venerdì 30 marzo 2012

Erba di casa mia..




E come sempre, io ho ragione.

Solo che, se lo dico io non mi caga (quasi) nessuno.

Lo dice Guardiola e si scatena il dibattito.

Tanto per rinfrescarvi la memoria, da mesi vado dicendo che a San Siro c’è un terreno a dire poco indecente.

Non giorni.
Non settimane.
Mesi.


 

 











A parte qualche dichiarazione del buon CR73 la cosa è sempre passata sotto silenzio.
Finchè non se ne è lamentato l’allenatore del bar-cellona.

E qui si apre il bivio.
Perchè – ma guarda! – anche questa volta entra in campo la PI.

Si apre il dibattito sul campo?
Ovviamente no.
Anzi, il terreno sembra incredibilmente diventato un tavolo da biliardo e si accusa il Barcellona di scarso fair-play.
Che è vero, per carità.
Solo che questa, forse, non è l’occasione giusta per farlo.
E invece, con la gran faccia da culo che contraddistingue le PI, il sig. pellizzari – giusto per tirarne fuori uno a caso - ci piazza sul corsera un memorabile pezzo sul “fair-play ad intermittenza” dei catalani, riesumando perfino gli aspersores.

Quando lo dicevamo noi, ci ridevano in faccia.
Tutti ad esaltare il modello bar-cellona, i meravigliosi catalani, l’orgoglio blaugrana e via discorrendo, trattando noi come i figli della schifosa.

Interessante, nevvero.

Bellissime le acrobazie dei padroni di casa e della Uefa.

I primi ci ricordano che le condizioni generali del prato «sono state ritenute idonee sia dagli arbitri sia dai delegati Uefa nel corso del sopralluogo di mercoledì mattina».

Che poi l' AD della medesima società dichiari che "In questo campo si perdono punti e ci si fa male" immagino sia un dettaglio...

Anche la stessa Uefa ci tiene a sottolineare come il campo di mercoledì sera fosse a norma. Giorgio Marchetti, direttore delle comunicazioni, pur riconoscendo le «condizioni non ideali», spiega: «Il Meazza era praticabile, poi normale che ci sia una differenza tra campo praticabile e ideale. È un problema noto, non so se sia risolvibile nel breve tempo».

Certo.
Tutto giusto.

Vorrei solo far notare che, in base al regolamento del giuoco del calcio le cause che determinano l’impraticabilità del terreno di gioco sono le seguenti:

A) neve o fango: quando l’entità è tale da non consentire il rimbalzo del pallone ed ai calciatori di giocarlo regolarmente;
B) ghiaccio: quando, in più zone del terreno di gioco, vi sono strati di ghiaccio o di neve ghiacciata che costituiscono pericolo;
C) pioggia o allagamenti: quando il pallone non rimbalza, galleggia in più zone del terreno di gioco e quando le diffuse pozzanghere non consentono una idonea segnatura del terreno stesso;
D) vento: quando la sua intensità non permette al pallone di rimanere fermo nelle riprese di gioco;
E) insufficiente visibilità a causa di nebbia o sopraggiunta oscurità: quando l’arbitro non è in grado di vedere, da una porta, la totalità del terreno di gioco; naturalmente, compresa la porta opposta.
Qualora l’arbitro ritenga che detti impedimenti abbiano carattere temporaneo, inviterà le squadre a tenersi a disposizione per il tempo che riterrà opportuno. In caso di impedimenti definitivi, decreterà la sospensione definitiva della gara.
L’arbitro, in caso di sospensione temporanea, dovrà ricordars:di annotare il minuto di gara in cui è stata interrotta, dove si trovava il pallone all’atto dell’interruzione e come eventualmente dovrebbe essere ripreso il gioco; di avvertire le squadre, tramite i capitani, e gli assistenti ufficiali o di parte di rimanere a disposizione, fino ad avviso contrario.
Comunque, l’arbitro dovrà riferire quanto accaduto nel rapporto di gara

Quindi, miei cari, di che minchia stiamo parlando?

E’ OVVIO che la Uefa abbia considerato idoneo e “praticabile” - fate bene attenzione a questo termine - il campo.
Perchè la “praticabilità” non era in dubbio stanti i dettami del regolamento, che prende in considerazione solo le avverse condizioni meteo.

Riprendiamo e rileggiamo in questo senso le dichiarazioni del portavoce Uefa:

«Il Meazza era praticabile, poi normale che ci sia una differenza tra campo praticabile e ideale. È un problema noto, non so se sia risolvibile nel breve tempo».

Era praticabile poichè non pioveva, nè nevicava, nè c’era vento nè nebbia.
Grazie al cazzo.
Mica si sta parlando di questo.

Si parla di un terreno dal quale si alza sabbia sulle fasce (vista con i miei propri occhi a Inter-bologna), irregolare, pieno di buche, scivoloso.

A mio conforto, cito un articolo de l’équipe, che certo non potrà essere accusato di partigianeria:
Car outre l'épisode des penalties, c'est surtout l'aire de jeu catastrophique qui n'a plus au technicien. «L'Inter et le Milan méritent une meilleure pelouse. A chaque fois qu'on est venu ici, cela a été très difficile».

Di cazzo di lamenti Pep? Il terreno era praticabile.
Non ideale.
Nemmeno decente.
Ma PRA-TI-CA-BI-LE.

Quindi sei antisportivo.
Non hai fair-play se non quando vinci.
Certo.
Adesso ve ne accorgete..
Adesso che dice una cosa sacrosanta.
Quando i culè aprivano gli aspersores e ci madavano i mossos d’esquadra per arrestare Eto’o andava tutto bene.
Era Mou il piangina.
Era invidioso, antisportivo, geloso di Guardiola quando denunciava cose vere e sacrosante.
Arrivarono pensino a scansionare le foto della sua esultanza, per capire se davvero stesse festeggiando coi tifosi dell'Inter in piccionaia o volesse "provocare" i tifosi blaugrana, giustificando così la reazione di valdès. (ringrazio aldosireniomio per la rimembranza).

E’ incredibile come episodi passati sotto silenzio – come le minacce di Piqué – improvvisamente tornino buone quando sono funzionali alla prostituzione.

Ma spiegatemi una cosa, miei cari adepti del fair-play.

Se il campo di San Siro è così idoneo e praticabile, com’è che si è deciso di passare al sintetico misto?