domenica 23 ottobre 2011

Buon viaggio Sic!


Non sapevo se scrivere o no.
Per il calcio abbiamo tempo anche domani. Solo, avevo paura di cadere nella retorica.
Ma qualcosa sul Sic la dovevo dire.



Se ne è andato questa mattina, seguendo la sua passione.
Uno di quei pochi fortunati con un talento tale da portarlo a farne il proprio lavoro.
Non è da tutti.
Tanti amiamo uno sport, iniziamo da piccoli.
Pochi, pochissimi ce la fanno.
Vuoi per sfortuna, vuoi perchè serve un talento fuori dal comune per farcela.
Per arrivare lassù, tra i primi, e giocarsela coi migliori.
Lui ce l'aveva fatta. E alla grande anche!



Vedere quel casco rotolare mi ha riportato ad un 1 maggio di tanti anni fa.
Era il 1994 quando ad Imola se ne andò il più grande di tutti al termine di un week end tragico.
Iniziato con il terribile incidente di Barrichello, proseguito con la morte di Roland Ratzenberger, vittima di un'auto- la Simtek -  fuori controllo, e chiuso dalla morte di Ayrton Senna, il più grande.
Se ne andarono il novellino, che pagava per correre, e il migliore, che aveva voluto con tutte le sue forze la macchina top del momento.

Senna e il Sic.
Il migliore di sempre e uno che sarebbe potuto diventarlo.
Vittime non del rischio insito - se vogliamo - negli sport motoristici ma della più tragica fatalità.
Uno ucciso da una sospensione impazzita, l'altro da una traiettoria impossibile della moto.
Entrambi facendo quello che più amavano fare, quello per il quale avevano un talento innato, fuori dal comune, che li aveva portati a fare di una passione la prima ragione di vita.
E vi prego, evitiamo le polemiche sulla pericolosità degli sport motoristici e quant'altro.
Tanto hanno fatto per la sicurezza in questo sport. Tantissimo.
Lo sappiano quelli che ho già visto parlare a vanvera.
Probabilmente, ma questo lo si capirà solo dalla telemetria, senza il traction control la moto sarebbe scivolata via verso l'esterno della curva, senza conseguenze.
Ma contro il destino nulla si può fare.

Ho letto che non si può morire di sport.
A mio avviso non si può morire a 24 anni, a prescindere dalla motivazione.
Ma questa, forse si, è retorica.
Quella che non c'è stata oggi, durante la lunga diretta di Italia 1.
E mi ha fatto rivalutare l'informazione, almeno nelle persone di Beltramo, Meda, Porta, Bobbiese, Cereghini e Lucchinelli.
Sentire "non ci sognamo nemmeno di andare ad intervistare Rossi e Capirossi" quando, di solito, la domanda preferita dei giornalisti dopo una tragedia è "cosa provi in questo momento?" è stato un raggio di luce in un mondo che non stimo.
Ma il paddock è diverso. E' vero.
E' un piccolo universo dove, alla fine, si è tutti uguali, tutti uniti dalla stessa passione.
Un mondo che ho visto da vicino per tre anni quando, studentessa universitaria, lavoravo all'autodromo di Monza.

Oggi, a San Siro, abbiamo salutato il Sic.



Avrei preferito un minuto di silenzio anzichè un applauso chè, per me, il rispetto lo si esprime in silenzio.
Ma tant'è.
L'importante è stato ricordarlo.
Ricordare un talento, un ragazzo simpatico, vivace, amato da tutti e oggi si è capito. Uno che non ho mai capito come facesse a far stare i capelli sotto quel casco.

E una grande impressione mi ha fatto papà Simoncelli: una roccia, uno che in un momento così tragico voleva donare gli organi del figlio.
Un uomo da prendere ad esempio.

Ciao Sic, vorrei salutarti con questa canzone a fare da sottofondo alle parole di una persona cui tengo molto, con cui ho seguito tante gare la domenica mattina, pucciando i biscotti nel caffelatte sdraiati sul divano, quando ancora delle moto non fregava niente a nessuno e che secondo me ha centrato in pieno quello che era Marco Simoncelli, il Sic.



Xke piangi in fondo non era tuo amico in fondo non lo conoscevi in fondo non è uno dei tuoi amici con cui vai a bere o a ballare...Vero non è un mio amico non ci sono mai andato a bere...ma è uno di quei 50 o 100 pazzi ke mi facevano andare a dormire alle ore piu impensabili o svegliare la domenica mattina a orari inimmaginabili,uno di quei pazzi ke mi facevano saltare sul divano ke non mi lasciavano staccare dalla tv nemmeno x andare in bagno uno di quelli ke ho seguito da quando ero solo un bambino uno di quelli ke mi ha fatto battere il cuore mi ha fatto sorridere e ora piangere queste lacrime x me hanno un senso e sicuramente ne hanno x molti ke come me hanno la passione x questo sport ke gli scorre nelle vene...buon viaggio super Sic