lunedì 4 marzo 2013

Le ultime parole famose..

..ovvero quando le partite durano 90 minuti più recupero.

Era un pomeriggio strano, ieri.
Presagi pessimi.
Strane ansie miste, però, a una stranissima tranquillità.
Rotta dal vorticoso girare di ovaie generato dai commenti su twitter post ufficializzazione delle formazioni.

Dimentichi del fatto che si gioca in 11, che l'allenatore vede i giocatori tutta la settimana e non solo sulle tabelline del Fantacalcio, i tattico strateghi tecnico teorici si scatenano.

Perchè Ciccio si e Tato no.
Perchè non lascia in tribuna Falloppio?
Ma dai, Sparapacchio dall'inizio, ma come fai?
Deve giocare Cippirimerlo (salvo poi lamentarsi se quest'ultimo, dopo averle giocate TUTTE, inciampa nella lingua).
Non dovevamo mandare in prestito Gaudiello (molto meglio massacrarlo a San Siro al primo errore, anzichè fargli fare esperienza giocando con continuità).

Sostituite i nomi di fantasia con giocatori assortite dell'Inter e avrete il quadro del pre-partita di ieri.

Così, complice Sky che non mi fa vedere l'Inter (rivista con calma in registrata), decido di guardarmi uno spettacolo altrettanto spaventoso, che giaceva da un po' sul MySky..


..lasciando al mio prode Aifon il compito di aggiornarmi sugli eventi di catania.

A fine primo tempo siamo sotto di due gol.
Fico!

Decido scientemente di non leggere nulla.
Anche perchè so già cosa leggerei.

Nella mia testa bacata, però, penso che le partite durano 90 minuti e che, in fondo, un gol ogni 15 minuti è fattibile.

Ricky er moviola mi anticipa nettamente, mettendola al 7' (a proposito, sempre onore ai coglioni che dimostra, nonostante gli insulti che si becca appena scende in campo. Lecito non apprezzare un giocatore, insultarlo molto meno. Del tutto fuori luogo offendersi se qualcuno te lo fa notare. O è il contrario?).

Jack Nicholson va fuori di testa e arriva il 2-0 del Trenza (vi ricordo che la mia pelosetta si chiama Ofelia Trenza de Palacio: perchè io sono veggente. Anzi, ho la luccicanza).

Sputo il budino quando arriva la notifica del 3-2 in pieno recupero. Credo che Ofelia abbia pensato "almeno fosse fatto col Parmigiano.."

A questo punto finisce il film, giusto in tempo per beccarmi Strama su Sky1, vedere i gol e tentare di capire come faccia a rispondere a certe domande idiote senza mandarli tutti a fare in culo.

Poi mi preparo per l'altro match del giorno: Milano - siena con annesso incontro ravvicinato col moggi del basket. minucci caro, è sempre un piacere accoglierti come meriti al Forum!

Ma non divaghiamo.
Mentre attendevo l'inizio della partita, mi sono messa a leggere a ritroso i commenti sul match, ovviamente a fine primo tempo.
Dai de profundis a Strama, agli insulti in libertà.
Il campionario della disperazione, misto alla solita - incomprensibile - goduria tafazzista del "io lo avevo detto".
Taccio per pietà di quelli che, a 40 anni suonati, se la prendono perchè hanno gli amici gobbi e bbilanisti che li pigliano per il culo.



E anche dopo, il tafazzismo impera a fronte di "ma", "però", "si, vabeh!".
Ora, vista a freddo la partita, visto il campionato è da secoli che mi sgolo dicendo che MOLTE cose non vanno.

Ma da questo al suicidio di massa ce ne passa.
Sembra che sia questo sottile concetto a non passare: tra il "tutto bene" e il "tutto una merda" c'è un intero mondo di concetti.

Poi certo, se Moratti non dice nulla, Strama se ne andrà.
Se il presidente lo conferma, mettendo in chiaro anche e soprattutto le responsabilità dei giocatori viene messo comunque in dubbio. Perchè il tafazzista "teme" (ma sotto sotto ci spera per poter dire "io lo avevo detto") che sicuramente ha già deciso di lasciarlo a casa.

Ora, vorrei soffermarmi sul concetto del "giudizio a caldo".
Premesso che una stronzata rimane una stronzata e che no, il dire "è una mia opinione" non basta (e se fosse, questa opinione dovresti mantenerla anche a freddo, se davvero è una OPINIONE e non la prima minchiata che ti è partita dai polpastrelli) è interessante vedere come la tastiera sia il perfetto lubrificante del pensiero ad cazzum.

Succede qualcosa?




L'opinionista emette la sua sentenza.
Fa niente se poi deve passare il resto della sua vita a girare frittate con giustificazioni puerili o a dire l'esatto opposto.
Lui lo deve dire.

Se poi, però, dopo 45 minuti lo piglio per il culo non si può lamentare.
Scrivere significa esporsi. Prima o poi so che mi beccherò una querela da qualcuno ma tant'è. Ho già un avvocato pronto.

Per la cronaca: io non scrivo MAI durante le partite (ho fatto eccezione per i bimbi contro il Neftçi, in casa, vista l'inutilità del match).
Mi devo concentrare. Spesso, poi, stacco perfino il telefono proprio per non essere disturbata.

Al di là dell'inrtriseca idiozia di molte persone, credo che il problema sia la democrazia da tastiera.
L'immediatezza dell'online, dove basta digitare la qualunque e cliccare "send" o simile è uno strumento meraviglioso da una parte ma molto pericoloso (soprattutto per la propria reputazione) dall'altra.
Ora, non dico che l'uso del web andrebbe limitato (Ok, si. Ma solo perchè sono una snob di merda) però bisognerebbe limitare l'uso che si fa dei propri polpastrelli, fermandosi un attimo a riflettere e a rileggere prima di scrivere giudizi definitivi (riprendetevi i commenti alla sostituzione di Benassi contro la roma, per esempio).

Non ci credete?
Ve lo dimostro.

Ho lavorato per diversi anni in una società 100% online.
Rispondevamo via mail anche ai reclami.
Ordunque, a parecchi reclami respinti corrispondevano delle simpaticissime email di insulti, scritte senza riflettere.

Pensateci bene.
A doverlo fare a mezzo raccomandata, chi di voi si prenderebbe la briga di: scrivere sul PC la risposta carica di insulti, stamparla, imbustarla, andare in posta, compilare il talloncino della raccomandata e spedirla?


E magari rispondere il tribunale, a seguito querela per ingiurie da parte della controparte "eh, ma questa era la mia opinione"?