lunedì 29 ottobre 2012

Gobbi are back (all right)

Sono tornati – secondo me non se ne erano mai andati – nella maniera più clamorosa possibile.

Voi, miscredenti che mi davate della visionaria di fronte al mio complottismo.

Voi che avete dovuto vedere i gobbi pareggiare in Champions con il Nordistokazzenland per realizzare che “forse” in Italia c’era qualcosa che non andava.














Si voi.
Che mi dite adesso?


No, stronzi.

Col cazzo che vi faccio salire sul carro.

State giù.

E no.
Non potete salire nemmeno su quello di Stramaccioni.
Nè su quello di Handanovic.

Nè su quello di Palacio.
Nè su quello di Ranocchia.
Nè su quello di Mudingayi.
Nè su quello di GianGesù.
Nè su quello di Coutinho.
Nè su quello di Gargano.
Nè su quello – ma si dai! – di Cassano.

Piuttosto stampatevi l’allegato Santino di Sorella Baderla e veneratelo fino a consumarlo.



Ok. Perdonate la digressione, e torniamo al vero delitto della domenica.


No, di Scariolo vi parlerò un altra volta.

E no, non è il gol di Ranocchia da annullare per un fallo di Palacio non si sa dove e non si sa perchè e di un Inter dominata dal bologna nei deliri di diamanti.

Il vero evento è che i gobbi sono riusciti a far bestemmiare Legrottaglie (dopo averlo spacciato per un calciatore).

Siccome mi piace vincere facile, partiamo dal magico mondo di mario, che ci propina delle interessantissime perle..

Perfetto secondo episodio dell’elegia mafiosa che già ci aveva proposto..

[...]

3) Quello sul gol di Bergessio non è stato un errore arbitrale normale, un fuorigioco visto o non visto come ne capitano ogni domenica, compresa questa. Il paradosso è che l’arbitro aveva subito deciso correttamente, aveva dato il gol. Sono stati gli altri arbitri a portare dubbi e a iniziare una discussione in diretta fino alla decisione finale. In sostanza è la prima volta che una discussione tra arbitri porta al ribaltamento di una decisione corretta già presa.

Nossignore! Come dice giustamente il presidente del Catania, Pulvirenti: "Il gol di Bergessio lo ha annullato la panchina della Juventus. Il guardalinee lo aveva dato".

Il
guardalinee
lo
aveva
dato.

Sissignori.

Il guardalinee, il vero deputato – come da regola n.11 – a segnalare il fuorigioco corre verso il centrocampo.
Non sono stati “gli altri arbitri”.
E’ stata la panchina della j**e a chiedere di rivedere l’azione.
E chi si è preso l'incombenza di valutare la fondatezza delle proteste dei pigiamati?
Naturalmente rizzoli. Il giudice di linea.

Rendiamoci conto.
Come cazzo fa, un giudice di linea, a decretare un fuorigioco?
E stiamo parlando di rizzoli.
Sempre lui.
Quello della finale di Supercoppa, per intenderci.

4) La discussione in diretta televisiva mi sembra una prova di innocenza. Parlare su un microfono, lasciare tracce televisive, significa assumersi la responsabilità di quello che si fa. Fosse stato in malafede, Gervasoni avrebbe potuto subito annullare il gol per fuorigioco. Sarebbe stato un errore, ma sarebbe rimasta un’interpretazione personale. Non avrebbe procurato più danni di così. Ora è un sistema a entrare in crisi, un’intera organizzazione. Nessuna banda criminale discute in tv su come comportarsi durante il furto.

Oh, certo.
Peccato che parlino coprendosi la bocca.
E un arbitro in buona fede, consentitemelo, non cambia idea per le proteste di una panchina con il guardalinee che ha già convalidato il gol.
Che poi, il modo migliore per non farsi beccare è proprio fare le cose alla luce del sole.

5) Si tratta molto più di modestia che di malafede. Non abbiamo arbitri disonesti, abbiamo arbitri modesti. I danni sono gli stessi, solo forse più curabili.

No certo.
Quelli condannati/rinviati a giudizio a napoli sono stati tutti sospesi. Tipo rocchi vero?
Ah già. No.

6) Vincere aiuta a vincere. Non c’è dubbio che la Juve dopo il gol di Muntari abbia vissuto una migliore stagione nei confronti degli arbitri.

Prego?

Ovvio che se rubi aumentano i punti in classifica.
Ma a me hanno insegnato che si deve vincere onestamente..

7) Credo più nel calcio giocato che in quello degli arbitri. Do agli arbitri il diritto alla sudditanza che abbiamo tutti noi nei confronti dei potenti. Ma è giusto chiedere da parte loro prestazioni migliori.

Sudditami sta minchia, zerbino.

8) Non fate degli arbitri il lavandino del campionato. Molte squadre sono indietro perchè sono semplicemente inferiori, non perchè sono discriminate.

Eccolo qui.

Avversari inadeguati > Gobbi forti > Arbitri ininfluenti
Vi ricorda nulla?
La perfetta applicazione del teorema moggi.

Splendidi anche i giornalisti filogobbi.

Vi segnalo uno zuliani in formissima, su twitter.



A parte che ci vuole un po’ di fantasia a credere che quel coso oblungo sia il piede di Bergessio (a me sembra più quello del difensore gobbo, vista la posizione. Per il giocatore del Catania, pronto a scattare, una extrarotazione di ginocchio e caviglia mi pare alquanto innaturale).

E la foto qui sotto, conferma le mie ipotesi.




OPS!

Per non parlare del fuorigioco con il quale segna la j**e.
A noi, per molto meno e sempre a Catania, ce la fecero a fatte per mesi..


E qui mi devono spiegare, avendo segnato un solo gol, in che modo avrebbero comunque vinto.
E’ molto interessante questa teoria..
Molto..

Quando poi apri le testate straniere e ti rendi conto che tutti, nessuno escluso, sono schifati per quanto accaduto a Catania pensi che forse monociglio – l’aspirante riformatore – avrebbe dovuto cominciare le riforme da qualcos’altro che non fosse la regola del fuorigioco.

Così eh, a naso..

Se poi un bookmaker come Paddy Power decide di pagare agli scommettitori la vittoria del Catania secondo il principio del Justice Payout – prima volta in Italia – ti rendi conto che davvero siamo lo zimbello di chiunque.


E le parole dei vertici del nostro calcio non fanno che avvalorare questa tesi..

Sentiamo l’illustrissimo presidente del CONI, gianni petrucci: "Gli errori ci sono stati, è sotto gli occhi di tutti, e ci saranno sempre. Ma tutti dovrebbero accettarli, stare più zitti e ritirare le denunce fatte".

A rispondergli ci pensa proprio il presidente del Catania, prima che a qualcuno venga in mente di accomunarci con quello schifo in relazione alla partita di domenica scorsa (che avremmo vinto comunque 2-1, classifica alla moviola docet): "L'errore accaduto con l'Inter la settimana scorsa è una cosa normalissima, che può succedere e che accetto. Ma quello di ieri no perché lo avevano dato giustamente, per poi cambiare idea. Se avessero sbandierato il fuorigioco avremmo detto che era una decisione sbagliata e addio. Il comportamento della panchina bianconera non è accettabile".

Ecco. Questo è il calcio italiano.

Questa è la sua credibilità, ben descritta dal mio amico Stefano Massaron nelle sue pagelle:

Credibilità del calcio italiano 0 — Siamo seri per un attimo, anche se queste pagelle di solito non lo sono (è che non ho tempo, ora, di scriverci su l’articolo che vorrei): quello che è successo ieri a Catania è l’epitaffio definitivo sul calcio italiano. Da quando ho memoria, non avevo mai, dico mai, visto un gol regolare fatto annullare da una panchina. Quanto accaduto ieri al Massimino è la definitiva pietra tombale sulle illusioni dei pochi (io non sono mai stato tra questi) che avevano sperato che Calciopoli fosse stata una pulizia vera e non una rinfrescatina di facciata. Ed è colpa (anche) nostra: abbiamo permesso loro di rispolverare l’arroganza, di esaltare il reato sistematico, di rivendicare vittimisticamente il diritto di essere al di sopra di ogni legge, di ogni regola e di ogni convenzione. Quelle tre stelle esibite a bordocampo sotto gli occhi di una Federazione complice e imbelle, debole e ridicola, sono uno schiaffo ai milioni di persone che, ogni giorno, si appassionano a uno sport che non meriterebbe più nemmeno uno sputo distratto e sprezzante. Ormai è troppo tardi: invece di cancellarli dalla faccia dello sport come avrebbero meritato, nel 2006 li abbiamo mandati soltanto in serie B, permettendo poi la creazione di un martirio senza alcuna giustificazione, e adesso ce li ritroviamo qui ancora, esattamente dove ci avevano lasciati nel 1998 e nel 2002 e nel 2004 e nel 2005, e prima ancora nel lustro ’94-’98 con il doping, e prima ancora con il gol di Turone, e prima ancora con Sivori che segna sei gol contro i primavera, e poi mi fermo qui perché l’elenco è disperatamente infinito. Ce li ritroviamo ancora qui, con il loro codazzo di clientele giornalistiche e i loro vittimismi berlusconiani di ladri e criminali che si ergono a paladini morali di un’Italia allo sfascio. Li hanno voluti indietro, e loro sono tornati. Più arroganti e svergognati di prima.

KILL THEM ALL