati ulteriormente i led pubblicitari, rendendo del tutto impossibile la visione della partita agli occupanti del settore.

(C) Franco e Alessio

Vi faccio presente che la foto del “dopo” è stata scattata da Alessio, giocatore di basket a riposo.
Questo per definire ulteriormente la VERGOGNOSA situazione.

Ora, signori miei.
Famo a capisse.
Io voglio un nome.
Voglio che si presenti in conferenza stampa e dica l’idea è mia. L’ho fatto per questo, questo e questo”.
Voglio capire che faccia ha lo scienziato che ha partorito questa idea geniale*.
 
Davvero, lo voglio conoscere per entrare nella sua testa e capire cosa vuol dire fluttuare nel vuoto assoluto.. Perché solo con questo si spiega una simile mancanza di rispetto e di ipocrisia.
A questo punto, sarebbe più corretto dire: cari spettatori del parterre, sapete che c’è?
Le vacche grasse sono finite.
Non c’è più posto per voi. siete in favore di telecamera, date fastidio.

Il prossimo step quale sarà?
Costruire le piattaforme come al Cowboys stadium di Dallas per piazzarci le cheerleaders a fare le sidelines come nella migliore tradizione della TV COMMERCIALE?
 
*(In realtà lo so. So chi è. So chi sei. E se saprete seguire gli indizi che disseminerò lo saprete anche voi. Ricchi premi in palio)