mercoledì 1 febbraio 2017

Ne ammazza di più la vergogna che un rigore

Partiamo da un presupposto: schierare dal 1 minuto in una partita da vincere Palacio non è una grande idea. Se vuoi vincerla, non puoi giocare col morto.
Avrebbe avuto più senso partire con Icardi, cercare il vantaggio (magari doppio) nel primo tempo per poi dare spazio al buon Rodrigo nel secondo per tenere alta la squadra e in tensione la difesa della lazio. Anche l’atteggiamento dei nostri nel primo tempo mi è parso assai molle. Quando invece era questa la partita sulla quale puntare, questa settimana. che domenica, al di là del giocare a chi ce l’ha più lungo al bar con gli amici, il risultato è meno importante. Soprattutto se pensiamo che all’andata abbiamo vinto. Un pari, domenica, mi andrebbe benone.

Chiarito questo, passiamo  al vero motivo del contendere.

Premessa: avete cagato il cazzo con questa storia del gemellaggio.
SONO GEMELLATE LE TIFOSERIE, NON LE SQUADRE.
L’obiezione “per fortuna che siamo gemellati, con noi giocano sempre alla morte” è da prendervi a schiaffi. Cosa pretendete, che si scansino? Ma che ragionamento da gobbi è? Ma non vi vergognate?
Al limite, puoi dire che dovrebbero sempre giocare alla morte (come dovrebbe essere, tra le altre cose) ma non pretendere che l’avversario te la faccia vincere. A parti invertite vi scansereste? Io non credo. Ma se il pensiero è quello, avete decisamente sbagliato squadra.  

E a questo proposito… Partita con prezzi popolarissimi, purtroppo.
Dico purtroppo perché una massa di occasionali si riversa su San Siro. Gente che non ha mai visto una partita nella sacra Scala del Calcio decide di investire i propri spiccioli per venire ad inquinare quello che è, da sempre, uno dei più begli stadi del mondo.

Eh si. Perché le anime belle ci stanno raccontando che “la curva faceva il tifo per la lazio anziché incitare i nostri”. Ora, fanciulli. Si trattava di semplici, banali, pompini tra curve. Anche la lazio “incitava” i nostri. Son sempre i soliti cori “a roma solo la lazio” vs “milan, milan vaffanculo” ma il tifo c’è stato, eccome. Pure a me sti convenevoli infastidiscono un po' ma pace! C'è ben di peggio. Sul quale però nessuno ha profferito parola. Tutti zitti, specie i tifosi da divano, sul vero schifo andato in onda ieri. Non certo per colpa della curva. Però, infamarla a caso fa sempre figo. E ve lo dice una che l’ha criticata – anche aspramente – più volte. Ma con delle motivazioni, non per partito preso o per delle minchiate,

Dicevamo… Non bastavano gli occasionali che hanno preso d’assalto San Siro causando code mai viste ai cancelli: troppi documenti da controllare con troppi cancelli chiusi. A questo proposito, cara Inter, non si potevano prevedere ingressi dedicati ai possessori di tdf?
Ecco, non bastava la coda che mi ha obbligata ad utilizzare un ingresso diverso dal solito con tutto ciò che ne consegue in termini di rituali scaramantici. No.
Gli occasionali della minchia, nel secondo tempo, mettono in piedi un teatrino da farmi rimpiangere il fatto che girare col napalm non sia legale.

oooooh merdaaaaa

Nel secondo tempo, sui rinvii del portiere, qualche imbecille decide di far partire il succitato coro ad ogni rinvio del portiere avversario.

Primo blu e primo arancio, la culla degli occasionali, visto che gli abbonati erano installati quasi tutti in primo rosso, complici i 10 euro del costo del biglietto.

Capite? Questi vengono a San Siro e lo trasformano nel merdentus stadium. Il coglione di turno parte col coro e i pecoroni gli vanno dietro. Magari con stampato un sorriso da ebeti in faccia; lo stesso sorriso con il quale si sono sparati i selfie a partita in corso, spalle al campo.

Ci rendiamo conto?
Ma da prenderli a badilate nelle gengive. Un coglione dietro di me, quando gliel’ho fatto notare, pensava fossi laziale. 


Questo per dire il livello di disagio che posava indegnamente il culo nel mio stadio. E pretendono pure di farla da padroni, complice il silenzio di chi fa passare in secondo piano questa schifezza perchè "la curva fa il tifo per la lazio".

Uno stadio che si professava differente, dove mai – MAI – si era levato un coro simile (se non quando giocò la nazionale, appunto), con mio grande orgoglio.


Non mi sono mai vergognata tanto. Ogni rinvio era una bestemmia. Che poi l’Altissimo si incazza con me e si vendica ma non è giusto. Non è colpa mia.
E’ che un simile oltraggio non può esistere in uno stadio che si professa differente.
Poi, magari, sono gli stessi che al bar, petto in fuori, professano la loro superiorità morale come tifoseria, o che se la prendono con la curva sui social, pretendendo di spiegare come si tifa.

Cosa dire signori miei… Se secondo voi il modo giusto di tifare è questo state a casa. O cambiate squadra.
Non abbiamo bisogno di gente come voi.