lunedì 21 maggio 2012

Dagli allo Wesley

Sembra il titolo di un film.

Invece è vero.

Lo sport nazionale dell’interista medio, oltre al martellamento dei coglioni e all’insulto sistematico dei nostri e alla contemporanea elevazione di oscuri figuri al soglio di fuoriclasse (finchè non vengono accostati ai nostri colori, of course!) sembra essere il kill-the-Wes!


Prendo spunto da quanto letto su Twitter sabato, ma il discorso è molto più generalizzato.

Ribadisco in primis un concetto: la traduzione di qualsiasi pezzo – articolo o intervista che sia – è importantissima. Non va fatta a cuor leggero e non è una cosa facile e scontata.

Le parole vanno pesate alla gradissima: una sfumatura piuttosto che un’altra può compromettere il senso originario della frase.

Volete una prova?

Ecco qui.

Titolo: Il vice di Deschamps: "Inter? Occhio ai trucchetti..."

E nel testo.. E' una squadra molto forte sul piano tattico: possiede molti giocatori pieni d'esperienza e sanno usare i trucchetti appena possono

Vediamo cosa dice la Treccani alla voce “trucco”.

a. Inganno, artificio, espediente abile e astuto con cui si riesce a far vedere una cosa per un’altra, a nascondere o falsare la realtà, a fare giochi di destrezza e di prestigio: i mille t. dei prestigiatori, dei cosiddetti «maghi»; scoprire, svelare il t.; il t. c’è ma non si vede (frase proverbiale, ripetuta spesso anche in senso estens.). Più genericam., inganno, astuzia: i t. dei ciarlatani; mi pare strano che costi così poco, ci dev’essere sotto qualche t.; con un t., riuscì a entrare senza pagare il biglietto.


◆ Dim. trucchétto e trucchettino, solo nel sign. 1 a: un trucchetto da illusionista da strapazzo; questi trucchetti non mi piacciono: cerca di agire correttamente.

Detta così, sembra che ci stiano dando dei bari, dei disonesti o poco ci manca.
Infatti, l’articolo viene linkato da una sequela di interisti indignati per le parole offensive del vice del gobbo in pectore.

Peccato che la versione originale fosse una sequela di soli complimenti, all’Inter.

"C'est un club qui a gagné la C1 en 2010. C'est pas si loin que ça. C'est une équipe en place tactiquement. C'est un monument du football européen. On a des atouts, mais en face de nous on a des joueurs qui sont depuis longtemps sur le panorama européen. Ils ont une expérience largement supérieure à la notre. C'est une équipe bien organisée, il y a peu d'espaces entre les lignes. Ils savent ruser quand il le faut... Ça reste jouable sur deux matches. Il faut que l'on soit à notre meilleur niveau pour rivaliser."

Tralsciando il resto del testo che è sufficientemente comprensibile anche ad un non-francofono, focalizziamoci sul punto in cui Monsieur Stéphan dice che i giocatori dell’Inter “savent ruser”.
Espressione che andrebbe tradotta con “conoscono i trucchi del mestiere” che è una cosa un tantino diversa dal dispregiativo “trucchetti”.

Ah! Poi, che la traduzione sia stata fatta da un madrelingua non vuole dire assolutamente nulla.

Essere madrelingua è - o dovrebbe essere - la conditio sine qua non per poter fare una traduzione. Ma non è sufficiente. Non significa saper tradurre.

Posso presentarvi una vagonata di madrelingua italiani che scrivono come dei boscimani (cit.) e hanno un vocabolario così limitato che “otorinolaringoiatra” diventa “otorino alla ringoiatra”.

No. Non è uno scherzo.
L’ho letto davvero.
E l’ha scritto una persona in possesso di laurea.
In lingue.

Questo per incorniciare il contesto.

Veniamo al vero motivo del contendere: la clamorosa (!!!) intervista in cui Sneijder "vuota il sacco" dichiarando di non aver giocato a roma non perchè infortunato ma perchè la qualificazione alla Champions, dopo la sconfitta di Parma, era andata.

La sintesi qual è?
Sneijder “ho finto un infortunio per non giocare, in vista degli Europei”.
E dagli al linciaggio.

Ora, non mi metto a fare la tignosa sulla traduzione.
E nemmeno su titoli, sottotitoli e quant’altro.
E neppure sui tagli al testo completo - che manco l’orchestra di Vessicchio ad Amici - perchè da una parte leggi un pezzo, da un’altra scopri che ha detto anche altro.
Magari, per dire, scopri che la sua priorità era comunque e nonostante tutto il derby, dopo parma.

Non importa.
Oggi andiamo sulla sostanza. Perchè anche nelle versioni circolate nel w.e. due frasi appaiono comunque molto chiare:
"Avevo sentito un dolore leggero. Era meglio quindi non giocare, in modo da essere in buona forma per la nazionale".
"Il mio obiettivo primario era essere pronto per gli ultimi match con l'Inter. Mi sono preparato per una serie di sette partite, con l'idea di vincerle tutte perchè in questo modo avremmo potuto raggiungere il traguardo Champions League. Siamo andati bene fino alla partita di Parma. Quando abbiamo perso lì, all'improvviso, tutte le speranze sono svanite. Volevo il derby, ma poi il mio obiettivo è diventato l'Europeo. Non c'è nulla di strano in questo. Ho parlato con Moratti e Stramaccioni, è tutto ok. Ora sono pronto al 100%...".

In sintesi: per precauzione – e visto che l’obiettivo Champions era onestamente una speranza ridotta al lumicino con la sconfitta di Parma – in accordo con allenatore e società Sneijder è stato tenuto a riposo, al fine di preservarlo da un eventuale infortunio che avrebbe potuto compromettere la sua partecipazione agli europei.

Mi spiegate che cosa c’è di così mostruoso?
Per una volta che la società fa una mossa ponderata ed intelligente le si dà addosso?
Quale sarebbe il problema?
La mancata qualificazione in Champions? Perchè con Wes in campo avremmo vinto vero? Peccato che l’Udinese a Catania abbia fatto 3 punti...

Ora. A me stanno sul cazzo le amichevoli delle nazionali. Le abolirei.
Mentre non capisco i giocatori che si spremono per delle partite inutili nel corso dell’anno, diverso è l’approccio per le massime competizioni internazionali.
Partiamo anche dal presupposto che volenti o nolenti, per i calciatori – giustamente dal loro punto di vista – contano.

L’operazione-Sneijder, se così la vogliamo chiamare, si colloca in questo contesto.
E soprattutto in quello che viene denominato “gestione delle risorse”.

Il prossimo anno NON faremo la Champions.
Per la prima volta, dopo due anni, Wesley dice CHIARAMENTE che all’Inter sta bene, che vuole rimanere, loda l’allenatore.

Wesley Sneijder che pure la stampa di regime, oggi, indica come centro del progetto (progetto, non progggetto di LuisEnriquiana memoria) anzichè come partente.
Wesley Sneijder, probabilmente l’unico fuoriclasse under 30 in squadra, è un patrimonio da tutelare.
Non da mandare al macello per una minchiata col rischio che si inacidisca e decida che, anzichè l’Europa League, vuole disputare la Champions altrove.
E se “tutelarlo per trattenerlo” significa consentirgli di riposare per precauzione, in accordo con allenatore e società, al fine di non compromettere la sua partecipazione ad una competizione alla quale tiene perchè non farlo?

Me li vedo, i soloni, fare i team manager e dirgli “No, stronzo. Della tua nazionale fotte sega. Tu giochi e basta. Se poi ti fai male e non fai gli Europei, non è un problema mio”.
Si, si.
Io, per molto meno, ho chiesto il trasferimento ad altra divisione.

E’ un do ut des.
Concedo qualcosa affinchè tu mi dia il massimo.
Funziona così.
I patrimoni vanno tutelati, non buttati nel cesso.

E invece..
Wesley sta troppo su Twitter (ci sto anche io e vi garantisco che la mia produttività è invariata).
Wesley mette la pic profile con la maglia dell’Olanda.
Wesley rifiuta di giocare.
Wesley finge gli infortuni.
Wesley qui.
Wesley là...

Sembra la gara a rompergli i coglioni e a renderlo inviso ai tifosi.
Tifosi che spesso ragionano di pancia e non si fermano a riflettere. Anche perchè – troppo spesso – non sono aiutati da titoli sensazionalistici e contenuti insinuanti.

E mi chiedo, con gli occhi che sanguinano, perchè?

Poi mi fermo. Rifletto e mi dico.. Niente niente tutto 'sto astio perchè lui si tromba Yolanthe?