lunedì 2 aprile 2012

Napoleone Stramaparte



E’ cambiato il manovratore ed è cambiata anche la musica (quasi cit.).
E questo è bene.

Cronaca di una domenica fuori dall’ordinario, iniziata la sera prima con la mia perversione preferita: il serale di Amici della Defi.

Domenica fuori dall’ordinario, dicevo..
Primo capolavoro, recidermi la retina dell’occhio con una lente a contatto che ha pensato bene di rompervicisi, nell’occhio.
Ne manca un pezzo all’appello. Non so dove sia finito.
Spero di metabolizzarlo o di piangerlo al momento più opportuno, stile Madonnina di Civitavecchia.

Dopo avere carbonizzato un toast, segue il capolavoro: lo smokey da stadio.
Sono o no un’artista?





Quando avrò anche queste ciglia finte sarà perfetto.













Poi via! Sul bolide della mia socia.
Nuovamente unite dopo tanto tempo.

E ora veniamo al succo vero della giornata.
Inter – genoa 5-4.
Si vede che si è ricomposta la catena. In altri tempi, l'avremmo persa.
Una partita ricca di emozioni, vibrante.
Primo tempo visto fianco a fianco con Faraoni e i ragazzi della Primavera (grazie Mauro!).

(C) Ale




















Ecco. A sto proposito. Davide, sei davvero taaaanto caruccio ma c’hai proprio dei gusti demmerda!
Non solo.
Non ha evocato il nome di Milito come richiesto dallo speaker. In più, al terzo gol non si è alzato.
E’ in evidente rotta con la squadra.
E’ crisi Inter.
Dai, incartacozze, guardate che bel piattino polemico vi ho servito.

Dicevo. Gran partita.
Ricca di imprecazioni contro il modesto valeri, il cui ingresso in campo ha cambiato le sorti del match in favore del genoa.
Troppo poco, tuttavia, per battere quest’Inter.

Risultato a parte, comunque, partita tutto sommato tranquilla lato difesa.
Al di là di un forcing iniziale del genoa culminato in 4 calci d’angolo quasi consecutivi, l’Inter piazza 3 biglie alle spalle del billy idol bolso senza troppa fatica.
Milito, Samuel, Milito.
E finalmente, si vedono degli schemi.
Assai evidente su un corner, con la battuta di Chivu che avrebbe meritato miglior sorte.
Mi sono quasi commossa.

Ho visto una squadra con una iniziativa, una identità.
Il gol del genoa nasce da una carambola davvero sfortunata.
Insomma. La classica botta de culo.
Un bel primo passo.

E la curva ci suggerisce il secondo.



















Ecco, Massimo.
Come dico da secoli, sarà il caso di fare un po’ di pulizia e prendere gente valida? Capace davvero?
Anche solo per avere la linea donna delle maglie da gara.
Ieri avevo la maglia da Stramaccioni, quella nera da allenamento.
Una S da uomo.
Mi faceva da vestina.
Sembravo il nano Bagonghi, checcazzo!

Ottimo esordio di Guarin che conferma in pieno la buona impressione che avevo avuto di lui.
Gran fisico, corsa, velocità, piedi buoni e grinta.
E non è neppure al 100% della forma.
Non solo.
Si procura un rigore e, oltre a subire fallo, abbatte pure l'avversario.
IDOLO assoluto.

E veniamo invece alla nota dolente.
L’arbitraggio.
A parte che valeri potrebbe evitare di andare dal parrucchiere di frey a farsi le mèches, anzichè perdere tempo dal coiffeur farebbe meglio a darsi una lettura al regolamento (e con lui parecchi telecronisti..).

Nel dettaglio.
Il primo rigore, su Zanetti. Ridicolo.
Il capitano salta guardando il pallone. Per la dinamica dei corpi NON SI PUO’ saltare con le braccia dietro la schiena. Il cross di sculli impatta all’altezza del bicipite, parte impossibile da nascondere.
Stante la distanza ravvicinata è evidente l’involontarietà del tocco.

E come recita la regola n.12 “il fallo di mano implica un contatto volontario tra il pallone e la mano o il braccio di un calciatore.
Per stabilire la volontarietà, l’arbitro deve prendere in considerazione i seguenti criteri:
• il movimento della mano in direzione del pallone (non del pallone in direzione della mano);
la distanza tra l’avversario e il pallone (pallone inaspettato);
la posizione della mano, che non implica necessariamente che ci sia un’infrazione

e se ciò non bastasse, ecco cosa suggerisce la “Guida pratica AIA”.

4. A quali criteri deve attenersi l’arbitro per stabilire che un calciatore ha toccato il pallone con le braccia o con le mani volontariamente?
Deve valutare se il contatto tra il pallone e la mano o il braccio è voluto dal calciatore o se questi allarga, alza, muove o, comunque, tiene le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone.
Non deve però essere considerato intenzionale il gesto istintivo di ripararsi il viso o il basso ventre dal pallone, oppure se, per naturale effetto del movimento corporeo, un calciatore tiene le braccia distaccate dal busto ed il pallone vi urta contro, oppure se per effetto della distanza ravvicinata il calciatore non ha potuto evitare il contatto tra le braccia ed il pallone.

Se valeri, dopo tutto ciò, riesce a spiegarmi la volontarietà del gesto, gli regalo un intero blocchetto di ticket restaurant.

Non contento, il nostro ci vuole davvero convincere che lui è un figo, che non guarda in faccia a nessuno.
E così, reinventa il regolamento espellendo Julio Cesar sul, questa volta si, fallo da rigore commesso per porre rimedio ad una micnhiata di Ranoc.. EHM! Lucio.

Eh si.
Perchè Julio abbatte palacio e quindi il rigore è netto.
Ma il rosso no.
Per un cazzo.

Sempre alla regola 12, scopriamo che “Gli arbitri per decidere se espellere un calciatore per aver impedito la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete devono considerare i seguenti fattori:
• La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta;
• La probabilità di mantenere o entrare in possesso del pallone;
• La direzione dello sviluppo dell’azione di gioco;
• La posizione ed il numero dei difensori".

Bene.
La distanza gioca a favore del rosso, siamo in piena area di rigore.

Peccato che il giocatore del genoa, però, non sia più in grado di mantenere il possesso del pallone perchè se lo allunga troppo nel tentativo di saltare Julio allargandosi e, nel contempo, c’è Lucio che recupera il pallone (posizione dei difensori).

Quindi no.
Non è rosso.
Lo dico per valeri e per tutti i telecronisti che ancora non si sono presi la briga di leggersi il regolamento.
In vigore dal 2009.

Infine, siccome valeri è uomo d’altri tempi e davvero ci tiene a far vedere che non si fa condizionare dal blasone proprio per un cazzo trasforma un gamba tesa di sculli in un fallo da rigore di lucio.

3 rigori.
3 minchiate.















Non è da tutti, in effetti!

Tagliavento, a sto qui, gli fa una pippa.

Certo, mi sarebbe piaciuto vedere qualche altra squadra, non so, tipo una che somma 29 anni di galera ai propri trofei (ahahaha), beccarsi 3 rigori e un rosso assurdo al portiere in casa.
Quali sarebbero state le reazioni, dell’allenatore col gatto morto in testa e delle PI?

Aggiungo due simpatici siparietti.

Il primo con sculli.
Sono straconvinta che abbia trombato la donna ai tizi seduti davati a me.
Non si spiega, altrimenti, come mai si lanciassero contro la balaustra per dirgliene di ogni.

Il secondo col billy idol bolso.
Alle nostre rimostranze sul suo precario stato di forma – anche con la maglia XXL gli si vedono i rolli – ha fatto segno di fare silenzio.

Al che, mi è sembrato opportuno spiegargli dove poteva metterselo, il dito.

Non contento, ha sollevato la maglietta per mostrarci la sua sfavillante forma fisica, evitando tuttavia di alzare anche la canottiera.
Nera.
Che sfina.
O meglio, sfinerebbe.
Perchè si, è proprio una palla di lardo.
E le sue mèches farebbero ribrezzo pure ad una sciampista moldava.

Almeno, quando si è alzato la maglietta Forlan ho visto un addominale in grazia di Dio.
In questi tempi di magra, son cose.

E comunque, dopo ieri, sono sempre più convinta che da Madrid ci abbiano mandato LUI.



Ho trovato inoltre il mio idolo.
Una sciura bionda, non più giovanissima.
Che si lanciava in balaustra ogni trenta secondi per insultare sculli, l'arbitro o chicchessia.
Ad un certo punto, ho temuto lanciasse la borsetta contro il quarto uomo.
Era da filmare perchè descriverla davvero non si può.
Fan-ta-sti-ca!

Chiudo rispondendo al simpatico giocattolaio, che ha affermato ""E non capisco cosa avesse Moratti da esultare - sbotta Preziosi - perché 4 gol in trasferta noi quest'anno non li avevamo mai segnati ad alcuno. È stata un Inter bruttissima, gli è andata bene solo perché nel primo tempo ha trovato una squadra più lenta di lei".

Beh, enrico.
Pensa che 3 rigori fuori casa non te li ha mai dati nessuno quindi diventa anche abbastanza facile segnare 4 gol (3 rigori e una carambola di coscia, per la cronaca).
Pensa anche che la tua squadra è una delle poche che, a quest’Inter “bruttissima”, – quest’anno – ha ceduto 6 punti 6 senza nessuna possibilità di appello o recriminazione.

Non so tu, ma io - fossi in te - qualche domandina me la farei...