8 marzo 2015

Where's the party?

Rientrata in possesso del SorellaBaderla tout court su Twitter, torno da voi con il post pretenziosamente serio, che tenta di dare un tono a questo blogghino del cazzo.

Sarò breve, ché non intendo tediarvi troppo.

8 marzo, festa della donna.
Festa di cosa, esattamente? 

Il giorno in cui i simpatici maschietti ci concedono di sbracare come loro fanno 364 giorni l'anno? (Il numero 365 ce lo concedono carinamente per poi tenerci al palo il resto dell'anno, ovvio). Per carità, ognuna é libera di fare come crede: ma non vi sentite umiliate nel poter vedere uno strip maschile solo l'8 marzo e non anche, che so, il 3 di agosto?

La parità non é questo. 
La parità é avere le stesse opportunità sul lavoro, la stessa retribuzione.
La possibilità di avere un figlio senza venire penalizzate.
Non l'uscire con le amiche una sera all'anno.
E non una qualunque. Una data prefissata.

Paritá sará quando gli insulti a una donna non toccheranno l'aspetto fisico (vero?) o il celebre "vai a fare l'uncinetto" (ri-vero?) se gli parli di 4 tattici e scarico sull'angolo scoperto perché non si hanno argomenti autentici da opporre.
Che intendiamoci, io saró pure un "cesso inchiavabile" (cit.) - de gustibus non est disputandum - ma sarei davvero curiosa di vedere cosa vi mettete nel letto voi.
E la locuzione cosa non é messa lì a caso..

Ma d'altra parte, cosa ci possiamo aspettare?

Vorrei ricordarvi alcune date significative della storia italiana:
1975: la nuova Legge sul divorzio abolisce la potestà maritale e modifica la patria potestà in potestà genitoriale. 
1978: approvata la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza, legge ancora oggi messa in discussione.
A proposito, cari medici che praticate la nobilissima arte della obiezione di coscienza.
Liberissimi di farlo, intendiamoci, ma stipendiati da una struttura confessionale. Se volete uno stipendio pubblico, pagato con le MIE tasse, fate la cortesia di adeguarvi alla normativa vigente.
Oppure, fuori dal cazzo 
1981: abrogato il delitto d'onore.

1975, 1978, 1981.
Non la preistoria, e si vede.
Nel modo di pensare, nel modo di agire..

Ci avevo già parlato di "Processo per stupro", il primo documentario in materia mandato in onda dalla rai.
Un film nato sull'onda di quanto emerso al Convegno Internazionale sulla "Violenza contro le donne": ovunque nel mondo, quando aveva luogo un processo per stupro, la vittima si trasformava in imputata. 

In un'intervista rilasciata nel 2007, Tina Lagostena Bassi - difensore di parte civile nel processo - sottolineò come la trasmissione in tv del documentario fu sconvolgente per gli spettatori perché si dava evidenza a come gli avvocati che difendevano gli accusati di stupro potevano essere altrettanto violenti nei confronti delle donne: inquisendo sui dettagli della violenza e sulla vita privata della parte lesa, puntavano a screditarne la credibilità e finivano per trasformarla in imputato. 
L'atteggiamento mentale che emergeva in aula era che una donna "di buoni costumi" non poteva essere violentata; che se c'era stata una violenza, questa doveva evidentemente essere stata provocata da un atteggiamento sconveniente da parte della donna; che se non c'era una dimostrazione di avvenuta violenza fisica o di ribellione, la vittima doveva essere consenziente

Tanto per gradire, ecco qui l'arringa dell' Avv. Angelo Palmieri, uno dei difensori degli imputati:

"La violenza c'è sempre stata [...] Non la subiamo noi uomini? Non la subiamo noi anche da parte delle nostre mogli? E come non le subiamo? Io oggi per andare fuori ho dovuto portare due testi con me! L'avvocato Mazzucca e l'avvocato Sarandrea, testimoni che andavo a pranzo con loro, sennò non uscivo di casa. Non è una violenza questa? Eppure mia moglie mica mi mena. È vero che siete testimoni? Siete testi? E allora, Signor Presidente, che cosa abbiamo voluto? Che cosa avete voluto? La parità dei diritti. Avete cominciato a scimmiottare l'uomo. Voi portavate la veste, perché avete voluto mettere i pantaloni? Avete cominciato con il dire «Abbiamo parità di diritto, perché io alle 9 di sera debbo stare a casa, mentre mio marito il mio fidanzato mio cugino mio fratello mio nonno mio bisnonno vanno in giro?» Vi siete messe voi in questa situazione. E allora ognuno purtroppo raccoglie i frutti che ha seminato. Se questa ragazza si fosse stata a casa, se l'avessero tenuta presso il caminetto, non si sarebbe verificato niente."

Agghiacciante? Certo.
Ma é davvero tanto diverso dai commenti che sentiamo oggi?

1979.. 2015. 
Esattamente di che parliamo? 

21 dicembre 2014

L'importanza di essere Franco

.. Che sarebbe la traduzione piú corretta de "The importance of being Earnest".
Che cazzo vuol dire "L'importanza di essere ERNESTO?? Che minchia di doppio senso ha il vocabolo Ernesto che possa giustificare il vederlo preferire a FRANCO?
Franco come Franco Bomprezzi.
Hanno scritto in tanti, ho deciso di scrivere anche io.
Sapevo come stava. Mi aveva chiamato un paio di settimane fa, raccontandomi tutto. Era convinto di farcela anche stavolta. Lo confesso, per la prima volta non gli avevo creduto del tutto. Di certo, non pensavo sarebbe andato via cosí presto, lasciando un vuoto incredibile.
Oggi, a salutarlo, c'erano i suoi mondi: la disabilitá, la politica (ma era troppo perbene, lui, per fare politica) e il calcio.
Tutti, rigorosamente, con la sciarpa nerazzurra come il dress code autoimposto richiedeva. 
Perché era giusto cosí.
Durante la funzione ho fatto una cosa che raramente mi capita: ho cantato. 11 anni dalle suore lasciano il segno: le sapevo tutte! La cosa incredibile era che sapevo giá che avrebbero cantato quelle, anche se non me lo aveva detto nessuno.
Franco mi aveva convinta ad adottare Ofelia (sotto sotto credo sperasse in un matrimonio combinato tra Ibra e la mia pelosetta) e mi aveva presentato una delle mie amiche piú care: non lo ringrazieró mai abbastanza per questo.
La cosa strana, nella nostra amicizia, é che mi aveva cercata lui, perché gli piaceva il mio modo di scrivere, apprezzava le minchiate che buttavo - e butto giú - di istinto, senza troppi fronzoli né ghirigori.
Sosteneva che il mio linguaggio scurrile fosse una forma perfetta di dono della sintesi, una bottiglia di coca cola.
A maggior ragione, da ora innanzi, non osate piú lamentarvi della volgaritá dei miei scritti.
Ero, sono onorata di essere sua amica, che lui mi considerasse tale.
Perché lo vedevo come uno importante, un pezzo grosso. Uno ascoltato, stimato.. Fammmmmoso. Una persona cosí che chiede l'amicizia a una cazzara come me?

E lo avevo anche trascinato nel loop del basket: dopo una partita dell'Olimpia in cui era stato ospite e si era divertito moltissimo ne era diventato tifoso. Ci eravamo ripromessi di ritornare insieme al Palazzo. Non c'é stato tempo ma la foto con Langford rimarrá un bellissimo ricordo. 

Cosa non dimenticheró mai?
La visita alla Pinetina, anno di grazia 2012, una settimana dopo l'adozione di Ofelia.
Invitati dall'Inter in quanto blogger di riferimento, ci rechiamo ad Appiano, non senza aver sbagliato strada (il Franco mi si é distratto) e avere imprecato nel traffico.
Il terreno é scivoloso, ha nevicato ma Franco avanza sicuro sulle sue due ( piú due) ruote.
Un inserviente della Pinetina si preoccupa abbestia, cazziandomi perché lo avevo lasciato solo, probabilmente convinto che fossi la badante.
Ma Franco badava benissimo a se stesso da solo. 

Solo che, da allora, abbiamo iniziato a scherzarci sopra e sono diventata Svetlana, la badante ucraina del signor Franco.

Signor Franco che ha avuto il privilegio di veder l'Inter demazzarrizzata. E la sua ultima Inter, vincente.
Il signor Franco. 

Franco che domani, nel suo stadio, verrá onorato come merita.
Franco, che ha permesso a tanti disabili di poter assistere alla realizzazione di un sogno: assistere alla Finale di Champions League del 2010, obbligando la Uefa e il Real Madrid a ripensare gli spazi a loro destinati.
Gli rispose direttamente Marchetti, deus ex machina delle competizioni UEFA (mica cazzi) per assicurargli che il Bernabeu e Madrid sarebbero stati pronti per accogliere anche i disabili. E cosí fecero, seccando almeno un centinaio di posti a pagamento e rivoluzionando la viabilitá nei pressi del Bernabeu.
Dove lo troviamo un altro cosí?

Però cazzo, Franco! Io ti avevo esplicitamente detto che non potevi morire prima di vedere i gobbi radiati e noi nuovamente sul trono di tutto. Come hai osato contraddirmi?

Svetlana

6 dicembre 2014

Una partita che non è come le altre

Domani si gioca Inter-Udinese.
Per me non é una partita come le altre oramai da un po'.
No, non staró a tediarvi con la storia della squadra schiava della baldracca di Venaria, e nemmeno del fatto che sulla sua panca - oggi - siedono due personaggi che stimo moltissimo e che mi hanno fatta sentire fiera di essere interista.

 

Il Drago, qui con il mio pc portatile quando ho avuto la fortuna di intervistarlo, si é confermato quello che é. 
Semplicemente un mito. 


The Sverginator é davvero tanto interista e non meritava un sinile trattamento. É successo, non ho mai sentito parole che non fossero comunque di affetto per noi. Anche in questi giorni.
Detto questo, Strama, non sognarti nemmeno di uscire dal Meazza con mezzo punto. Chiaro?